[Recensione] La ragazza di prima di J.P. Delaney

Buongiorno Lettori!

Torno dalle vacanze di Pasqua con un resoconto sconfortante: ho mangiato più a Pasquetta che a Pasqua, ho evitato la cioccolata fino alla fine, poi però ho ceduto. Ho mangiato il casatiello in due versioni, uno comprato e uno fatto da mamma, e ho mangiato anche due tipi di colombe, una comprata e una fatta in casa e insomma niente, ho mangiato e devo dire che mi sento soddisfatta e piena.
Adesso pero si ricomincia a stare attenta, anche perché questo Weekend si mangia di nuovo, quindi meglio fare attenzione questi giorni!

Dopo aver fatto questo breve resoconto su tutto il cibo che ho ingerito, parliamo di cose più belle! Una recensione direttamente dopo Pasquetta, un thriller che è uscito di recente e che la Mondadori mi ha gentilmente inviato.

La ragazza di prima
J.P. Delaney
Mondadori
Prezzo: 19.00 €
eBook: 10.99 €

Trama: Con quest’uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato. Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall’aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra. Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l’avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta. Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l’austerità e l’ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa. Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest’uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall’aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione. Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest’uomo.
Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa.

Questo libro mette ansia.
Inizio così questa recensione, perché ho pensato che non ci fosse modo migliore per iniziare a parlarvi di questo libro.
Normalmente sapete che leggo pochi thriller, ma questo mi ha davvero incuriosita, quindi mi sono buttata a capofitto in questa lettura, divorando il libro in pochissimo tempo.
Il libro alterna continuamente i capitoli tra un Prima in cui è Emma a parlare, a raccontare quanto successo e un dopo, con Jane che affitta la casa in cui tre anni prima c’era Emma.

Entrambe, prima di poter diventare affittuarie di quella casa, devono rispondere ad un lungo questionario, che evidenzia la particolarità di chi ha costruito la casa e la stranezza che da subito l’avvolge.

Ci si domanda, chi è Edward Monkford?

Il mistero inizia ad avvolgere il lettore da subito. Con personaggi che si snodano tra il passato e il presente, l’ossessione per una donna e il filo conduttore che lega tutto, ovvero Edward, che come maniaco del controllo, si mostra irreale, fuori dagli schemi e con un fascino tutto suo.

L’assurdità della casa, che è la vera protagonista di questo thriller, rende la lettura inquieta. Per tutto il tempo ho avuto la necessità di guardarmi intorno, di sentirmi sicura dentro casa, anche se ero in compagnia. Quella strana casa di pietra, così asettica e priva di affetto, è l’espressione del pensiero dell’architetto, che riduce ai minimi termini tutta la sua vita.

Ho trovato questa lettura molto interessante e – so che sembra il termine meno adatto – molto carina! Il mistero della casa che si trascina per tutto il libro è l’elemento fondamentale di questo romanzo; aiuta a vivere le atmosfere piene di suspense e invita il lettore a giocare con i personaggi, nel tentativo di scoprire, prima della fine, cos’è realmente successo alla ragazza che ci abitava prima.

Un libro che a me è piaciuto molto e che mi ha invogliata a leggerlo tutto d’un fiato, curiosa di scoprire come andava a finire tutta la storia.
E sapete una cosa? Io ho scoperto il colpevole prima della fine, quindi vi consiglio davvero questo libro e fatemi sapere se anche voi siete riusciti a scoprire il colpevole, prima della fine.

Scheggia

About Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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