[Recensione] Lincoln nel Bardo di George Saunders

Buongiorno Lettori!

Oggi vi parlerò di un libro molto particolare, che onestamente mi sento strana a recensire per la particolarità del testo.
Come ben sapete, sono una di quelle persone che soprattutto tramite le pagine Facebook scopre tanti libri e questo ammetto di averlo scoperto tramite La lettrice rampante; Lincoln nel Bardo è un libro carico di fascino che farò fatica a spiegarvi e che però ve lo dico da subito, mi ha davvero stregata.

Lincoln nel Bardo
George Saunders
Feltrinelli
Prezzo: 18.50 €
eBook: 9.99 €

Trama: Febbraio 1862, la Guerra civile è iniziata da un anno, e il presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo tutti i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica – i giornali dell’epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto – Saunders mette in scena un inedito Aldilà romanzesco popolato di anime in stallo. Il Bardo del titolo, un riferimento al «Libro tibetano dei morti», allude al momento di passaggio in cui la coscienza è sospesa tra la morte e la prossima vita. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all’esistenza precedente, come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento prodotto nel mondo di queste anime perse dall’arrivo di Willie Lincoln, che è morto e non lo sa, e di suo padre, il presidente, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Sentiremo le voci – petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate – degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico. Il romanzo si svolge in una sola notte, eppure abbraccia le epoche e arriva fino a noi, spaziando in un territorio dove tutto è possibile, dove la logica convive con l’assurdo, le vicende vere con quelle inventate, dove tragedia e farsa non sono due categorie distinte e separate ma un’unica realtà indifferenziata e contraddittoria, che proprio per questo appare spaventosa e viene negata. Come si può vivere, amare e compiere grandi imprese, sapendo che tutto finisce nel nulla?

Diciamocelo, ho scoperto da poco i prestiti bibliotecari e ne sono rimasta affascinata. Da quando ho iniziato ad usare Mlol ho scoperto un mondo di libri che prima mi era sconosciuto: se prima avevo qualche remore su alcuni titoli, adesso con Mlol riesco a prendere un libro in prestito e se non mi piace so di non aver speso soldi, perché diciamocelo, se compriamo un libro e non ci piace, ci sembra di aver buttato via una fortuna.

Lincoln nel Bardo è apparso da più di due mesi nelle librerie e quando l’ho visto tra le novità, attratta dal titolo e dalla strana copertina, l’ho sfogliato e non so, ho pensato che fosse troppo strano, poi ho iniziato a leggere opinioni sul web, specie quella della Lettrice rampante (vi lascio qui la sua recensione) che mi ha davvero incuriosita, e allora ho fatto così: ho prenotato il titolo su Mlol e quando è arrivato mi sono buttata a capofitto nella lettura!

Ho letto Lincoln nel Bardo e non so come parlarvene.

Il nuovo venuto era un bambino di dieci o undici anni. Un bel fanciullo, che batteva le ciglia e si guardava intorno circospetto.

il reverendo everly thomas

Lincoln nel Bardo, vincitore del Man Booker Prize, è il romanzo che non ci si aspetta. Attraverso il racconto delle cronache del tempo e le vicende di particolari personaggi, veniamo a conoscenza della realtà dell’epoca: Willie, figlio di Lincoln, si ammala e in seguito alla malattia muore.
In un limbo di passaggio, questo Bardo nel quale la mente, la coscienza si separa dal corpo, il piccolo Willie cerca di capire il suo stato, aiutato da particolari personaggi come Roger Bevins III, il Reverendo Everly Thomas e Hans Vollman. Caratteristica peculiare di questo romanzo è nel tipo di narrazione scelta. Non c’è una prima persona e non c’è neanche una classica terza persona.
Si alternano momenti in cui, fuori dal Bardo, cronisti, giornali e report ricordano cosa accadde il giorno della morte e del funerale del povero Willie, e ci sono poi quei momenti in questo Bardo, in questo limbo o purgatorio, dove ogni personaggio racconta qualcosa. Se in poche righe Roger Bevins III descrive parte di un avvenimento, non è difficile trovare, poche righe più avanti, Hans Vollman a continuare il racconto del primo.
Stessa situazione con i dialoghi. In alcuni passaggi sappiamo che sta parlando qualcuno perchè, subito al di sotto della frase, troviamo il nome di chi ha parlato.

Che spettacolo commovente.

il reverendo everly thomas

Ma alla fine andò.

roger bevins III

Com’è d’uopo per i più giovani.

il reverendo everly thomas

Come accade di solito, naturalmente.

roger bevins III

Altrimenti…

il reverendo everly thomas

Questo è un romanzo fuori categoria. Non è un romanzo che possiamo semplicemente catalogare, perché è denso di particolari che lo rendono unico, dalla narrazione con i personaggi che si alternano, ai personaggi stessi che portano con loro i drammi della propria vita reale.
Il Bardo l’ho visto come una specie di purgatorio, un limbo, un momento di passaggio dove le gioie e i drammi della vita reale, i peccati commessi in vita, i vizi avuti, si manifestano esageratamente ed è soprattutto un luogo di illusione, dove le anime che lo popolano credono di essere malati, di poter rientrare nel proprio corpo prima o poi, e George Saunders ne ha parlato con enfasi dando voce ad ogni abitante di quel mondo di passaggio.

Questo è un libro che non so identificare. Un libro che so bene non vive attraverso le mie parole, perché per me parlarvene è difficile. Un libro che vive di pensieri e con un elemento presente e vivo in ogni pagina: il dolore. Presente oltre ogni limite è il dolore di Lincoln, Presidente che durante la guerra di secessione si trova ad affrontare la perdita del figlio e che si rende conto della sofferenza che anche tutte le altre famiglie provano nel perdere i propri cari. E c’è il dolore del piccolo Willie che non capisce, che in quella cassa da malato cerca di parlare con il padre.

Lincoln nel Bardo è un libro che vive della sua originalità e che consiglio di leggere a chi apprezza le narrazioni fuori dai classici schemi. Non è un libro facile e non è un libro da sottovalutare.

Qualcuni di voi ha letto questo libro? Vi ispira oppure preferite tutto un altro genere?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

7 Replies to “[Recensione] Lincoln nel Bardo di George Saunders

    1. Mlol è il prestito bibliotecario Online. Devi andare nella tua biblioteca e chiedere se hanno la convenzione. Tramite un account scegli i titoli (hai un massimo di prestiti mensili) e se il titolo scelto non è disponibile, lo puoi prenotare 🙂

  1. Come ti avevo accennato, ho questo libro in lista praticamente dal giorno della sua uscita, e, ora, avendo letto le tue parole a riguardo, sono ancora più convinta di volerlo leggere!

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.