[Recensione] Aspettami fino all’ultima pagina di Sofía Rhei

Buon pomeriggio Lettori!

Oggi arriva una recensione molto particolare, infatti per scriverla mi sono armata di Smoothie al melone.
Questa estate è arrivato a sorpresa un libro della Newton Compton, con una copertina che mi ha fatto innamorare, a partire dal colore!
Il libro in questione è Aspettami fino all’ultima pagina di Sofía Rhei.

Aspettami fino all’ultima pagina
Sofía Rhei
Newton Compton
Prezzo: 10.00 €
eBook: 0.99 €
Data di uscita: 31 agosto

Trama: Silvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mesi le racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama… Dopo giorni e notti di disperazione, viene convinta dalla sua migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Flaubert, Mary Shelley, e al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita…

Quale libro può curare il mio cuore?
La frase che troviamo sulla copertina di questo libro è piuttosto una domanda, una alla quale risulta difficile rispondere a tutte, perché diciamocelo, se siamo ferite è difficile trovare una cura, che sia un libro o la risata sincera di un amico.

Aspettami fino all’ultima pagina è la storia di Silvia, una donna ferita da una relazione sbagliata con un uomo sposato. Un uomo che è così incostante e altalenante da farle credere che due secondi passati insieme siano la perfezione, senza rendersi conto che la felicità non dovrebbe essere solo un attimo ma un continuo e costante flusso nella quotidianità.
Silvia, nonostante gli incoraggiamenti da parte della sua amica, non riesce a rinunciare ad Alain finché una mossa importante e spaventosa non le farà capire che quella relazione è a senso unico e la direzione che ha preso è la sua distruzione.

Il problema di questo libro qual è?

Il problema è che mi aspettavo di leggere un bel libro dove la terapia fosse l’argomento centrale, il percorso di guarigione come punto focale e contornato dalla storia di Silvia, invece ho avuto l’impressione di ritrovarmi un romanzo che non aveva per me una storia, supportato in alcuni punti da questa terapia che, in quelle pagine che le vengono dedicate, è davvero bella.
Avrebbe potuto essere un romanzo davvero interessante, invece l’autrice ha preferito focalizzare l’attenzione su Silvia e i suoi amori, Silvia e il suo quasi rapporto con le colleghe di lavoro.

Immaginò che dal quel momento in poi avrebbe cominciato una terapia psicologica più o meno convenzionale. Lui le avrebbe fatto domande sul suo passato, lei avrebbe risposto con mezze verità, e a quel punto lui le avrebbe posto altri quesiti perspicaci e mirati che sarebbero andati a toccare proprio i tasti dolorosi. Alla fine, lei si sarebbe messa a piangere, e avrebbero subito potuto identificare gli aspetti su cui cominciare a lavorare.
Invece, con i suoi modi squisiti, monsieur O’Flahertie le domandò: «Quali sono i suoi libri preferiti, Silvia? Me ne parli».
Questo sì che non se l’aspettava.

La mancanza di protagonismo della terapia, il ridurre questo elemento a marginale, rendendo solo Silvia protagonista di questo libro, mi ha fatto davvero storcere la bocca, perché ha deluso le mie aspettative.
E non solo.
Un altro problema è che ogni personaggio di questo libro è odioso. Mi dispiace, ma Silvia è insopportabile, non per le sue scelte, quanto per i suoi atteggiamenti e il suo essere così debole fino alla fine. Non ho visto la crescita e la guarigione di cui si parla nel libro, forse un accenno.
Alain, se ci fosse una pagella, direi Non classificabile.
Sollevano un po’ la storia le colleghe un svampite di Silvia e il dottor O’Flahertie, almeno finché alla fine non si scopre tutto, con un “colpo di scena” che personalmente mi ha fatto scuotere la testa.

No. Per me questo libro non è stata una rivelazione, anzi mi ha fatto arrabbiare, perché c’erano le potenzialità, le aspettative erano alte, la cover (si giudico anche quella) è davvero stupenda e la storia? No.

E allora magari sono io, che sono un po’ insensibile, ma questo libro non mi ha coinvolto, non mi ha fatto scoprire niente. I momenti di terapia sono bellissimi e se ce ne fossero stati di più, il voto sarebbe stato davvero molto più alto. Andava sfruttata di più l’idea.
Dal punto di vista della scrittura, niente da dire. È scorrevole, si legge in poco tempo e non è pesante.

E voi siete curiosi? Leggerete questo libro?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

4 Replies to “[Recensione] Aspettami fino all’ultima pagina di Sofía Rhei

  1. Anch’io mi sarei aspettata una storia incentrata sulla terapia e il potere della letteratura, leggendo la trama 🤔. Mi delude un po’ sapere che, con delle potenzialità simili, il romanzo non sia stato sviluppato nel modo più giusto, ma allo stesso tempo sono contenta di essere capitata su questa recensione. Ora, prima di una possibile (improbabile) lettura, saprò cosa aspettarmi!

    1. Grazie per questo commento. Sono felice che la mia recensione ti sia piaciuta. Come ho scritto si, nel romanzo c’è del potenziale non sfruttato ed è un peccato, anche perché non è scritto male, anzi è molto scorrevole 😃

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