[Recensione] Bastardo fino in fondo di Penelope Ward e Vi Keeland

Buongiorno Lettori!

Oggi, mentre guardo l’ultima puntata della terza stagione di Una Mamma per Amica, scrivo una recensione che mi ha messo un po’ in difficoltà. Il finale di stagione è bellissimo, il giorno del diploma di Rory e ogni volta provo tanta invidia per questa usanza americana della cerimonia con toga e cappelli, e cose varie. Io andrò alla cerimonia di laurea (si, per la laurea presa due anni fa) a settembre, due mesi prima (si spera) di prendere la seconda. 
Come dicevo, oggi vi parlo di un libro letto recentemente e ringrazio Newton Compton per avermi inviato una copia; il libro è Bastardo fino in fondo di Penelope Ward e Vi Keeland, quest’ultima un’autrice che ho avuto modo di conoscere con Bossman.

Bastardo fino in fondo
Penelope Ward – Vi Keeland
Newton Compton Editore
Prezzo: 5.99 €
eBook: 9.90 €

Trama: Un australiano sexy e arrogante di nome Chance. Era davvero l’ultima persona in cui mi aspettavo di imbattermi nel mio viaggio attraverso il Paese. Quando la mia macchina si è rotta, abbiamo fatto un accordo: niente programmi, saremmo andati avanti per miglia e miglia passando notti sfrenate in motel sconosciuti senza limiti e senza una meta precisa. E così quello che doveva essere un normale viaggio si è trasformato nell’avventura della vita. Ed è stato tutto davvero incredibile finché le cose non sono diventate serie. Lo desideravo, ma Chance non si esponeva. Pensavo che mi volesse anche lui, invece qualcosa sembrava trattenerlo. Non avevo intenzione di perdere la testa per quel bastardo arrogante, soprattutto da quando avevo saputo che le nostre strade stavano per dividersi. D’altra parte si dice che tutte le cose belle prima o poi finiscono, o no? Forse è così, o forse ero io che non volevo vedere la fine della nostra storia…

Sono un po’ in difficoltà per questo libro. Se dovessi dirmi semplicemente se mi è piaciuto o meno, vi direi che si, mi è piaciuto. 
Aubrey sta viaggiando per l’America in macchina, per raggiungere Temecula, dove ha un nuovo lavoro, fuggendo da un fidanzato traditore. S’imbatte in Chance ad una stazione di servizio e complici un’Obama con la testa che balla, una moto che non parte e una ruota a terra, si ritroverà a viaggiare con un perfetto sconosciuto, in una macchina carica di scatoloni e bagagli.

All’inizio sono rimasta un po’ colpita perché Aubrey si fida a viaggiare con un perfetto sconosciuto, ma diciamo che sono io così e che dopo l’impatto iniziale ci si abitua; la storia si svolge per la prima parte in macchina, con Aubrey e Chance che imparano a conoscersi. 
Mi sono piaciuti i personaggi, soprattutto Aubrey che non è una ragazzina sottomessa e che non cede a Chance appena lo vede, mentre Chance mi ha fatto morire dal ridere, soprattutto quando tramite Aubrey si capisce il suo accento australiano. 

La storia si snoda tra un prima e un dopo: il viaggio e due anni dopo. La prima parte è interamente narrata da Aubrey mentre nella seconda entriamo nella testa di Chance e nei suoi pensieri che tendono ad essere più spinti.
In generale la storia mi è piaciuta, è scritta bene ma ho trovato diversi errori (credo siano di battitura e mi baso solo sulla versione italiana, non avendolo letto in lingua originale) e ho trovato molto inquietante Chance nella seconda parte, con il suo continuo stalking, che nonostante non abbia in questo caso nulla di cattivo, mi è piaciuto poco. Entrare in casa di una persona o spiarla tutte le mattine a distanza, ecco l’ho trovato un po’ inquietante.

La prima parte è quella che ho preferito, il viaggio in macchina è stato divertente e adoro le situazioni on the road, mentre la seconda parte ha fatto un po’ calare il mio entusiasmo per la “normalità” della situazione. Una menzione d’onore va alla capra e alle autrici che hanno saputo inserire quell’animale nella storia. Avrebbero potuto scegliere un cane, un gatto o un canarino e invece hanno scelto la capra, rendendo i momenti con l’animale divertenti, esilaranti e fuori dal comune.
Nel complesso è una bella storia, che non esagera in certe scene e si legge velocemente. Per come la penso io, credo sia un ottimo libro da portare sotto l’ombrellone, quando si ha la necessità di rilassarsi o nella versione 3.0 di Scheggia, da leggere sul balcone di casa perché al mare c’è la sabbia e se tira vento sono guai. 

E voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Io direi che per me è nella media e vi consiglio la lettura se cercate qualcosa di leggero e se, come me, adorate l’accento australiano. 

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.