[Recensione] «Domino Letterario» Splendore di Margaret Mazzantini

Miei cari Lettori, questo martedì, l’ultimo di luglio, porta con sé una bella recensione (finalmente direte) ed è anche una recensione molto particolare, perché legata al Domino Letterario, al quale partecipo per il secondo mese consecutivo.

Domino Luglio

Questa volta, ho scelto un libro che avevo da un po’ di tempo nella lista, o meglio che avevo già a casa e che ancora non avevo letto, ovvero Splendore di Margaret Mazzantini.

Non avevo mai letto nulla di questa autrice, vincitrice di premi e molto conosciuta, e invogliata da un mio amico che l’adora, ho deciso di concedermi questa lettura. L’ho acquistato con la promo Bravo della Mondadori, due libri a 15 €.

Splendore
Margaret Mazzantini
Mondadori
Prezzo: 10.00 €
Ebook: 6.99 €
Disponibile anche nella promo Bravo: 2 libri 15 €.

Trama: Guido e Costantino: due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale. Uno eclettico e inquietto, l’altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d’acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. E ogni fase dell’esistenza rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme.

Di cosa parla Splendore? Non si può riassumere in una o due parole, perché Splendore parla di amore e odio, tristezza e felicità, vita e morte, modernità e stereotipi.
Splendore parla di amore omosessuale, ostacolato prima dai protagonisti stessi, poi dal pensiero di chi non l’accetta.

Guido e Costantino sono due persone totalmente diverse che non riescono a non amarsi. Lo shock dell’adolescenza li mette davanti alle pulsioni sessuali, al cambiamento e alla paura di non farcela, perché Costantino diventa uomo e Guido sembra ritardare continuamente quel momento. Il corpo stesso all’inizio sembra rifiutarlo. Poi succede e niente è più come prima.

Gli amori, le donne, la gelosia, la negazione.

Gli anni 70′, l’omicidio di Aldo Moro, il mondo che cambia e Costantino che parte per il militare. Il viaggio di Guido, che ci racconta la sua vita, che affronta le sue disgrazie e spesso si lascia andare.

Si guardano, si amano e si vogliono però sembra finire sempre tutto una volta usciti dalle camere dei motel, perché Costantino ha paura. Ha paura di farlo sapere alla gente, perché non puoi amare un uomo se sei un uomo.

Guido scopre la forza dell’amore attraverso la tragedia, vive le passioni come fosse attore, protagonista di uno spettacolo a teatro. A tratti mi dava l’idea di essere un eroe tragico. Guido, che all’inizio è fatto solo d’odio e speranze poi si trasforma, vive i suoi successi e insuccessi, si circonda di persone belle.

Splendore è un libro da leggere un po’ alla volta, per godere di tutti i passaggi temporali ed esistenziali delle  persone che fanno parte di questa opera. A volte faticavo a cercare lo splendore, non capivo dove e quando Guido si sarebbe sentito splendido perché per gran parte del tempo ho odiato Costantino. Non era la sua luca ma la sua ombra. Non sapevo e non volevo capire perché rifiutava sé stesso, perché rifiutava tutto quello che avrebbe potuto avere.

Forse a volte la Mazzantini esagera con i giri di parole, forse a volte pretendevo una scrittura più diretta, senza troppi fronzoli però è innegabile la sua padronanza della lingua. Non credo sia facile scrivere di questo amore attraverso gli anni, attraverso gli stereotipi che lei localizza nel Sud Italia, in totale antitesi alla libertà londinese.

È sicuramente un romanzo che fa riflettere, che ti fa arrabbiare e sperare. Ti accompagna per cinquant’anni e ti lascia con un finale che non ti aspetti, con l’amaro in bocca e il sorriso sulle labbra. Non è solo la storia d’amore travagliata di due uomini, è la storia di più famiglie che s’intrecciano e che non si capiscono.

Questo è sicuramente un romanzo che consiglio a chi desidera leggere qualcosa di diverso, di astratto e concreto allo stesso tempo.
E credo che alla fine Guido il suo splendore l’abbia trovato.

Miei cari Lettori, io spero che questa recensione vi sia piaciuta e vi abbia invogliati a leggere questo libro. Vi ricordo anche di passare a leggere le recensioni degli altri blog partecipanti al Domino Letterario.

Chi di voi ha letto questo libro? Chi di voi lo leggerà?

Fatemi sapere…

Scheggia

 

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

22 Replies to “[Recensione] «Domino Letterario» Splendore di Margaret Mazzantini

  1. Ammetto di non conoscere questa autrice e non avevo sentito parlare nemmeno del suo libro. Magari lo aggiugerò alla lista e un giorno lo leggerò 🙂

    1. È il primo libro che leggo di lei, ma ti dirò che i precedenti hanno trame che non mi ispirano. Questo sembrava diverso, per questo motivo l’ho scelto…

  2. La Mazzantini è una di quelle autrici di cui sento parlare sempre molto bene, ma che non penso di leggere a breve. In futuro, magari, ci farò un pensierino! 🙂

  3. Bellissima recensione, mi hai fatto venir voglia di leggerlo! Non ho ancora letto nulla della Mazzantini e potrei proprio iniziare da qui: mi piacciono le storie che riguardano i tormenti interiori…

  4. Di Margaret Mazzantini non ho mai letto nulla, però come tema sembra interessante! Anch’io sono per una narrazione più diretta ma forse gli darò una possibilità 😀
    — Federica (On Rainy Days Blog)

  5. Non ho mai letto nulla della Mazzantini, né avevo mai letto la trama di uno dei suoi libri perché non mi ha mai nemmeno sfiorato l’idea di leggere un suo libro. Tuttavia la tua recensione mi ha di certo incuriosito! Ci farò un pensierino 🙂

    1. Ti capisco. Anche io di solito i libri con ambientazione italiana non li leggo. Non so perché ma mi fa un po’ strano… però alcuni alla fine mi piacciono molto!

  6. Non ho mai letto nulla di quest’ autrice ma inizierò proprio da questo…
    Complimenti per la recensione!

  7. Ciao! Ho letto Splendore in due giorni e per due giorni mi sono sentita come se avessi un vuoto dentro e con la voglia costante di piangere.
    Ho iniziato a piangere a pagina 300, non ho smesso a pagina 309 e ho continuato anche quando sono uscita per portare il mio cane a passeggio.
    Leggere questo libro è stato come avere costantemente il singhiozzo; mi chiedevo: okay, ora va tutto bene, ma che cosa succedere per altre 250 pagine? E così via, mentre continuavo la lettura.
    Penso anch’io che alla fine Guido il suo “splendore” l’abbia trovato, eppure non riesco a sciogliere quest’amaro che sento in bocca.
    Quando sale in sella alla sua moto mi sono detta: è fatta, d’ora in poi andrà bene, e invece no, continuava questo estenuante singhiozzo.
    Ho chiuso questo romanzo con un sacco di domande: il finale, per esempio, ma sono riuscita a mettere in dubbio anche l’amore reciproco dei protagonisti. Dopo quello che scopriamo alla fine, Costantino ha veramente amato Guido? Questa domanda mi tormenta…
    Io mi rispondo di sì, che l’amore c’è stato e che ci sarà, perché non voglio ripensare 309 pagine di romanzo senza amore.
    Non so se riesco a spiegarmi… Non voglio spoilerare a chi non ha letto questo libro e non so se sto andando border line…
    Comunque, la tua recensione è splendida e mi ha dato finalmente la forza di mettere nero su bianco un paio dei pensieri che mi vorticano in testa in questi giorni post-lettura.
    Rory

    1. Ti dirò. Forse Costantino ha amato Guido all’inizio poi però secondo me era più legato al ricordo che all’amore. Era guidato da troppi stereotipi per amarlo realmente. Mente Guido si apriva, Costantino si chiudeva…

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.