[Recensione] L’inganno di Thomas Cullinan

Buongiorno Lettori!

Oggi la giornata è cominciata con un obiettivo: scrivere la tesi. Non tutta, ovviamente, però spero di riuscire a mettermi d’impegno e dedicarle il giusto tempo. Non è facile, ma ci proverò.
Prima di scrivere la tesi però voglio parlarvi di un libro molto particolare, non facile e che in questo periodo trovate sicuramente in libreria: L’inganno di Thomas Cullinan.
Il libro è tornato in auge grazie forse al film di Sofia Coppola, presentato al Festival di Cannes 2017 e che vede tra i protagonisti Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst e Elle Fanning; non ho visto il film tuttavia leggendo in giro ho notato che ci sono stati cambiamenti nei personaggi.
Io oggi vi parlerò del libro, pubblicato la prima volta nel 1966 e portato in Italia nel 2017 da DeAgostini, che ringrazio per la copia.

L’inganno
Thomas Cullinan
DeAgostini
Prezzo: 17.00 €
eBook: 9.99 €

Trama: Cinque allieve appena, le uniche rimaste. E un nome che “ci metti di più a pronunciarlo che a fare l’appello”: il Collegio per signorine di Miss Martha Farnsworth. Nella Virginia insanguinata dalla Guerra civile, tra l’eco dei cannoni e la paura che come un’ombra si addensa contro i muri del giardino, la vita della scuola diretta dall’austera Miss Martha scorre lenta e sempre uguale. Lezioni di cucito, musica e francese. Le incombenze domestiche, i pasti, le preghiere.
È in questo mondo angusto e tutto al femminile che irrompe il caporale John McBurney, disertore dell’esercito nordista gravemente ferito. Nella fuga dall’inferno dei campi di battaglia, McBurney ha perso il fucile e forse l’orgoglio, ma non l’astuzia che è da sempre la sua arma più affilata. Assediate dalla guerra e dalla noia, soffocate dal morso dei corsetti e dei loro stessi desideri, le donne della scuola accolgono il soldato nemico e se ne prendono cura. Un po’ alla volta, inevitabilmente, intrecciano con lui una danza sottile fatta di sfida, di potere e seduzione. Diffidenti, audaci, tenere, gelose, spaventate e possessive, le ragazze di Miss Farnsworth svelano una dopo l’altra la propria vera natura. E intanto, come falene attratte dalla fiamma, soccombono al fascino di un gioco dall’esito imprevedibile e fatale.

L’inganno è un libro che rivela subito una particolarità: si alternano i punti di vista di tutte le allieve e le insegnanti della scuola, così attraverso il loro sguardo possiamo capire quasi a 360° cosa succede nella scuola.
Tutto inizia con l’arrivo di John McBurney, caporale e disertore dell’esercito nordista, viene trovato da Amelia nel bosco e viene portato nel collegio per essere curato, avendo una gamba ferita.

Morto o vivo, per Amelia non era altro che l’ennesimo esemplare della fauna locale. Un animale raro che aveva trovato nel bosco con le sue sole forze.

Dall’inizio scopriamo cosa stava facendo ogni allieva al momento dell’arrivo di McBurney, eppure per la prima metà del libro sostiamo in una sorta di limbo dove non succede nulla. Scopriamo che il caporale è bravo a farsi rivelare segreti e riesce ad entrare nelle grazie soprattutto delle più grandi, tuttavia bisogna aspettare la metà del libro per avere il momento clou per avere un vero e proprio cambio. Se il gioco di seduzione che ci accompagna per metà libro da solo non basta, dalla seconda metà si mischia con rabbia, vendetta e a tratti odio, tanto da catturare finalmente il lettore, fino all’ultima pagina.

Attraverso i tanti punti di vista, possiamo scoprire il passato e le inclinazioni di ogni allieva, così come si scoprono i segreti più profondi delle due educatrici. Si sente forte la differenza di età tra le più grandi e Marie, la più piccola, che con i suoi guai e i gesti da gran pestifera, si guadagna per me il ruolo di personaggio migliore in questo libro, poiché è l’unico sguardo diverso che abbiamo, l’unica che si lascia colpire poco dal fascino del caporale, che sdraiato su un divano sembra essere in grado di far capitolare ogni allieva e insegnante.

Una cosa è certa: più ascoltavo Miss Martha elencare i misfatti di McBurney, più mi convincevo che avevamo a che fare con una vera canaglia.

Ammetto di aver faticato per la prima metà del romanzo, le continue narrazioni di eventi piatti e descrizioni mi hanno un po’ scoraggiata, poi però c’è un’impennata di eventi che ti trascinano verso il finale e ripagano dell’attesa. Il finale in sé merita la lode, con tanto di applauso a McBurney. Per cosa dite? Ah per quello dovrete leggere il romanzo.
Per quanto riguarda le allieve, difficile provare simpatia per Alice e Edwina che in tutta la storia non mostrano solo le loro debolezze e cercano di sfruttare il loro essere donna per entrare nelle grazie del caporale e anche per Harriet Farnsworth non sono riuscita a provare alcuna empatia, troppo debole e soprattutto priva di carattere.

Complessivamente questa storia mi è piaciuta a tratti, ma il finale da la spinta giusta per arrivare a un…

E voi siete incuriosite da questo romanzo? Lo leggerete o vedrete il film?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

19 Replies to “[Recensione] L’inganno di Thomas Cullinan

  1. Il libro potrebbe anche piacermi, del film ho già detto cosa penso. Adoro andare al cinema da sempre: se fossi ricca mi farei una minisala in casa ed inviterei le amiche.
    Bacio da Lea

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