[Le BB leggono… Fannie Flagg] «Recensione» Voli acrobatici e pattini a rotelle di Fannie Flagg

Buongiorno Lettori!

Per la serie “Le BB leggono…” oggi è il mio turno! Quando si è deciso di leggere i libri di Fannie Flagg ammetto di essere un po’ caduta dal pero, questo perché non avevo mai letto niente di suo.
Quando abbiamo scelto il libro per me era tutta una novità, quindi in realtà uno valeva l’altro e alla fine la scelta è ricaduta su Voli acrobatici e pattini a rotelle (A Wink’s Phillips Station), il libro pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2014 e disponibile ad oggi in edizione BUR con una cover tanto bella.

Voli acrobatici e pattini a rotelle
Fannie Flagg
BUR
Prezzo: 10.00 €

Trama: La signora Sookie Poole di Point Clear, Alabama, ha appena accompagnato all’altare l’ultima delle sue figlie e si prepara a godersi un po’ di meritato riposo. Certo, c’è ancora l’anziana madre Lenore Simmons Krackenberry, con qualche momento di follia di troppo, da dover gestire, ma la vita sembra finalmente in discesa. Finché, un giorno, Sookie viene inaspettatamente a sapere qualcosa che mette in discussione tutto ciò che pensava di conoscere di se stessa, della sua famiglia e del suo futuro. Inizia così un viaggio di scoperta che la porta in California, nel Midwest, e persino indietro nel tempo, precisamente negli anni Quaranta, quando un’irrefrenabile donna di nome Fritzi rileva assieme alle sorelle la stazione di servizio del padre. La pompa di benzina gestita da sole ragazze, per di più in pattini a rotelle, riscuote un tale successo che i camionisti cominciano a modificare i loro itinerari pur di fermarsi alla leggendaria Wink’s Phillips 66. Ma questa sarà solo la prima di molte avventure in cui Fritzi, spirito libero e anticonformista, si getterà a capofitto nel corso della sua vita. E che insegneranno a Sookie che non è mai tardi per rompere gli schemi e reinventarsi davvero.

Voli acrobatici e pattini a rotelle inizia con Sookie che finalmente può rilassarsi. Tutte le sue figlie femmine sono sposate, manca solo il maschio, ma il più è fatto, perché lei e Earle non dovranno affrontare più grosse spese matrimoniali.

Dee Dee aveva insistito per un matrimonio stile Vecchio sud di Via col vento, con tanto di vestito di Rossella O’Hara: ampia gonna di crinolina e tutto il resto, e all’ultimo minuto avevano dovuto farla salire nel retro di un furgoncino per traslochi per riuscire a portarla in chiesa.
Le Le e suo marito avevano voluto una cerimonia tutta in bianco e rosso, comprese le partecipazioni, il cibo, le bevande e le decorazioni, in onore della squadra di football dell’università dell’Alabama.
Ce Ce, la gemella di Le Le, l’ultima a sposarsi, aveva portato lungo la navata Cucù, la sua gatta persiana di cinque chili, invece del bouquet, e il pastore tedesco dello sposo, infilato in uno smoking, aveva fatto da testimone. Come se non bastasse, il ruolo del paggetto con le fedi era stato assegnato a una tartaruga. La cerimonia era stata esasperante. D’altra parte, non si può mettere fretta a una tartaruga.

Questa è stata la mia prima esperienza con i libri di Fannie Flagg e devo dire che in questo romanzo ho ritrovato delle atmosfere che adoro e che di solito trovo in alcune serie tv, come ad esempio la cittadina con i personaggi così particolari che sembra di stare nella Stars Hollow di Una mamma per amica o dentro la Bluebell di Hart of Dixie (oppure potremmo stare in qualsiasi piccolo paese, perché si sa che quando si è in pochi, si sanno i fatti di tutti).

Voli acrobatici e pattini a rotelle è un libro che racconta il presente e il passato; nel presente c’è Sookie, che a cinquantanove anni vive con la pesante presenza della madre che, più che ottantenne si sente ancora in forze e vive le sue giornate sentendosi una diva, indispensabile e insostituibile per il mondo.

«Ciao, Sookie, sono Netta. Scusa l’ora, ma tua madre è tornata alla carica.»
«Oh no. Cos’ha combinato questa volta?»
Netta ridacchiò. «Niente per il momento, ma vuole stabilire un governo assolutistico, autonominarsi sindaco e rovesciare la giunta comunale.»

Nel passato invece c’è Fritzi, figlia di un polacco arrivato in America, prima di cinque fratelli, di cui quattro femmine e un maschio. Fritzi vive negli anni ’30 ma la sua storia ci viene raccontata attraverso gli anni che passano, fino all’entrata in guerra degli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale, scoprendo la sua vita attraverso lettere e resoconti di quegli anni.

L’emancipazione femminile è il tema forte e dominante di questo libro, un tema che ci viene narrato con disinvoltura, allegria, a volte rabbia e a volte leggerezza.
Dagli anni in cui la donna viene vista solo come casalinga, agli anni della guerra dove il loro contributo fu importante, indispensabile e non riconosciuto, fino agli anni di Sookie, che sente di non aver combinato nulla nella vita, di essere solo una casalinga che ha cresciuto quattro figli.

Generazioni diverse e a confronto nei capitoli di questo libro; generazioni collegate a loro insaputa.

Non si può non sentirsi coinvolte dalla vita di Fritzi, così forte e indipendente negli anni ’40, così come non si possono non provare sentimenti contrastanti per Lenore: incredibile come personaggio di un libro, odiosa come persona, che io personalmente ho trovato tanto geniale, quanto egoista.

Un mix di personaggi che si incrociano, dai principali ai secondari che riescono a mostrarsi divertenti tanto quanto i primi. Da chi si affida ad una life coach e prende per oro colato tutto ciò che dice, alla pettegola che non vede l’ora di riferire le ultime novità, Point Clear è quasi una città fiabesca, tanto quanto la Wink’s Phillips 66 è il posto più bello del mondo negli anni ’30 – ’40.
La Wink’s Phillips 66 è l’inizio, il primo cenno rivoluzionario, dove le donne riescono a creare quel connubio che sembra impossibile esserci, quello tra un lavoro prettamente maschile e un semplice accessorio come i pattini a rotelle.

Non so come siano gli altri libri di Fannie Flagg ma so che in futuro io e questa autrice c’incontreremo di nuovo, perché è una di quelle donne che sa creare bei personaggi, rendendoli forti e simpatici al lettore senza strafare, riuscendo a rendere presente al punto giusto anche una persona come Lenore, che rischia di essere fuori posto in ogni pagina di questa storia.

Voto alto? Beh per me lo merita, perché ho apprezzato la scrittura, i personaggi, la storia, l’intero libro e aggiungo all’apprezzamento anche il titolo e la cover. Ci vuole genio per tutto questo.
E voi lo avete letto?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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