[Recensione] Il gioco dell’angelo di Carlos Ruiz Zafón

Buon mercoledì Lettori!

Prima di tutto oggi sono così stanca che sono convinta che sia martedì e questo potrebbe essere un problema. Oggi poi la stanchezza mi mette fame e quando ho fame tutto il mondo è più brutto se non trovo un po’ di cioccolata.

Oggi voglio parlarvi del secondo libro facente parte del Cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafón, che ho avuto la fortuna di leggere grazie alla Mondadori. Il libro di oggi è Il gioco dell’angelo ed è il secondo di questa serie composta da quattro volumi.

Il gioco dell’angelo
Carlos Ruiz Zafón
Mondadori
Prezzo: 12.50 €
eBook: 6.99 €
Trama: Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno: diventare uno scrittore. E quando riesce a pubblicare un racconto, il successo arriva. Ma da quel momento la sua vita comincerà per la prima volta a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare l’offerta, fattagli da un misterioso editore, di scrivere un’opera tanto immane quanto rivoluzionaria, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria…

Questo – come già detto – è il secondo libro della serie del Cimitero dei libri dimenticati, inaugurata con L’ombra del vento. In questa nuova avventura, ci ritroviamo più indietro nel tempo, quando Daniel ancora deve nascere e suo padre altri non è che il figlio timido del libraio. Ci spostiamo una generazione indietro, con lo scrittore David Martin che si ritrova invischiato in una situazione più grande di lui e il confine tra mistico e realtà diventa labile e malleabile. Scorre più lento rispetto al primo e ci si confronta con una generazione totalmente diversa e una Barcellona ancora più povera. Il problema in questo romanzo sono le prime pagine che faticano a far decollare la storia, anche se Zafón mantiene uno stile inconfondibile, carico di atmosfere buie e povere, con una città che nel libro viene definita maledetta e che ti osserva da ogni angolo.

I personaggi sono più aspri. David è una persona un po’ amareggiato dalla vita, con pochi amici e un carattere difficile da trattare. Ritroviamo anche in questo romanzo un mistero legato ad un libro e tutte le implicazioni che derivano dalle indagini dell’uomo. Una storia che porta con sé una scia di persone con problemi e drammi, delitti e misteri.

Nonostante scorra più lentamente, la storia è bella e dopo le prime cento pagine, si ha un susseguirsi di eventi che ti lasciano con il fiato sospeso e la voglia di capire subito come andrà a finire.

Anche qui troviamo le passioni maledette che ci sono nel primo romanzo; Zafón dimostra di non amare gli happy ending veloci e pratici. L’amore è trattato con crudeltà e delirio, senza mai tralasciare l’imponente forza dell’amore e delle tradizioni.

Un libro che continuo a consigliarvi perché non si trovano spesso autori in grado di mischiare amore, mistero, giallo, adrenalina e suspense. E visto che siamo in tema di regali di Natale, segnatelo e regalatelo. Un libro è sempre gradito!

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

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