[Recensione] Ho imparato a sognare di Michele Orione

Lettori ormai il Natale è arrivato!

Io sto preparando la frolla per dei biscotti al cacao e spero proprio vengano bene, poi andrò a comprare gli ingredienti per fare quelli al miele così da avere una colazione gustosa in questi giorni.

Oggi però non voglio parlarvi di ricette, anche perché quella dei biscotti al cacao non è mia ma di Giallo Zafferano, bensì di un libro che ho letto in questi giorni e che ho acquistato alla fiera Più Libri Più Liberi di cui vi ho parlato precedentemente in un post (Qui).

Il libro di cui vi voglio parlare è Ho imparato a sognare, una storia molto breve ma carica di significato, soprattutto per chi vuole rinunciare ai propri sogni.

Ho imparato a sognare
Michele Orione
Casa Editrice Kimerik
Prezzo: 10.00 €
eBook: 2.99 €

Trama: In una sera d’inizio primavera, l’esuberante, vulcanica e frizzante diciassettenne Nadia e l’amica del cuore Alessandra, si allenano fra le rappezzate mura del vecchio palestrone del paese.
La passione per il loro sport, la pallavolo, e la loro innata complicità, portano le due giovani a restare in campo ben oltre l’orario previsto.
Il richiamo con cui il burbero custode dell’impianto, Antonio, le invita a raggiungere le compagne nello spogliatoio, riporta le due ragazze alla realtà, al presente, quasi a risvegliarle da un sogno.
Nadia, però, non ha alcuna intenzione di smettere di sognare e quell’ordine, “Muovetevi, a cambiarvi”, diventa il pretesto per coinvolgere l’uomo, suo malgrado, in una scommessa che ha il sapore di una romantica promessa, di un sogno. Un sogno da realizzare, troppo grande per non essere condiviso, troppo bello per non essere inseguito.
Un sogno da vivere, per comprendere la più bella fra le lezioni della vita: l’importanza di… imparare a sognare.

Questo libro è tanto breve quanto intenso. Scritto molto bene, ci trascina nella vita di Nanà che ha un sogno: giocare nella Nazionale di Pallavolo. Insieme all’amica Alessandra si allena in una palestra che per lei ha il sapore di famiglia e sogno, perché quando ci si allena tutti i giorni in un posto, questo diventa una specie di casa. Insieme a loro c’è Antonio, burbero e un po’ sognatore che non può far a meno di accettare una scommessa con Nanà, perché quando si ha un sogno così grande, una piccola scommessa ha proprio il sapore della vittoria. Con gli anni che passano si assiste all’arrivo di novità e anche a delle perdite che rendono più normale e reale una storia fatta di sogni.

È una storia leggera e carica di significato che si legge in una giornata e ti lascia con il sorriso. Una storia che dovrebbero leggere tutti gli sportivi, dopo una giornata andata storta, così da capire che niente è impossibile e che sognare fa parte del gioco.

Se devo trovare un difetto in questo libro direi che, per il mio carattere, ci sono troppi momenti fatti d’abbracci, baci ed euforia. Non credo che nel mondo reale sia proprio così ma in un libro ci può stare quindi in qualche modo è qualcosa che posso perdonare.

Per quanto riguarda i personaggi, quello che ho apprezzato maggiormente è stato Tonino perché nella sua presenza si capisce quanto sia intenso il sentimento paterno nei confronti di Nanà e quanto sia intenso il peso della sua storia sulle spalle.

Nel complesso è un libro proprio carino che vi consiglio di acquistare.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

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