[Recensione] «Domino Letterario» L’amore addosso di Sara Rattaro

Buongiorno Lettori!

Anche questo mese arriva l’immancabile tappa per il domino letterario. Questo mese ho “sfruttato” questa iniziativa per leggere un libro di cui ho sentito parlare tantissimo, che ho avuto il piacere di conoscere anche grazie all’autrice che ne ha parlato a Tempo di Libri e che tuttavia ancora non avevo letto, vuoi per tempo, vuoi per altre mille motivi. Ogni libro trova il suo momento giusto nella vita di qualcuno e in questi giorni L’amore addosso di Sara Rattaro ha trovato il tempo giusto nella mia.

L’amore addosso
Sara Rattaro
Sperling & Kupfer
Prezzo: 16.90 €
eBook: 9.99 €

Trama: Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d’ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d’urgenza l’uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice – non può farlo – che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un’altra ala dell’ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d’auto. Non era con lui al momento dell’impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito cera una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall’altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre – alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell’essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d’amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l’amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L’unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

Lì, nascosta sul sedile posteriore mentre la periferia della mia città mi passava accanto, ho iniziato a singhiozzare silenziosa, perché esiste una cosa sola peggiore del dolore che stai vivendo: non poterlo raccontare a nessuno. 

Certe recensioni sono difficili da scrivere, perché stanno lì, appese al cuore e alle emozioni che si provano durante la lettura e rischiano di non rendere bene l’idea di ciò che si è realmente provato durante la lettura. Sono come mucchietti di sabbia nelle mani, bisogna dosare bene ogni granello o quella sensazione scivola via troppo velocemente e si perde l’intensità di quelle emozioni che invece stanno lì e fanno la loro parte.

Possiamo chiamarla intelligenza, attitudine a provare emozioni o capacità di discernimento. Ma questa capacità di stare al mondo, sentirsi vivi e amare ha per tutti origine dall’organo più importante del nostro corpo, il primo a formarsi e soprattutto la sede principale di tutte le nostre emozioni. Il cervello? No, il cuore.

L’amore addosso è un libro che parla di amore e non è banale dirlo. Parla di amore come se fosse un vestito da indossare, uno di quelli che abbiamo da tanti anni e che continuiamo ad aggiustare per non buttarlo. L’amore di cui parla Sara Rattaro è un amore che ho avuto l’impressione fosse davvero un vestito dal sarto: si cerca il difetto al vestito e mentre si ripara un orlo, si aprono altri difetti sulla stoffa, perché se viene maneggiata troppo alla fine si rovina.
E la vita di Giulia credo sia così. Giulia, la protagonista di questo romanzo, che da giovane ha dovuto affidarsi alla madre per prendere una decisione, un gesto che la madre ha liquidato con una toppa, con una cucitura meticolosa eppure non abbastanza forte, uno strappo di quelli che rovinano irrimediabilmente la stoffa e nel percorso che è la vita Giulia deve trovare il modo di convivere con quel vestito sbagliato, a tratti logoro e pieno di ricordi tristi.

Giulia è una donna che ama forse la persona sbagliata e che in realtà dona quella parte di amore che gli è rimasta, che non è sparita con lei vent’anni prima. Ed è una donna che si ritrova in un ospedale, scontrandosi con le sue due realtà. Ho immaginato Giulia davanti allo specchio, ogni riflesso con una sua vita, una sua personalità; ognuna in grado di prendere la scala giusta, il piano esatto dove trovare quell’amore che giace in un letto d’ospedale.
Perché Giulia è in un ospedale e ha appena soccorso l’uomo che ama e che tuttavia non ha sposato, perché il marito, per uno strano caso del destino, è al piano di sotto, in seguito ad un incidente. E alla fine non c’è amore che resiste, quando il destino decide per tutti.

Punto focale di questo libro è la narrazione in prima persona, una scelta giusta e indispensabile per capire e comprendere, perché un occhio esterno potrebbe giudicare ma vivere nella testa di Giulia per alcune ore ci porta a comprendere e in qualche modo a sperare che ci sia qualcuno davvero bravo che possa ricucire gli strappi o consigliare un abito nuovo. È una continua introspezione, nel rapporto tra moglie e marito, tra sorelle e tra madre e figlia, e se il rapporto tra sorelle soffre inevitabilmente di tredici anni di differenza, il rapporto tra madre e figlia soffre le aspettative, quelle che si hanno nei confronti dei figli, quando non si vedono per quello che sono e si cerca di renderli come pupazzi a immagine e somiglianza di un’idea astratta.
Cosa penseranno gli altri? Salva le apparenze. Nascondi sotto il tappeto la polvere e i segreti.
La madre di Giulia è così: un concentrato di ipocrisia, di cassetti chiusi a chiave, di labbra tese e chiuse, di segreti nascosti nell’armadio, di incomprensioni e immagini distorte. È tutto ciò che causa rabbia e che mi ha fatto arrabbiare, perché il lieto fine di Giulia dipendeva interamente da lei e che inevitabilmente le ha negato la gioia della vita.
E allora è proprio L’amore addosso quello che ci viene raccontato in questo libro, quello che hai davvero sulla pelle e che non sempre ha le forme che speri. Perché non è detto che tua madre ti ami così come immagini, non è detto che tua sorella sia la confidente che ti saresti aspettata e non è detto che tuo marito sia proprio la persona che ti dorme accanto.
Ecco. Per questi motivi vi dico che ho amato questo libro, che sono contenta di averlo amato così tanto e che ho adorato la narrazione scorrevole, l’assenza di momenti morti colmi di descrizioni inutili. Si va al punto subito, si affronta il tema centrale, prendendolo di petto e analizzandolo da tutti suoi lati.

Vi consiglio di leggere questo libro perché è una storia d’amore non banale, che vi farà vedere quante realtà ci sono nell’amore e quante di queste realtà non vediamo e non approviamo, soprattutto quando l’amore viene sovrastato da quel pensiero continuo che vede nell’approvazione altrui l’obiettivo di una vita.

E voi lo leggerete? O lo avete già letto?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

26 Replies to “[Recensione] «Domino Letterario» L’amore addosso di Sara Rattaro

  1. Complimenti per la recensione Deborah, nonostante non sia il libro che solitamente prediligo potrei pensare di dargli una possibilità dopo le tue parole. Lo metterò lì per quando avrò voglia di affrontare una lettura più impegnativa e introspettiva <3

  2. ho amato tantissimo questo libro, il primo che ho letto di questa meravigliosa autrice. E anche per me è stato difficilissimo scrivere la recensione. La pensavo come te sulla madre, finché proprio Sara in una presentazione non mi ha fatto vedere le cose diversamente. Non la giustifico ma è più comprensibile

    1. Io credo sia un’idea di madre che per eccesso d’amore verso i figli tende a controllare tutto, credendo che sotto il suo controllo si facciano le scelte migliori per i propri figli, ma così facendo li spinge a domandarsi che tipo di amore è.

  3. Devo dire la verità, la cover e il titolo non mi ispiravano molto… pensavo a qualcosa di molto banale, invece la tua recensione mi ha dato conferma del contrario e mi ha incuriosita su questa lettura 🙂

    1. Davvero? Mi dispiace però è anche questo il bello. Ognuno ha i propri gusti e trovo fantastico il fatto che ognuno di noi provi sensazioni diverse ad ogni lettura ❤️ magari al prossimo libro andrà meglio 😘

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.