[Recensione] La Locanda dell’Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia

Buongiorno Lettori!

Oggi scrivo al fresco, sul balcone di casa, quando ancora il sole non mi colpisce in pieno arrostendomi. C’è un che di poetico a starsene a scrivere sul balcone, uno di quei momenti che sembrano usciti dai film, ma ho anche io la mia tazza di caffè e gli occhiali. 

Oggi vi parlerò di un libro candidato al Premio Bancarella, della Locanda dell’Ultima Solitudine, di un libro così particolare che vi avverto, sarà una recensione un po’ strana perché in realtà non so come spiegarvi tutto. Curiosi?

La Locanda dell’Ultima Solitudine
Alessandro Barbaglia
Mondadori
Prezzo: 17.00 €
eBook: 8.99 €

Trama: Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio… Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell’Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L’importante è saper aspettare, ed essere certi che “se qualcosa nella vita non arriva è perché non l’hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo”. Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l’insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d’inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l’istante di un’onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell’Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell’Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.

Scrivere questa recensione non è semplice, questo perché è un libro così sopra le righe che non credo si possa dire che la storia è bella o brutta, pesante o meno, se i personaggi sono ben costruiti o altro. 

«È giovedì. Si ricordi bene: le cose più strane» disse pensando a quel ragazzo «capitano sempre il giovedì. Perché il giovedì è un giorno sospeso. È il giorno in cui la settimana ha smesso di iniziare ma non ha ancora iniziato a finire. È il giorno giusto. Per tutte le cose sospese.»

Il libro si presenta diviso in tre parti, con dei capitoli molto brevi che si alternano tra i momenti di Viola e i momenti di Libero, lasciando spazio anche ad altre realtà, come quella di Enrico, proprietario della Locanda dell’Ultima Solitudine.
La storia gioca tantissimo sull’attesa di quest’ultima solitudine, un momento che dovrebbe completare la propria esistenza, bloccata in una realtà che è diversa da quella che ci si aspettava. 

Libero, che nella vita ama le attese e che ha sempre cercato la donna giusta, quella con le labbra rosse come il Nebbiolo che tanto custodiva, si lascia abbagliare, stordito forse dalla troppa attesa, da quella donna che non è proprio colei che aspettava. Il mondo di Libero è così strano che non può essere vero, con quella casa blu spoglia di tutto, con un cane che sparisce e poi riappare e con un baule vuoto con un biglietto.

Dall’altra parte c’è Viola, che freme all’idea di andare via, che non sembra essere un amante delle attese e che ha una madre che urla, che invita ad urlare perché nella vita si ha paura, perché la gente urla poco. E Margherita insegna anche ad avere paura perché…

«Vedi, Viola» le spiegava Margherita, « la gente non sa avere paura. Tutte le volte che hanno paura, le persone si spaventano. E non sanno cosa fare. E invece è così facile vivere bene la sofferenza e il dolore: basta stare male! Che ci vuole?»

Questa è una lettura davvero bella, intensa e ricca di ragionamenti e riflessioni. Mi è davvero piaciuto immergermi in questa storia che conduce, mano nella mano, alla Locanda dell’Ultima Solitudine. Al termine della lettura ho avuto l’impressione che, non sono stati i protagonisti del libro ad essere condotti alla Locanda, ma sono stata io, pagina dopo pagina ad averla vista nascere e svilupparsi in quella sua particolare esistenza.

“Siamo aperti tutti i giorni. Tranne nei giorni di chiusura. Per le prenotazioni chiamare sempre e solo ore pasti. Non offendetevi se non rispondiamo: stiamo mangiando.
Enrico.”

Non posso dirvi di leggere questo libro al mare, o forse si. La Locanda è un posto di pace per noi stessi, quindi in qualche modo se sulla spiaggia vi sentite come nella Locanda, allora leggetevi questo libro al mare, quando ancora non c’è caos, quando la sabbia è fresca e le onde l’unico rumore sullo sfondo. 

E voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Per me è stata una piacevole scoperta!

Scheggia

 

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

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