[Recensione] Lontano dagli occhi di Paolo Di Paolo

Buongiorno Lettori!

Dopo i problemi che sono nati ieri su Instagram a seguito di un articolo poco carino, è bene concentrarsi su qualcosa di migliore e sicuramente più interessante: un libro. Come sapete, al compleanno ho ricevuto dei libri dalla mia Wishlist e uno di questi era Lontano dagli occhi di Paolo Di Paolo, edito Feltrinelli e che mi è stato regalato da Laura Letizia Dio (è una persona soltanto, si).
Questo libro a lei è piaciuto molto e per fortuna è piaciuto anche a me!

Paolo Di Paolo, Lontano dagli occhi, Feltrinelli, Gravidanza, Anni '80, Roma, Scudetto, amore, adolescenza, rapporti, coppie, genitori, letteraturaLontano dagli occhi
Paolo Di Paolo
Feltrinelli
Prezzo: 16.00 €
eBook: 9.99 €

Trama: Tre storie diverse, la stessa città – Roma, all’inizio degli anni Ottanta – e lo stesso destino: smettere di essere soltanto figli, diventare genitori. Eppure Luciana, Valentina, Cecilia non sono certe di volerlo, si sentono fragili, insofferenti. Così come sono confusi, distanti, presi dai loro sogni i padri. Si può tornare indietro, fare finta di niente, rinunciare a un evento che si impone con prepotenza assoluta? Luciana lavora in un giornale che sta per chiudere. Corre, è sempre in ritardo, l’uomo che ama è lontano, lei lo chiama l’Irlandese per via dei capelli rossi. Valentina ha diciassette anni, va alle superiori ed è convinta che da grande farà la psicologa. Appena si è accorta di essere incinta, ha smesso di parlare con Ermes, il ragazzo con cui è stata per qualche mese e che adesso fa l’indifferente, ma forse è solo una maschera. Cecilia vive fra una casa occupata e la strada, porta un caschetto rosa e tiene al guinzaglio un cane. Una sera torna da Gaetano, alla tavola calda in cui lavora: non vuole nulla da lui, se non un ultimo favore. A osservarli c’è lo sguardo partecipe di un io che li segue nel tempo cruciale della trasformazione. Un giro di pochi mesi, una primavera che diventa estate. Tra bandiere che sventolano festose, manifesti elettorali che sbiadiscono al sole e volantini che parlano di una ragazza scomparsa, le speranze italiane somigliano a inganni. Poi ecco che una nuova vita arriva e qualcosa si svela.

Divisore Scheggia

Mamma, papà – le prime parole che dici. Talvolta, anche le ultime. Niente ci accomuna come l’essere figli.
Non conosco la relazione fra l’eventuale Big Bang e il fatto di essere qui, di esserci anch’io. Eppure, eccomi.

Genitori. Figli. Qual è il rapporto più complesso dell’universo?
Nel momento stesso in cui si decide di portare avanti una gravidanza, si instaura un rapporto, che va ben oltre la decisione di diventare genitore e crescere chi verrà al mondo.
Il corpo di una donna cambia, si va incontro a delle vere e proprie mutazioni fisiche, cambiamenti nella testa che forse solo una donna può capire, eppure Paolo Di Paolo ci prova e riesce raccontare, con un tono a volte distaccato, tre gravidanze, tre future madri e tre futuri padri.

Ci sono Luciana, Valentina e Cecilia, tre donne diverse con un comune denominatore: aspettano un figlio. Rapporti forse sbagliati, serate passate a lasciarsi andare e poi l’estate a Roma nel 1983, con lo scudetto che si festeggia al centro e quella pancia che pesa, che non da modo di pensare, che si impone davanti allo specchio, che ti obbliga a fare pipì ogni mezz’ora. E gli sguardi della gente, la preoccupazione nei loro occhi, la reazione delle persone intorno, gli amici, i familiari, i compagni di scuola.
Ogni gravidanza è diversa.

In questo libro la storia di queste tre ragazze è divisa nei tre capitoli a loro dedicati e poi si intreccia alla fine, perché c’è altro che le lega, senza saperlo, rivelandolo al lettore con un pugno allo stomaco, con la certezza che niente sarà più lo stesso.
C’è la voglia, già dalle prime pagine, di leggere tutto quel che Di Paolo ci vuole raccontare, perché incuriosisce, perché pizzica le corde giuste e alterna un linguaggio delicato alla crudezza che determina i momenti spesso intimi e privi di quel romanticismo che si sogna ad occhi aperti.
C’è realtà e una Roma degli anni ’80 che naviga nell’incertezza anche politica; ci sono ragazzi e ragazze, padri e madri e poi ci sono quei ragazzi che non vogliono diventare padri, che si scontrano con la realtà che, se dovessero descrivere con una sola parola, chiamerebbero paura.

Mi è piaciuto tantissimo questo libro, la scrittura di Di Paolo avvolge ed emoziona, riesce a catturare il lettore e lo accompagna in ogni pagina; forse si perde un po’ alla fine e magari trascura un po’ Cecilia, ma riesce lo stesso a consegnare il suo messaggio.
Ci fa conoscere tre ragazze diverse, che si possono apprezzare o meno, giustificare o condannare, ma sicuramente ci porta a riflettere sulla grandezza dei gesti, positivi o negativi. Ci pone domande, lascia a noi le risposte.

Un libro travolgente che sono contenta di aver letto e che soprattutto fa riflettere sulla genitorialità, sulle scelte e sulla vita di chi viene al mondo.

Un libro che mi è piaciuto davvero tanto e che vi consiglio di leggere. Direi che l’anno è iniziato davvero bene!

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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