[Recensione] Berlin – I fuochi di Tegel di Fabio Geda e Marco Magnone

Buon pomeriggio Lettori!

In questi giorni sono di nuovo sparita, lo so, ma tra Tempo di Libri e la tesi da finire, non ho avuto un attimo libero. Nei prossimi giorni vi farò vedere gli acquisti fatti a Tempo di Libri (magari in una diretta Instagram, chissà?) ma oggi voglio parlarvi di un libro per ragazzi terminato ieri. Il libro è I fuochi di Tegel, primo della serie Berlin, scritto da Fabio Geda e Marco Magnone.
Ammetto di aver letto questo primo volume per completare un obiettivo di una challenge e ammetto di non averlo apprezzato totalmente. Perché?

Berlin – I fuochi di Tegel
Fabio Geda – Marco Magnone
Mondadori
Prezzo: 14.00 €
eBook: 7.99 €

Trama: È l’aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un’unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro. Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel. Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte. E quando sorgerà l’alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi.

Berlin è una serie distopica che racconta la storia di diversi ragazzi, tutti orfani in seguito ad un’epidemia, scatenata da un virus, che ha decimato tutti gli adulti di Berlino. Il virus sembra attivarsi dopo i sedici anni e da quell’età in poi si può morire, facendo capire al lettore che difficilmente un adolescente diventerà adulto. È una Berlino governata dai bambini quella che vediamo, una Berlino dove i più grandi non arrivano ad avere vent’anni e dove la lotta per la sopravvivenza è costantemente accompagnata dagli atteggiamenti infantili di quei ragazzi che vivono senza i genitori.

Il romanzo si apre con le ragazze dell’Havel che subiscono un particolare furto: Theo, di soli due anni, viene rapito dai ragazzi di Tegel.
Da subito si capisce che, nonostante si viva in una situazione tremendamente precaria, i ragazzi sono divisi, incapaci di collaborare tra loro e in grado di mettersi i bastoni tra le ruote in ogni occasione. Tra chi cerca di divertirsi e chi vive totalmente senza regole, quella che vediamo è una Berlina in rovina, senza possibilità di riscatto.

Essendo una storia per ragazzi, è narrata con una certa semplicità, strutturata in capitoli molto brevi e con un linguaggio che non si avventura in esagerazioni, adatta ad un pubblico giovane che si approccia alla lettura.
La trama è molto basica, si punta molto sulle esplorazioni e le avventure, tuttavia forse per colpa della mia età, stavolta ho fatto davvero fatica ad apprezzare questo romanzo. L’ho trovato troppo semplice, privo di suspense e con dei personaggi un po’ troppo elementari.
Jakob, Christa, Nora, Bernd, Britta. Non ho avuto alcun tipo di affinità con nessuno di loro, forse proprio per il loro essere un po’ troppo stereotipati e privi di spessore.
C’è chi è eroe ma non sa di esserlo, chi pensa di essere troppo sciocco o incapace, chi crede di sapere tutto.
Probabilmente è un meccanismo che funziona in età più giovane, ma nel mio caso ha rallentato tutto perché avrei preferito un maggiore approfondimento.
L’unico personaggio che ho trovato più interessante è stato Sven, forse perché il più anziano del gruppo e quindi descritto come un ragazzo con maggiore esperienza, in grado di comandare un gruppo di ragazzini.

Come primo volume l’ho trovato molto sintetico; comprendo sia un libro per ragazzi, ma proponendosi come un romanzo distopico, avrei preferito un maggiore approfondimento, più coinvolgimento e più descrizioni per farmi amare quel mondo devastato creato dagli autori. Anche del virus viene detto poco, lo stretto indispensabile e invece avrei preferito maggiori flashback in grado di raccontare meglio quella parte della storia.

Ho apprezzato il voler intervallare i momenti attuali con i ricordi del passato, così da spiegare anche molti atteggiamenti dei ragazzi, tuttavia questo non è bastato a farmelo amare.
Nel valutarlo ho dovuto fare un bilancio, tra quello che non mi è piaciuto a priori e quello che non ho apprezzato in quanto troppo adulta.

Purtroppo questo primo libro non mi ha conquistata e dubito leggerò i successivi. Voi conoscete questa serie?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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