[Recensione] Chiamami col tuo nome di André Aciman

Buongiorno Lettori!

In questi giorni sto cercando di essere più attiva sul blog e sui social, anche se non è semplice in questo periodo. Un bel po’ di impegni si stanno accavallando e non è facile gestirli, ma spero di riuscirci!
Come credo di avervi ricordato più volte, come sapete io partecipo alla challenge delle Ciambelle e per la pizza di questo mese dovevo leggere un libro dal quale fosse stato tratto un film. La scelta è stata abbastanza semplice perché avevo in libreria Chiamami col tuo nome ormai da tempo e ho sfruttato questa occasione per metterlo nella tbr.
Ma com’è andata questa lettura? Non bene.

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André Aciman
Guanda Editore
Prezzo: 17.00 €
eBook: 8.99 €

Trama: Vent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno “l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura”: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi.

Divisore Scheggia

Vorrei dire qualcosa di semplice: No.
Non si può prendere una bella storia e rovinarla così. È qualcosa che non perdono all’autore.
Una storia che inizia bene, benissimo, con Elio che racconta tutte le sensazioni provate alla vista di Oliver. C’è poesia, magia, si riescono a sentire tutte le sensazioni e le emozioni e i sentimenti che Elio, un ragazzo, un diciassettenne, inizia a provare quando Oliver arriva per passare alcune settimane con la sua famiglia.
Sono state pagine intense date al lettore. Io mi sono innamorata delle prime 76 pagine (la prima parte) e già urlavo al libro bellissimo, che mi avrebbe fatto emozionare e sorridere e forse piangere; dalle parole e dai pensieri di Elio, dalla scrittura magistrale di Aciman, emergeva come un turbine la sensazione di spossatezza che avvolge il corpo quando si avverte quel pugno allo stomaco e quel tremore dato dalla confusione e dal desiderio irrefrenabile di toccare la persona che fonde i nostri sensi e manda in pappa il cervello.
E in quelle pagine io ho avvertito sulla pelle ogni emozione di Elio, poi però si è passati alla seconda e terza parte, troppo lunghe e disastrose per essere perdonate.

In queste due parti, evitando spoiler che non servono a nulla, si assiste al reale avvicinamento tra i due ragazzi, ma non solo.
L’autore si sente in dovere di raccontare alcuni momenti a mio parere inutili, destinati solo a rimanere impressi nella mente per la crudeltà dei gesti, per la brutalità di quegli atti fatti per sconvolgere senza però donare emozioni.
Si è scherzato sulla scena della pesca, presente da quanto so anche nel film, eppure al di là di questo, cosa resta? Una scena che onestamente mi ha un po’ sconvolto e mi ha reso difficile continuare la lettura.

La terza parte non riesco neanche a commentarla. Leggevo, leggevo, leggevo e avvertivo l’impellente impulso di saltare le pagine, eppure non l’ho fatto, pensando che avrei perso qualcosa di forte, di importante. No. Il viaggio a Roma si può benissimo saltare.

Il finale è sicuramente un’altra parte interessante di questo libro. È come se fossero due persone a scrivere: un autore ha scritto l’inizio e la fine, l’altro la parte centrale.
Il finale è crudele, graffia per la sua slealtà nei confronti di chi un po’ è romantico, distrugge e ricompone secondo uno schema forse diverso da quanto si possa immaginare.
Ci sono gli anni che passano, i tempi che cambiano, ma c’è la certezza che un’estate può lasciare un segno indelebile nel cuore.

Ancor prima di dirvi dei protagonisti e dello stile dell’autore, faccio una piccola riflessione sul seguito che uscirà a breve, dal titolo Cercami. Non credo sia un libro necessario, soprattutto perché nel finale ci viene raccontato molto, anche se a grandi scaglioni. Forse l’autore già pensava al seguito perché ha disseminato le ultime pagine di piccoli tasselli che lasciano delle porte aperte, tuttavia mi auguro che si vada oltre quel che c’è in questo primo libro, altrimenti Cercami sarà solo un riempitivo, ma non aggiungerà nulla al finale di Chiamami col tuo nome.

I personaggi sono tutti uno specchio e un riflesso dei pensieri di Elio. È lui che narra, è lui che prova la maggior parte delle emozioni e quel poco che si ha da Oliver è sempre relativo alle interazione con il ragazzo.
Spesso ci si perde nei pensieri di Elio, divaga mentre parla di qualcosa, poi torna al punto e spesso confonde, ma dalle prime parole è sempre onesto e ci fa capire quel che prova. Forse a volte rischia di essere un po’ troppo pesante, vista la sua età, tuttavia l’ho trovato un buon personaggio.

Lo stile dell’autore è fatto di alti e bassi. Sicuramente è un libro che scorre, che si legge in poco tempo, eppure a volte si abbandona in descrizioni e dialoghi che sembrano allontanarsi dalla storia, allontanando anche il lettore, raffreddando così ogni emozione provata.
Ho adorato il suo modo di parlare di attrazione nella prima parte, eppure non mi è piaciuto il suo modo di descrivere alcune scene, così come non ho digerito tutta la parte relativa alla presentazione del libro di poesie. Tra le cose che ho apprezzato c’è il modo di mostrare le tante facce dell’amore e dell’attrazione, che in questo libro superano le barriere dell’uomo/donna e si liberano, sfogandosi nella calura dell’estate.

Un libro con un potenziale immenso e che tuttavia mi ha annoiata a causa di gran parte della storia che, persa in scene quasi inutili, si lascia andare, sfidando il lettore a rimanere. E io sono rimasta solo perché dovevo leggerlo per la challenge.

due, votazione, stelline, recensione

Peccato perché a questo libro ci tenevo davvero tanto! Un’occasione persa. E voi l’avete letto o visto il film? Merita?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

2 Replies to “[Recensione] Chiamami col tuo nome di André Aciman

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