[Recensione] Il grande Grabski di Marco Rinaldi

Buon pomeriggio Lettori,

in questi giorni sono stata un po’ assente, è vero, ma sono stata impegnata e nei prossimi giorni avrò ancora tanto da fare. Sto preparando un po’ di cose per dicembre e parte della mia mente è già proiettata ai regali di Natale: cosa regalare e a chi regalare. Insomma, per me è già troppo!

Oggi comunque voglio parlarvi di un libro davvero strano, uno di quei libri che non si trovano spesso e che ci lasciano perplessi, con espressioni incredule sul viso. Oggi vi parlerò del Grande Grabski, un libro che ho avuto l’opportunità di leggere grazie a Fazi Editore, che ringrazio per la copia.

Il Grande Grabski
Marco Rinaldi
Fazi Editore
Prezzo: 16.00 €
eBook: 7.99 €

Trama: Maurizio, quarant’anni, cuoco sopraffino, è un uomo fondamentalmente sano. Ha alle spalle una famiglia normale, è amante del buon cibo e delle belle donne ma, convinto dalla moglie che lo ritiene malato, finirà per affidarsi alle cure del dott. Grabski, per anni. Il dottore, psicanalista freudiano, ma anche lacaniano o junghiano, a seconda del momento e dell’estro, coinvolgerà il protagonista in un improbabile percorso psicoterapeutico passando dal classico lettino ai giochi con la sabbia, dall’ascolto delle “voci” alla drammatizzazione di scene familiari con i pupazzetti. Metodi ortodossi e meno ortodossi si alterneranno in sedute al limite del cialtronesco nello stravolgimento di tappe fondamentali, secondo i manuali,come la “forclusione del nome del padre”, il complesso di Edipo o il viaggio dell’eroe. Maurizio, sotto la guida di Grabski, si ammalerà, litigherà con tutti, compresi i suoi parenti, perderà il lavoro, i soldi, e divorzierà. Ma alla fine riuscirà fatalmente a prendere coscienza delle sue inclinazioni e delle sue vere passioni che inizierà a seguire subito per una nuova vita all’insegna del benessere.

Innanzitutto, mi presento: mi chiamo Maurizio, ho quarantacinque anni, sono sovrappeso e perplesso di natura. Si, perplesso, e su tante cose; per esempio sul mio sovrappeso, perché io nell’intimo sarei un tipo slanciato, ma anche su tanti aspetti della vita, e soprattutto… sulla femmina.

Maurizio è il protagonista e voce narrante di questa particolare storia, nella quale l’elemento fondamentale è la stramba psicanalisi messa in atto dal Dottor Grabski, un uomo che con metodi opinabili cerca di comunicare e scoprire il  di Maurizio.
Attraverso il racconto di questo protagonista, scopriamo la vita di Maurizio, uomo un po’ tonto, facilmente influenzabile dai sentimenti e dalla forza dirompente di Francesca, donna che diventerà sua moglie e che lo spingerà tra le cure del Dottor Grabski e lo influenzerà al punto da mettere in discussione tutta la sua vita.

«Non ce la faccio più, sei pieno di resistenze…».
«Che resistenze, Francesca?».
«Resistenze dell’Es, è chiaro come il sole; ma anche del super-io… Anzi, a proposito del tuo Super-io… lasciatelo dire, Maurizio: è insopportabile».
«Il mio Super-io, Francesca?»
«Sì, sì, ti opponi al mio lavoro analitico, non ti lasci andare, sembra quasi che ti faccia piacere convivere con la tua malattia… tipica “coazione a ripetere”, hai presente Freud? Insomma, non mi permetti di decostruirti…»

Il lettore si trova, attraverso lo sguardo semplice di Maurizio, a vivere la sua vita e le sue scelte, ma soprattutto subisce quello che subisce lui, con assoluta incredulità di fronte al continuo assenso dell’uomo verso ogni altra persona.
Il Dottor Grabski rappresenta quella figura di continuo opportunismo nella vita di Maurizio, un uomo che fa della psicanalisi la sua vita e che tuttavia ci si domanda quanto possa essere realmente preparato in materia. Passando attraverso vari psicologi, da Freud a Lacan, Jung e tanti altri, il Dottor Grabski parlerà in termini che lo stesso Maurizio fatica a capire e che si ritroverà ad utilizzare nel corso della sua vita.

C’è una ricerca del sé, un bisogno di risvegliarsi e di reagire eppure il percorso lo spinge a mettere in discussione tutta la sua vita, dai legami famigliari a quelli sentimentali, spingendo il lettore a domandarsi quando finirà la parabola discendente di Maurizio e sarà finalmente pronto a rialzarsi.

«Figuriamoci! Comunque facciamo così…», disse sfogliando avidamente la sua agenda. «Ecco: lunedì, martedì e venerdì alle sedici e trenta lei mi viene qui con i soldi contati e, se per caso non viene, la volta dopo mi porta il doppio. Non mi sembra tanto difficile da capire, no?».
«No, no, così è chiaro. Ma se sono malato, invece dei soldi le posso portare il certificato medico?».
Il dottor Grabski mi guardò con gli occhi stretti come se non capisse bene di cosa stessi parlando. 
«Cioè, secondo lei il medico della mutua può stravolgere il ritmo del mio lavoro di analisi? E se lei mi si ammala apposta per sfuggire alla consapevolezza? No, no, guardi, a meno che lei non finisca sotto un tram, lei paga, paga eccome: non vorrà mica mandarmi all’aria il transfert?».
«No, il transfert no, per l’amor di Dio! E… e se ho un impegno di lavoro? Se mi obbligano a rimanere in ufficio?».
«E dai! E dai!», esclamò spazientito. «Mi continua con le scuse?».
«Va bene, va bene, dottor Grabski… ma se sta male lei?».
«Ecco, in quel caso i soldi della seduta potrà lasciarmeli al portiere».

Il dottor Grabski è un personaggio che farà sorridere, ridere e farà scuotere la testa per i paroloni da lui utilizzati, i concetti affrontati e i vari modi di indagare nella psiche di Maurizio, che continuerà a narrare le sue disavventure con verità e ironia.
È un libro che si legge con gioia per il modo semplice di parlare di argomenti che restano comunque ai limiti dell’incomprensione, parole che non si conoscono e che ironizzano sulla psicanalisi e sul difficile rapporto che si può avere con sé stessi, oltre a far capire quanto possano essere deboli alcuni legami sentimentali, artificiosi e costruiti a tavolino.

È un libro che vi consiglio di leggere se cercate una lettura semplice e contemporaneamente di grande impatto; un libro in grado di fare dell’ironia e di instaurare un legame con il lettore che vuole scoprire se alla fine dei giochi, Maurizio risolverà il suo problema molto precoce.

E voi conoscete questo libro? Vi incuriosisce? Io vi invito a leggerlo perché è davvero un’ottima lettura e vi farà davvero divertire.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

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