[Recensione] Figlie di una nuova era di Carmen Korn

Buongiorno Lettori!

Finalmente torno con una nuova recensione e finalmente riesco a parlarvi di un libro che mi ha conquistata e che mi ha tenuta incollata alle pagine per giorni! Oggi vi parlo di Figlie di una nuova era di Carmen Korn, un libro che ho avuto il piacere di leggere grazie a Fazi Editore che mi ha fornito la copia digitale. Questa recensione si collega a Leggendo Romance per Autrice donna e fa parte della rubrica mensile: Domino Letterario.

Figlie di una nuova era
Carmen Korn
Fazi Editore
Prezzo: 17.50 €
eBook: 10.99 €

Trama: Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, di buona educazione borghese, vive all’ombra della madre e ama il suo lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l’amica di sempre Käthe, di estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è un’appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina, indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende personali s’intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine, matrimoni d’interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell’amicizia. Pagine che ci fanno respirare il fascino d’epoca di un mondo che non c’è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d’appuntamenti, i ristoranti cinesi e le fumerie d’oppio del quartiere di St Pauli. E poi la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà, il controllo sempre più pressante delle SS, la minaccia nazista… Quattro donne, un secolo di storia: “Figlie di una nuova era” è il primo capitolo di una nuova trilogia tutta al femminile.

Figlie di una nuova era di Carmen Korn è il primo di una trilogia, un romanzo storico che pone l’attenzione sull’evoluzione femminile in un contesto non proprio favorevole, che parte dal primo dopoguerra e conclude questa prima parte nel secondo dopoguerra.

«Sento che c’è qualcosa che mi preoccupa».
«Cosa?».
«Non lo so. Come se stesse per accadere qualcosa di brutto».
«Questa è superstizione, Käthe».
«No». Poi si abbracciarono e piansero un po’. Nel futuro non si poteva guardare: nessuna delle due sapeva cosa l’attendesse.

Le protagoniste sono quattro donne di Amburgo, tutte con delle vite più o meno intaccate dai resti di una prima disastrosa guerra: Lina ha perso i genitori e fa da madre anche al fratello che è comunque adulto, Henny che fa l’ostetrica e vive con una madre invadente, senza il padre che è morto in guerra, Käthe che vive con i suoi ideali e cerca di coinvolgere anche Rudi e infine Isa, un po’ viziata e ricca che cerca di opporsi a un matrimonio combinato.

Il libro è diviso in capitoli che si riferiscono all’anno in cui accadono gli eventi, con dei salti temporali che permettono di osservare come cambi del tutto la situazione in poco tempo. Dai primi anni 20′ alla crisi del 29′ (momento che colpisce duramente la Germania), dai primi atti violenti dei nazisti fino alla guerra, con le leggi razziali, i bombardamenti e la vita che viene strappata via.

Con uno stile sobrio, privo di particolari fronzoli che potrebbero rendere la lettura pesante e priva d’interesse, Carmen Korn ci mostra non solo quattro donne, ma una generazione di giovani, quei ragazzi che hanno vissuto l’adolescenza mentre i genitori combattevano nelle trincee o morivano di fame e che si sono ritrovati a fare da genitori con le SS a presidiare le strade, con le bombe che cadono dal cielo e privati della propria libertà.

Un libro che si propone tutto al femminile, con protagoniste che puntano a una loro indipendenza, eppure non sono da sottovalutare i personaggi maschili, co protagonisti, importanti e indispensabili ai fini narrativi. Tra i miei personaggi preferiti ci sono Käthe e Rudi, così rivoluzionari ed eversivi; mi sono affezionata a Landmann, il dottore della Finkenau, un uomo dedito all’arte e soprattutto un vero amico, nei momenti di gioia e in quelli oscuri, mentre quella che più mi ha deluso è Henny, con una forte voglia d’indipendenza e che tuttavia si lascia schiacciare dagli eventi e dalle convenzioni, quelle stesse che lei cercava di schivare.
Ogni personaggio, anche quello che sembra nominato per sbaglio, ha il suo ruolo.
I grandi salti temporali non mi hanno infastidita, anzi mi hanno dato la possibilità di conoscere realmente i protagonisti, permettendomi di vedere quanto si possa cambiare in tanti anni, compresi i rapporti non solo tra amici ma anche tra nemici.
L’amicizia è uno dei temi fondanti di questo libro, un sentimento che cresce negli anni; sarà l’amicizia il vero faro nei momenti di terrore dettati dalla guerra ma soprattutto sarà l’amicizia ad essere sempre presente, ad evolvere e a dare la possibilità di non crollare nei momenti di sconforto.

Ho davvero apprezzato Figlie di una nuova era, un romanzo che termina nel 1948 e ci lascia col fiato sospeso, ma soprattutto ci fa capire che nel secondo volume saranno le nuove generazioni a parlare; io spero di leggere ancora di Henny, Käthe, Isa e Lina e di vederle nel periodo del boom economico, ma soprattutto spero di vederle ancora più intraprendenti e indipendenti, forti del loro esser donne.

Io dico sempre alle mie allieve che non devono rinunciare al lavoro per i figli. Noi donne dobbiamo avere scelta, ma dobbiamo avere anche la possibilità di fare tutte e due le cose.

Un romanzo davvero bello che si scontra con alcuni difetti che un po’ possono rallentare la lettura: troppi personaggi che interagiscono e quindi troppi nomi. Nei salti temporali spesso riemergono personaggi del passato e a volte sono dovuta tornare indietro per ricordare chi fosse qualcuno.
Complessivamente ho amato questo libro, narrato in un tempo passato eppure così attuale in tanti temi, primo fra tutti la famiglia e la volontà delle donne di avere o meno dei figli, un tema che ad oggi è sempre più presente e soprattutto dato per scontato. Insomma non vedo l’ora di leggere il seguito! Deve arrivare presto!

Sono stata indecisa fino all’ultimo sul voto da dare, ma alla fine ho pensato solo ad una cosa: il libro mi è piaciuto. Mi è piaciuto tanto. Mi ha coinvolta, mi ha sconvolta, mi ha fatto correre, ma soprattutto mi ha lasciata col fiato sospeso.

Voi lo avete letto? Se non lo avete fatto, io ve lo consiglio di cuore!

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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