[Recensione] Ignite me di Tahereh Mafi

Buongiorno Lettori!

Come avete passato e state passando questi giorni di festa? Io sto cercando di ridimensionare la quantità di cibo, dopo aver mangiato e bevuto abbastanza il 31, l’1 e gli avanzi nei giorni a seguire! In questi giorni ho ripreso a leggere e alterno la lettura di M (che mi accompagnerà ancora per molto tempo) a quella di altri libri. Il primo libro letto in questo 2019 è stato Ignite me di Tahereh Mafi, ultimo volume della sua trilogia (sappiate che all’estero è già uscito il primo volume della nuova trilogia); l’ho letto perché dovevo leggere un libro pubblicato nel 2017 e così ne ho approfittato per concludere questa serie. Impressioni? Ne parleremo a breve…

Ignite me
Tahereh Mafi
Rizzoli
Prezzo: 17.50€
eBook: 5.45€

Trama: Niente sarà più come prima. Non si sa che fine abbia fatto il Punto Omega. Tutti i compagni di Juliette potrebbero essere morti. Forse la guerra è finita ancora prima di cominciare. Juliette comunque non si arrende: affronterà la Restaurazione. Se vuole sopravvivere, deve sconfiggerla. Ma per abbattere la Restaurazione e l’uomo che l’ha quasi uccisa, le servirà l’aiuto di qualcuno che non avrebbe mai pensato di avere al suo fianco: Warner. E mentre si preparano insieme ad affrontare il loro nemico comune, Juliette scoprirà che tutte le sue certezze – su Warner, sui propri poteri, e perfino su Adam erano sbagliate.

La trilogia di Shatter me è iniziata nel migliore dei modi, con una Juliette spaventata da sé stessa, con la certezza di avere Adam dalla sua parte e la consapevolezza di dover imparare tanto dalle persone e dal mondo.
La trilogia di Shatter me inizia nel migliore dei modi e termina… con un gran casino!
È un libro che fa parte di una serie, ma cercherò di evitare lo spoiler anche per quanto riguarda i punti fondamentali dei libri precedenti, escluso per quanto già raccontato dalla trama (è anche vero che in questo libro non succede nulla, quindi leggete tranquillamente).
Il terzo volume inizia con Juliette che è sopravvissuta, ma in realtà non mi sarei aspettata un risultato diverso, essendo la protagonista. Quel che proprio non mi sarei aspettata è la totale degenerazione di questa serie.
Il Punto Omega è stato distrutto e Juliette si ritrova a collaborare con Warner, lo stesso ragazzo che l’ha fatta tremare di paura e vacillare precedentemente. Lo stesso ragazzo che mette in discussione ogni sua certezza.
Ecco. La recensione di Ignite me potrebbe finire qui. Perché?
Perché della lotta, del pathos e della carica che ci si aspetterebbe dal terzo volume di una trilogia, non c’è niente. Ci sono solo le turbe sentimentali di Juliette, che è continuamente bloccata nel libro del Vorrei ma non posso.
Più volte, durante la lettura, mi sono ritrovata a pensare: “Vuoi? Fallo e vai avanti!”, perché Juliette ci prova ad essere meno petulante, ma ce l’ha proprio nel DNA, insieme a tante altre cose che all’autrice sono sfuggite di mano.

Ricordate il tocco mortale del primo libro? Roba per dilettanti! Adesso Lagnette, ops! Juliette potrebbe governare il mondo, peccato che il suo problema principale sia il suo cuore. Datele una margherita e tutto si risolverà!
Parlandone seriamente, il vero problema di questo libro sono le priorità. Si da troppa attenzione al lato romantico, a una storia d’amore che forse c’è o forse non c’è, ma si mette da parte quello che dovrebbe essere il fulcro di questa trilogia: il riscatto di queste persone emarginate e distrutte.
In un mondo di fame, povertà e dominazione, la Mafi decide che l’importante è renderci spettatori dei bisticci tra Adam e Juliette, neanche fossero al salotto di Uomini e Donne.

I personaggi sono totalmente rivoluzionati in negativo: Adam cambia radicalmente e finisce per fare la parte del bietolone, Juliette da ragazzina incapace di allacciarsi le scarpe, si ritrova a voler conquistare il mondo, così, tanto per! Insomma, c’è chi al mattino si alza e fa colazione e chi invece decide di abbattere la Restaurazione e prendere il comando di un settore. E c’è chi glielo lascia fare, perché tanto peggio di così non può andare!
Si salva un po’ Warner ma anche lui non è immune da critiche. È un personaggio che adoro, che mi piace e che ha sofferto, ma alcuni atteggiamenti finali proprio non li ho capiti; ho visto un totale cambiamento in poche pagine, comportamenti assurdi e lontani dal personaggio che ci è stato presentato. Un altro personaggio che apprezzo è Kenji, il classico buon amico che non si risparmia in rimproveri quando necessario, mentre trovo totalmente inutile James, il fratello di Adam. Precedentemente si era parlato di lui, di cosa avrebbe potuto fare, ma in questo libro è solo un dodicenne a caso, messo lì a fare la parte del bambino, inutile e presente solo perché sembra essere obbligatorio inserire dialoghi con dei piccoli, che scuotono il cuoricino del lettore e… no. Non hanno scosso proprio un bel niente!

Complessivamente mi sento di dire una cosa: la Mafi ha rovinato la sua stessa trilogia. Potrebbe essere un’opinione impopolare, ma vabbè! Una serie distopica iniziata benissimo, è finita col diventare un romance con sfumature di non so che. Io i romance li leggo e li trovo anche carini, soprattutto quando voglio leggere qualcosa di leggero, ma in questo caso mi aspettavo una maggiore attenzione verso altri temi. Mi piace trovare la storia d’amore anche in questi contesti, alleggeriscono scenari pesanti, ma quando mi ritrovo a leggere più di 400 pagine di turbe mentali e un minimo di combattimento alla fine, allora mi sento presa in giro! 

Un piccolo appunto sul finale. Ecco. Il finale. Cos’è? Dov’è? Capisco il voler scrivere una nuova trilogia (che probabilmente leggerò per curiosità), ma perché correre sul finale? Hai scritto più di 400 pagine di cose inutili, aggiungine una ventina e dammi un finale degno di esser chiamato tale!

Punti di forza di questo libro? Lo stile. Si legge velocemente, le pagine volano e la Mafi termina i capitoli, sempre brevi, lasciando spesso situazioni a metà, invogliando il lettore a leggere i capitoli successivi.
Il problema di questo libro è che la Mafi, forse presa troppo dalle cose che voleva raccontare, è diventata fan dei suoi personaggi e non autrice, dandoci un libro che sembra più una fan fiction con dei missing moments piuttosto che un libro che dovrebbe continuare e terminare una trilogia.

Insomma, iniziamo bene l’anno, vero? Che delusione! Ho letto alcune recensioni di Restore me e sembra che la storia si risollevi… vedremo!
E voi avete terminato questa serie? Vi è piaciuta?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

8 Replies to “[Recensione] Ignite me di Tahereh Mafi

  1. mi spiace tantissimo che non ti sia piaciuto, ma capisco i tuoi appunti. tutto vero per quanto riguarda lagnette e i cambiamenti di adam. continuo invece a sostenere che kenji è meraviglioso mentre warner invece l’ho trovato molto interessante la sua evoluzione.

    1. Kenji piace tanto anche a me e Warner anche, però ho apprezzato poco il momento finale con Adam (immagino tu sappia quale…). L’ho trovato finto e forzato.
      Il cambiamento di Adam è incredibile. Sembra un altro personaggio!

  2. Capisco anche io le tue critiche (anche se Adam lo avrei definito con altro che fa rima con bietolone e Warner con orsetto trudy).
    Effettivamente sarebbe stato meglio che la questione degli emarginati fosse stata tratta meglio , ma è deludente il finale. Tutto il libro,la trilogia in realtà, per arrivare a questo…. e finisce in quattro e quattro tuo?
    Però mi è piaciuta anche al netto delle pecche.

  3. Meraviglia!!! Anche secondo me l’autrice ha rovinato da se stessa la trilogia, una storia che era iniziata molto bene si è conclusa in modo pessimo.

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.