[Recensione] «Domino Letterario» Carve the Mark di Veronica Roth

Buon pomeriggio Lettori,

fine mese come ormai ben sapete, è il periodo in cui io, insieme ad un bel gruppo di blogger, partecipiamo al Domino Letterario, un evento in cui ogni blog è come una tessera del domino e il libro scelto deve essere collegato in qualche modo, al libro scelto dal blog che ci precede.

Questo mese, terza della giornata, mi collego a La ragazza in rosso per il colore blu della copertina, e ho scelto Carve the Mark – I predestinati di Veronica Roth.

Carve the Mark – I predestinati
Veronica Roth
Mondadori
Prezzo: 15.90 €
eBook: 9.99 €

Trama: In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un “donocorrente”, ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui.   Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi.
Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l’unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l’ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro.

Quanto desideravo leggere questo libro? Tanto.
Quanto ne sono stata contenta? Poco?
La storia inizia con una prospettiva su Thuve e precisamente sulla vita di Akos, terzo di tre fratelli e con una famiglia un po’ particolare, poiché la madre è uno dei tre oracoli del pianeta.
Akos è anche un predestinato, proprio come suo fratello, e nel momento in cui il loro fato viene reso pubblico, il mondo crolla.
A distanza di tempo di ritrova alle dipendenze di Cyra, la sorella del perfido Ryzek; sono shotet.
Questo è un libro che parte con una buona trama, una copertina che fa girare la testa da quanto è bella (parlo proprio della cover e non della sopracopertina), personaggi che sembrano perfetti per rendere la storia avvincente.
Nella realtà succede che i personaggi sono piatti. Cyra, che ha un dono molto potente, si lascia sopraffare da suo fratello e non tenta mai di ribellarsi, vive la sua vita in modo passivo e non riesce ad emergere, inoltre è così apatica per gran parte della storia, che si fa odiare.
Akos fino a quasi pagina 300 ha solo il ruolo di servo/amico. Non mi sento di dire altro su di lui.
Veronica Roth ha creato un mondo molto bello, ma l’ha sfruttato poco rendendo la storia piatta, senza una vera storia che emerge quasi fino alla fine, perché diciamocelo, posso aspettare la quarta parte del libro per trovare un po’ di adrenalina? No.
Altra pecca grossa quanto una casa?
La somiglianza di alcune caratteristiche dei personaggi proprio con altri libri. Non mi metto a elencarvi tutto, anche per evitare spoiler, ma sappiate che se amate il fantasy, troverete tante curiosità simili ad altri mondi.

Nel complesso questa era una storia che prometteva davvero tanto, mi aspettavo un distopico col botto e invece è stato un po’ come una stellina a Capodanno, carino ma niente di più.
Leggerò il seguito? Probabilmente si, perché anche se la rivelazione finale è di un banale che non vi dico, in realtà la curiosità di capire che fine faranno i predestinati, c’è.

E voi avete letto Carve the Mark? Vi è piaciuto? Fatemi sapere se sono stata solo io a percepire questo libro come un po’ piatto.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

28 Replies to “[Recensione] «Domino Letterario» Carve the Mark di Veronica Roth

  1. Oddio, già non volevo leggerlo, ma così… Un grande #ciaone e mai più rivederci ahahah Non mi ha mai ispirato la Roth… Penso di essere l’unica o quasi a non aver letto la saga di Divergent… Proprio non mi sento affatto incuriosita XD

    Penso che rimaner male per una lettura così osannata sia normale… Solitamente, quando un libro è troppo pubblicizzato e idolatrato fin da subito (senza una base solida a cui appoggiarsi, in pratica), la delusione sarà quasi assicurata… Almeno, per quanto riguarda la mia personale vita di lettrice XD

    Spero però che con il seguito la storia si risollevi! Mai dire mai 😉

    1. Io ho il primo di Divergent e spero proprio sia bello perché mi scoccia tantissimo avere le serie a metà! Hai ragione sui libri pubblicizzati troppo però questo mi aveva anche catturata dalla cover… Peccato!

  2. Anche io come voi, sono rimasta molto delusa, da questo libro!
    L’ho comprato con tanto entusiasmo, ma già dopo i primi capitoli, il mio atteggiamento nei suoi confronti è cambiato in modo drastico. L’ho trovato interessante, sotto alcuni punti di vista, ben strutturato. La Roth, è famosa per il fatto di saper descrivere bene, i suoi mondi, i personaggi e ciò che li circonda, ma, è altrettanto famosa per la sua mancanza di passione. Mi spiego meglio, ho cercato a lungo ed in vano una passione tra Akos e Kira, l’ho cercata, e non l’ho trovata. Ho cercato anche l’odio, quello che in teoria dovrebbero provare, e nemmeno quello sono riuscita a cogliere. Un libro lento, che ti trasporta nel suo mondo, ma che ti lascia vuota, in tutti i sensi.
    Spero che il secondo sia migliore!

    1. Esatto! Non c’è passione! Akos e Cyra non riescono a mostrare una passione tra loro, cosa strana visto il contesto in cui si trovano e i problemi di entrambi. Ho visto solo un po’ di pazzia nel fratello di Cyra ma da un villain mi aspetto molto di più.

  3. Veronica Roth mi sta un po’ deludendo ultimamente e è un peccato! Mi spiace proprio perché come trama e aspettative i suoi libri sono sempre ben auguranti e poi ti ritrovi con un nulla di fatto… Non pensavo di leggere Carve The Mark, però non lo metto nella lista dei “Mai e poi mai”. Magari qualcuno al compleanno me lo regalerà ^ _ ^

  4. Spero si risollevi strada facendo.. questo è stato lentissimo a partire e poi confusionario nel finale quando la situazione si era fatta interessante. Vedremo come si evolve.. ma nulla a che vedere con “Divergent”.

  5. E pensare che era nella mia lista prossimi acquisti nonostante Divergent non mi abbia appassionato, volevo dare una seconda possibilità all’autrice con questa nuova storia, ma dalla tua recensione mi sembra di capire che forse è meglio di no

    1. Magari ti piacerà. Il problema è come ho detto sopra, contenuti pesanti e in effetti mancanza di passione, oltre a situazioni già viste altrove.

    1. Dai così poi mi dici cosa ne pensi 😀 Vediamo se siamo d’accordo anche se spero di no, perché così vuol dire che almeno a te è piaciuto tanto!

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.