[Recensione] «Domino Letterario» Le assaggiatrici di Rosella Postorino

 

Buon pomeriggio Lettori!

Belle notizie! Finalmente mi sono laureata, è passata l’ansia da prestazione, posso togliere la foglia d’alloro dal comodino (Io superstiziosa? Ma no, dai…) e concentrarmi su tante altre cose belle. Questi giorni sono stati pieni di gioie e prometto di parlarvene di persona, magari in una diretta, però oggi voglio concentrarmi su una gioia specifica, un libro che volevo leggere da settimane, che mi osservava dalla cameretta/magazzino (si, devo sistemarla) e al quale finalmente ho dedicato del tempo.

La volete sapere una cosa? Ho scelto il libro giusto per il mio post laurea, perché ricorderò di aver letto un bel libro in questi giorni di festa!

Le assaggiatrici
Rosella Postorino
Feltrinelli
Prezzo: 17.00 €
eBook: 9.99 €

Trama: La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura”, dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.

Herta si era asciugata le mani sul grembiule e l’SS aveva continuato a parlare, si rivolgeva a me, guardava solo me, mi squadrava per prezzarmi, manodopera di sana e robusta costituzione, certo la fame mi aveva un po’ debilitata, le sirene notturne mi avevano rubato il sonno, la perdita di tutto, di tutti, mi aveva sciupato gli occhi. Ma il viso era tondo, i capelli folti, e biondi: una giovane femmina ariana già domata dalla guerra, provare per credere, prodotto nazionale al cento per cento, si è concluso un ottimo affare.

Vi chiedo subito scusa, perché quando mi ritrovo tra le mani un libro notevole, fatico sempre a parlarne, per paura di sbagliare, di dire troppo o troppo poco, o di essere superficiale.
Le assaggiatrici, libro di Rosella Postorino, è uscito questo gennaio per l’editore Feltrinelli. Non l’ho trovato tra le novità, d’altronde è difficile trovare ogni libro su un semplice scaffale, ma il passaparola, i consigli e i confronti mi hanno condotta da questa autrice, da questo suo romanzo, da questa sua perla.

Rosa Sauer, protagonista e voce narrante, costretta a scappare da Berlino, va a vivere dai suoceri, in attesa del marito, partito per servire la sua patria, quella nazione che ormai si trova in difficoltà, verso la fine della guerra.
Da un giorno all’altro, una guardia, una di quelle che fanno davvero paura, una SS, la informa che è stata scelta per servire la Germania: lei, insieme ad altre ragazze, assaggeranno il cibo, prima che giunga sulla tavola del Führer. Ingeriranno cibo sano o cibo avvelenato. Saranno loro a scoprirlo prima del loro capo.

D’altronde mi ero resa disponibile a morire per il Führer. Ogni giorno il mio piatto, i nostri dieci piatti allineati, evocavano la sua presenza come in una transustanziazione. Nessuna promessa di eternità: duecento marchi al mese, questo era il nostro compenso.

La particolarità della narrazione, i pensieri continui, le digressioni che conducono ai momenti del passato, i ricordi dell’infanzia, rendono questo libro complesso e denso di particolari che portano a scoprire uno spaccato di storia quasi inedito, che io non conoscevo e che porta a riflettere.
È la guerra. Ognuno si è ritrovato con un ruolo, vittima o carnefice e Rosa si è ritrovata lì, con un ruolo che non ha potuto rifiutare, perché servire il suo capo è quanto richiesto, con il cuore intrappolato al fronte, con un matrimonio vissuto appena tra le mura di un appartamento berlinese, troppo fresco di promesse per sopportare anni di lontananza e poche lettere brevi e scarne.

È una storia che coinvolge totalmente, conducendo il lettore in uno stato d’ansia, di tensione e anche di passione, con rapporti che s’intrecciano e che non si sa se riusciranno a sopravvivere, perché noi sappiamo come sarà l’esito della guerra; loro no.
Rosa Sauer è una donna che si può amare o meno, giustificare o meno, ma forse non possiamo incolparla per le scelte compiute in un periodo di crisi nera, quando vacilla ogni certezza e ogni credenza. È la guerra. Non si possono giustificare i crimini, ma si possono condannare alcune scelte private?

Tornai a pensare che non avessimo il diritto, noi, di parlare d’amore. Abitavamo un’epoca amputata, che ribaltava ogni certezza, e disgregava famiglie, storpiava ogni istinto di sopravvivenza.

La forza di questo romanzo è nell’evitare di cadere nella banalità. Si parla e si racconta La Storia dalla parte di quello che è il nemico, ma parlare di «epoca amputata» credo sia straordinario, perché gli orrori di quegli anni hanno realmente amputato un intero secolo, privandolo non di un semplice arto, ma di un organo vitale, pulsante. L’Io Narrante, Rosa Sauer, fa capire quanto poco si sapesse di alcune reali intenzioni. Voci. Pettegolezzi. Crimini non rivelati. Quegli anni avevano nascosto orrori che si celavano dietro l’ignoranza, la voglia di non sapere, la preferenza di voci di corridoio alla cruda realtà.

Le assaggiatrici è un romanzo che porta con sé tanta consapevolezza e una storia che, in ogni caso, coinvolge al punto da far girare pagina dopo pagina senza un freno, senza una pausa, fino a quel finale che non ti aspetti, che ti lascia un po’ interdetta.

Vorrei leggere ogni giorno romanzi così belli, di quelli che, indipendentemente dal finale, ti lasciano col sorriso sulle labbra, consapevole di aver dedicato minuti preziosi a un libro che ti ha reso più completa, più felice, più soddisfatta.

Ci sono libri che consiglio e libri che vi esorto a comprare. Ecco, io vi esorto a comprare e leggere questo libro. Vi ritroverete tra le mani una piccola perla che avrà sempre un posto prediletto nella vostra libreria.
E io ringrazio le amiche che me l’hanno consigliato, perché stavolta ci ritroviamo unite sotto lo stesso titolo, consapevoli di aver letto qualcosa che ci rende più complete, perché attraverso un romanzo abbiamo scoperto qualcosa di nuovo.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

15 Replies to “[Recensione] «Domino Letterario» Le assaggiatrici di Rosella Postorino

  1. Meno male che non l’hai trovato sopravvalutato 🙂 Scherzi a parte, ero sicura che ti sarebbe piaciuto perché è una storia intensa che qualunque persona dotata di cervello (e tu lo sei) non può non amare! Durante la diretta voglio vederti per intero, eh!

    1. Sulla diretta per intero non garantisco! XD Comunque è davvero un libro ineccepibile. Magari avrà i suoi difetti e non sarà perfetto, ma quale libro lo è? Ho trovato eccellente lo sviluppo narrativo, che rimane coerente con gli usi del tempo e che tuttavia ha regalato al lettore una storia che, anche se banalmente, definirei avvincente.

  2. Da quando questo libro è stato pubblicato in giro continuo a trovare opinioni positive e che invogliano alla lettura… sicuramente visto anche il tuo pensiero entusiasta ci devo fare un pensierino e vedere di recuperarlo!!
    Chiara in Bookland 🙂

  3. questa recensione mi ha molto incuriosita. Sembra proprio una lettura molto accattivante da non perdere! Stefania

  4. adoro leggere libri di questa parte della storia, nemmeno troppo lontana da noi, quindi è un romanzo che sicuramente acquisterò! Grazie per il consiglio e la recensione <3

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