[Recensione] L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

Buongiorno Lettori!

Stamattina sul blog arriva una recensione particolare, oserei dire a gran richiesta!
Come ormai saprete (lo sa tutto il web), non avevo mai letto i libri di Alice Basso e questo ha scatenato una specie di indignazione nelle Sciallette, perché non leggere la Basso è come dire di essere a dieta: un’eresia.
E allora voi direte: embè? Ti fai dire cosa leggere? Ti impongono le letture? Che amiche sono?
Embè che a gridare d’indignazione si fa sempre presto, ne sono pieni i tg, ma la verità è che tra noi si ride e si scherza e anche se sono andata in nomination per questa piccola situazione, vi assicuro che ci sono cose più gravi, tipo la mia posizione a rischio dopo aver dichiarato di non mangiare i fiori di zucca, neanche fritti.
Insomma, tanti giri di parole per dirvi che sono amiche per davvero e che tra noi ridiamo e scherziamo e non c’è una dittatura in corso e poi il libro lo dovevo comunque leggere per la challenge.
Vabbè, vi sarete annoiate a leggere quindi passiamo al resto del post, qualcosa di più interessante.

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Alice Basso
Garzanti
Prezzo: 5.00 €
eBook: 3.99 €

Trama: Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l’essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un’empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un’importante casa editrice. Scrive libri per altri. L’autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell’ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.

Divisore Scheggia

Quanti libri escono ogni giorno, mese, anno? E quante volte compriamo l’ennesimo nuovo lavoro di quel famoso scrittore, domandando scettici “Ma quanto scrive? Ma li scrive lui?”
Eccoci qui, pronti a conoscere quella misteriosa figura denominata ghostwriter, una creatura messa davanti al pc a vestire in panni dell’autore X, troppo impegnato per scrivere un libro, ma bisognoso di pubblicarlo (che poi, a volte, ne potremmo anche fare a meno).

E benvenuti nel mondo di Silvana, alias Vani, una creatura che sembra sparire in una poltrona, in grado di mettere k.o le persone con il solo utilizzo delle parole, in grado di lasciare gli altri col dubbio sulla propria eventuale intelligenza.

«Lara, cosa vuoi?»
«Ecco, lo vedi? Sei così ostile che non riesci nemmeno a concepire che ti si possa telefonare solo per il piacere di mantenere i contatti! Sei prevenuta come…»
«Lara. Io non sono prevenuta, io tengo delle statistiche. E le statistiche mi dicono che ogni volta che mi chiami la telefonata si svolge in due fasi: la prima, in cui cerchi di farmi sentire in colpa per la mia assenza, e la seconda, in cui mi chiedi un favore. Visto che non ho alcuna intenzione di sentirmi in colpa per alcunché, possiamo farla breve e passare subito alla seconda, che ho da fare?»

Vani Sarca la si potrebbe definire una forza della natura, un essere umano con la voglia di socializzare di un orso, tutta vestita di nero e coi capelli scuri; una donna che sembra una ragazza, invisibile quelle poche volte che si trova alle Edizioni L’Erica e con una spiccata passione per il viola. Una donna che crede di non sapersi relazionare con le persone, quando invece spesso sono le persone il problema, non lei.
Mi è piaciuta?
Oh se mi è piaciuta! Vani ha la mia stessa carica affettiva e devo dire che potremmo fare a gara per sapere chi è più romantica (leggasi con sarcasmo, please).

Spiegandoci il suo lavoro, senza ammorbare il lettore, Vani non solo ci accompagna in un mondo completamente letterario, ma ci permette di far luce su tutti quei libri che escono così velocemente e ci fanno domandare “e quando l’ha scritto?”. Semplice. Non l’ha scritto.

In questa primo libro, qualcosa scuote la quotidianità di Vani. Prima di tutto si ritrova a dover scrivere un libro sulle cronache angeliche di Bianca Dell’Arte Cantavilla, un libro che parla di angeli, spirito e con esercizi per rinascere. Scettica fin da subito, si ritrova non solo obbligata a scriverlo, ma anche con un certo impegno perché Bianca è stata rapita e in caso di morte, il libro uscirebbe postumo.

Ed è in seguito al rapimento di Bianca che arriva un uomo che, lo ammetto, ha fatto proprio colpo. Il Commissario Berganza lo adoro!
Non si ha modo, in questo primo libro, di conoscerlo bene, ma quel poco che ci viene fornito è sufficiente per adorarlo! I suoi modi e il suo rapportarsi a Vani sono incredibili, così spontanei che ci si domanda cosa abbia ingerito la Basso prima di creare, invece, Riccardo.

«Commissario. Sono certa che il suo inglese è molto buono e che non sta confondendo il termine ghostwriter con il termine profiler, giusto?»
«Cavilli terminologici. Coraggio, Sarca, aveva già cominciato così bene. Sia gentile, in cambio della lezione di tiro. Faccia quello che sa fare meglio. Entri nella testa altrui. È il suo mestiere. O no?»

Riccardo è il prodotto di una mente dopo aver mangiato una pizza andata a male, seguita da un dolce con uovo scaduto e ha terminato il pasto con una fetta di limone in bocca.
Si è capito? No? Beh, Riccardo è l’uomo più inutile del mondo, o quasi.
Calcolato in ogni suo gesto, i suoi comportamenti, carini all’inizio, mi hanno portata ad odiarlo, a volerlo prendere a calci nel sedere, da Roma a Torino, andata e ritorno.

Complessivamente il libro apre gli occhi del lettore sul panorama editoriale, oltre a volerci regalare una protagonista non ordinaria, che grazie alle sue capacità si ritrova a collaborare con Berganza e a mettere in discussione tutta la sua vita. È un inizio di tutto, getta le basi per il dopo e punta a voler incuriosire chi legge.
La Basso scrive in modo scorrevole, uno stile fluido che permette di leggere questo libro in totale tranquillità; nonostante il continuo richiamo alla letteratura, non si vuole umiliare il lettore a digiuno di alcuni titoli, bensì lo si sprona e lo si invita a leggere quei grandi classici citati da Vani e Berganza (si! Lui legge!).
Come primo libro è davvero un buon inizio, anche se avrei preferito maggiore concentrazione sulla questione Berganza/Vani/Indagini, piuttosto che su Riccardo che, nonostante sia  fondamentale per tutto ciò che avviene alla fine, a un certo punto mi è sembrato un po’ troppo presente.

Insomma, le Sciallette avevano ragione (qui lo dico e qui lo nego) e sicuramente continuerò a leggere questa serie!

Inutile chiedervelo, so che la Basso l’avete letta, ma vi chiedo: quale dei cinque libri, secondo voi, è il più bello?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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