[Recensione] Il romanzo dell’anno di Giorgio Biferali

Buongiorno Lettori!

Sfrutto di nuovo la mattina per scrivere, perché in questi giorni il caldo non mi da tregua e fatico a fare anche le cose più semplici. Tra casa e fuori non so dove sia peggio!
Fortuna che ho letto un libro bello, quindi sopporto tutto grazie al Kobo che sta salvando le mie letture estive.
Ho acquistato il Kobo recentemente e così ho la possibilità di leggere comodamente a letto, mentre Giulia riposa, prendendo in prestito le copie su Mlol, che ormai è davvero per me la salvezza (e anche per le mie tasche!).

Il libro di cui vi sto per parlare l’ho letto proprio grazie a Mlol, perché in libreria non era disponibile, quindi ho optato per il prestito bibliotecario. Oggi vi parlo di Il romanzo dell’anno di Giorgio Biferali, edito Nave di Teseo e ringrazio Laura, La libidinosa per avermi fatto incuriosire verso questo romanzo.

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Giorgio Biferali
Nave di Teseo
Prezzo: 17.00 €
eBook: 9.99 €

Trama: È la notte di capodanno a Roma. Niccolò e Livia litigano per l’ultima volta, si lasciano, lei scappa via in motorino e fa un incidente, scivola sui sampietrini che quella notte sembrano diamanti ed entra in coma. Il nuovo anno comincia così, con Livia distesa a occhi chiusi su un letto d’ospedale e con Niccolò che la va a trovare ogni giorno. Niccolò ha perso entrambi i genitori, vive con Tommaso, il fratello più piccolo, in una casa che confina con quella dei nonni. Lavora per la tv, organizza il palinsesto di un canale dove vanno in onda commedie, serie e sit-com americane. Ma più Niccolò trascorre il suo tempo con Livia, più gli passa la voglia di ridere e di lavorare. Un giorno gli viene un’idea: prende il computer che la madre di Livia ha lasciato in ospedale e decide di scrivere la sua prima lettera d’amore per raccontare alla sua ragazza quello che sente, quello che gli succede attorno, nel loro gruppo di amici o in paesi lontanissimi, insomma, tutto quello che lei si sta perdendo di quell’anno. Tra le notizie di cronaca, i terremoti, le elezioni americane, il referendum sulla Brexit, Niccolò prova a raccontarle la realtà, mentre si accorge che il mondo, che insieme a Livia sembrava un posto così familiare, va avanti anche senza di loro. È vero che nulla accade per caso? Esiste l’effetto farfalla? Ha senso cercare una casa anche se sai che non andrai mai ad abitarci? Ci si può innamorare di una persona che non abbiamo mai visto? L’amore è più forte della paura di morire? Queste sono solo alcune delle domande con cui Niccolò affolla le sue lettere a Livia e soprattutto a se stesso, mentre piano piano scoprirà che scrivere è l’unico modo per salvarsi dalle paure e dai fantasmi, dal timore dei cambiamenti, e che Livia, ancora una volta, sembra l’unica persona in cui cercare tutte le risposte.

Divisore Scheggia

Il romanzo dell’anno di Giorgio Biferali non lo conoscevo. Sembra brutto iniziare così una recensione, ma è doveroso, perché ammetto di non aver visto il libro in libreria, forse non l’ho cercato, eppure è apparso tantissimo su Instagram, sui quei social che in tanti snobbano. L’ho visto fotografato, poi Laura l’ha messo in Wishlist e ho deciso di regalarglielo per il compleanno, scherzando (neanche troppo) sul fatto che avrebbe fatto da cavia, perché su molti libri abbiamo gusti simili.

Ovviamente Laura ha letto il libro e io ho deciso di seguirla, perché davvero, sembrava l’ideale per me (qui la recensione della Libridinosa).

Niccolò e Livia sono due ragazzi innamorati o forse non proprio, perché succede che litigano, forse come tutte le coppie, forse no perché Livia ha un incidente e finisce in coma.
Potreste già pensare a un libro drammatico e strappalacrime, di quelli pieni di rimpianti, invece no. Niccolò va a trovare Livia ogni giorno ed è vero che fatica a rimettersi, a riprendere in mano la sua vita, a convivere con quella situazione di stallo e con le parole in sospeso, tuttavia ci prova e prendendo il computer decide di scrivere, di battere le dita sui tasti e raccontare a Livia cosa sta succedendo a lui e al mondo. Ci sono gli eventi personali che si scontrano con la cronaca italiana, con le disgrazie che colpiscono vicino e lontano, con gli amici che forse non sono poi così amici, con i fidanzati che forse non sono poi così innamorati.

Niccolò ci racconta che il mondo va avanti, anche con Livia stesa in un letto, che non si sveglia, che sembra valutare, pensare, capire se sia il caso di riaprire gli occhi e affrontare un mondo che non sa più da che parte andare. Uscire o non uscire dall’Unione Europea, vendicarsi di un tradimento, agire d’impulso, fidanzarsi su Facebook. Il susseguirsi dei giorni permette a Niccolò di raccontare non solo il mondo, ma anche di analizzare la sua situazione, cosa ha portato al litigio di quella sera, cos’è successo a loro due per ritrovarsi così, separati in un limbo che non sembra avere via d’uscita.

Biferali ci racconta una storia che può essere triste, ma la sua penna delicata rende questo libro scorrevole e intenso; ci permette di riflettere su ogni singolo attimo, si arriva a gustare questa storia, a centellinare le parole che ci separano dalla fine perché si ha il perenne peso sul cuore, l’incertezza sulla punta delle dita quando si gira un’altra pagina. Il limbo di Niccolò e Livia è lo stesso del lettore, che non sa cosa troverà alla fine e fa affidamento sull’autore, in un richiamo silenzioso, nella speranza che in quella stanza d’ospedale, il mondo viri verso il lato giusto, troppo ammaccato dagli eventi di quell’anno.
Troppo ammaccato e basta.
E la verità è che Biferali, alla fine, il lettore lo stupisce davvero e lo fa con un colpo di scena incredibile, che nessuno si sarebbe aspettato.

Un libro che ha fatto della semplicità il suo punto di forza, regalando un finale magistrale al lettore che, girando l’ultima pagina può solo sentirsi appagato.
Consigliato a tutti, nessuno escluso.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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