[Recensione] Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas

Buongiorno Lettori!

Oggi è San Valentino e sto già pensando a quale dolce preparare per questa occasione, però prima di dedicarmi a questa deliziosa pratica, devo scrivere una recensione e so che non sarà facile.
Ho capito una cosa: le aspettative sono una brutta cosa.
Perché? Perché ho letto Il trono di ghiaccio con delle aspettative elevate, visto anche il successo di questa autrice soprattutto all’estero, e invece…

Il trono di ghiaccio
Sarah J. Maas
Mondadori
Prezzo: 13.00 €
eBook: 7.99 €

Trama: Il tempo della magia è finito e sul trono di ghiaccio siede un re malvagio quando un’assassina giunge al castello. Il suo scopo non è uccidere, ma guadagnarsi la libertà. Dovrà sconfiggere ventitré contendenti in una sfida per diventare sicario di corte ed essere così rilasciata dalle terribili miniere di Endovier. Il suo nome è Celaena Sardothien. Presto la sua lotta per la vittoria si trasformerà in una lotta per la sopravvivenza, perché un oscuro pericolo minaccia il suo mondo. A lei il compito di estirparlo prima della distruzione.

So cosa dire ma non so come scriverlo.
Il trono di ghiaccio è il primo libro di una serie che, se non erro, è ancora in corso. In Italia sono stati pubblicati i primi tre volumi che seguono le vicende di Celaena Sardothien, la temibile Assassina di Adarlan, che a soli diciassette anni è riuscita a crearsi una reputazione e un alone di terrore intorno a sé.
La prima cosa che voglio specificare è che io non ho letto le novelle che precedono il primo volume. Ho scoperto in questi giorni la loro esistenza e non so, magari le leggerò in futuro per farmi un’idea migliore di tutta la storia.

Il trono di ghiaccio non mi è piaciuto. Potrei terminare tutto con queste poche parole, ma non sarebbe una recensione.
Mi rendo conto che, in questo caso, il gusto personale è fondamentale perché molti elementi che a me hanno dato fastidio, a molte persone potrebbero essere piaciuti.
Partiamo dal principio.
Celaena è prigioniera a Endovier, un campo dove le persone, ridotte in schiavitù, lavorano in miniera; un giorno qualsiasi arriva l’occasione d’oro: diventare la paladina del principe ereditario e sconfiggere altri contendenti in un torneo per guadagnarsi la libertà.
L’idea è molto bella, ma ho trovato la prima metà del libro molto lenta. Per tutta la narrazione abbiamo un mistero in sottofondo che dovrebbe indurci ad andare avanti, a cercare di capire, eppure è tutto molto banale e facilmente comprensibile. Lo svolgimento del torneo non rivela particolari scene emozionanti e ogni azione si dimostra del tutto prevedibile.
Si accennano a questioni del passato, a quando l’attuale re ancora non esisteva, ma è tutto molto aleatorio, sicuramente in preparazione dei volumi successivi.

Abbiamo dei personaggi fatti di stereotipi. Non ho avuto particolare empatia con nessuno di loro e quello che ho apprezzato di più è stato Chaol. È l’unico personaggio che in qualche modo mostra anche un cambiamento nel tempo, mentre gli altri nascono come stereotipi e restano ancorati a ciò che sono dall’inizio, senza particolari evoluzioni.
Personaggi come Lady Kaltain li ho trovati del tutto inutili e privi di senso. Perché aggiungerla? Che cosa ha dato di più alla storia? Dorian? In questo volume la sua utilità non è pervenuta, ma non perdo le speranze per il futuro.
Caleana non mi ha dato molto, ma paradossalmente da lei non mi aspettavo di più.
Un’idea di base molto buona, eppure per tutto il tempo mi è mancato quel pizzico di mistero e adrenalina che in un fantasy dovrebbe esserci.
Sicuramente si riprende nelle ultime 150 pagine, ma parliamo di un libro con più di 400 pagine e arrivare alla fine non è stato semplice. Mi è mancata la voglia di continuare, questo perché mi sembrava tutto molto prevedibile.

Niente da dire sulla scrittura. Semplice, senza fronzoli e descrizioni esagerate che avrebbero ulteriormente rallentato la narrazione. È sicuramente una premessa di ciò che avverrà nei prossimi volumi, ma l’autrice avrebbe potuto sfruttare meglio il torneo e le relazioni che si vengono a creare. Ho provato pochissime emozioni e quelle provate sono grazie a Chaol.

Sicuramente proverò a leggere il secondo volume, anche per vedere cosa potrebbe cambiare in futuro, ma avrò delle aspettative più basse e ci andrò coi piedi di piombo.

Forse vi aspettavate un voto più basso, è vero, però ho pensato che molte cose non sono piaciute a me personalmente e che dal punto di vista narrativo non ho riscontrato particolari buchi. È il primo volume della serie e sicuramente c’è la possibilità di trovare qualcosa di meglio nei prossimi episodi.

E voi l’avete letto? Vi è piaciuto?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

2 Replies to “[Recensione] Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas

  1. Io sono arrivata al terzo, che ho momentaneamente abbandonato. Il secondo è forse quello che mi è piaciuto di più, ma concordo sulla lentezza. Il personaggio di Dorian avrà un ruolo nel secondo libro e premuso anche nei successivi. Alla fine penso che non c’è cosa più soggettiva dei libri, però essere delusi dalle aspettative non è mai bello!

    1. Sono felice che Dorian abbia un suo ruolo in futuro, perché in questo primo volume, a parte entrare in stanza di Caleana, non so che altro abbia fatto. Hai ragione, essere delusi non è mai bello. Il problema è che ho paura che la sensazione di banalità si possa trascinare nei prossimi volumi. Vedremo…

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