[Recensione] L’ultimo regalo di Paulina Hoffmann di Carmen Romero Dorr

Buongiorno Lettori!

In questi giorni sono stata un po’ impegnata e molte letture sono un po’ slittate, ma finalmente sto riprendendo il ritmo! Dopo una forte delusione libresca ho avuto la fortuna di incontrare due libri belli e oggi vi parlo proprio di uno di questi, ovvero L’ultimo regalo di Paulina Hoffmann di Carmen Romero Dorr, edito Sperling&Kupfer che ringrazio per la copia fornita. Devo dire che questo libro mi ha davvero catturata e credo di aver letto pagine e pagine senza accorgermi dello scorrere del tempo…

L'ultimo regalo di Paulina Hoffmann, Carmen Romero Dorr, Sperling&Kupfer, Storia, Romanzo, Amore, Famiglia, Guerra, Nazismo, Russi, Eredità, maternità, lavoroL’ultimo regalo di Paulina Hoffmann
Carmen Romero Dorr
Sperling&Kupfer
Prezzo: 17.90 €
eBook: 9.99 €

Trama: Berlino, 2016. Quel grande appartamento nel quartiere di Prenzlauer Berg è uno spazio inesplorato, ancora tutto da scoprire. Per Alicia, appena arrivata da Madrid, essere lì è come ascoltare l’inizio di una delle vecchie storie di sua nonna Paulina: colei che è sempre stata la sua confidente e la sua migliore amica, la sua protettrice e la sua complice; che le ha fatto da mamma quando Alicia, da bambina, ha perso la sua, le ha insegnato ad affrontare le prime delusioni, le ha trasmesso l’amore per i libri. A lei Alicia ha sempre confidato tutto, senza mezze verità, ma forse – se ne rende conto solo ora – quella sincerità non è stata reciproca. E quell’appartamento, di cui nessuno in famiglia conosceva l’esistenza, ne è la prova. Alicia non può affrontare la nonna e chiederle spiegazioni, perché Paulina è mancata. Proprio adesso che la vita privata di Alicia sta andando in pezzi e ora più che mai avrebbe bisogno di una sua parola di conforto. Ciò che resta di lei è un vuoto incolmabile, un vecchio album di foto e quella casa misteriosa che le ha lasciato in eredità. Da lì Alicia partirà per un viaggio di scoperta a ritroso nel tempo, immergendosi nel passato della nonna: dall’infanzia nell’inferno della Berlino nazista alla sopravvivenza nella stessa città durante la brutale occupazione sovietica, fino alla fuga nella Spagna franchista; dal ricordo straziante degli affetti più cari strappatile durante la guerra all’amore incondizionato per i figli e la nipote. Sempre sorretta dalla determinazione feroce con cui aveva imparato ben presto a sfidare il destino: consapevole, da sopravvissuta, che avrebbe dovuto fare affidamento esclusivamente su se stessa. È in quella vecchia casa, inizio e fine di tutto, che Alicia potrà ritrovare l’origine della forza che ha mosso Paulina e trarne l’esempio necessario, oggi, per dissipare le nubi del suo futuro. Scoprendo nell’ultimo segreto della nonna il più grande regalo che potesse farle.

Divisore Scheggia

La memoria conosce sentieri che noi abbiamo dimenticato. Malevola e astuta, sa come riportarci nel momento più inaspettato ai luoghi che abbiamo lottato tanto per lasciarci alle spalle.

Come ben sapete io amo i libri che hanno una componente storica legata alla Seconda Guerra mondiale. Mi piace leggere di persone che si salvano, che restano umane nonostante tutto e trovo che siano bei libri anche per non dimenticare. Molte persone pensano che questi libri siano tutti uguali, perché la storia quella è, eppure ogni volta ci sono momenti e sfaccettature che sfuggono, magari conosciute solo da chi ha studiato in modo approfondito determinati passaggi.

La storia di Paulina inizia nella Germania negli anni ’30 e noi la riviviamo con Alicia, sua nipote, che si ritrova a Berlino dopo aver ereditato, alla morte della nonna, un appartamento che non credeva appartenesse alla sua famiglia.
La vita di Paulina ci viene raccontata con dei toni quasi fiabeschi, che tuttavia non nascondono la cruda realtà della sua esistenza: un susseguirsi di anni difficili da affrontare, la morte, l’amore, il tradimento, la guerra.
A distanza di decenni dall’inizio turbolento, Alicia vive i drammi del suo tempo, con un lavoro che la assorbe totalmente, un marito che non ama, un figlio che fatica a sentire suo e poi il divorzio, la maternità riscoperta, le scelte fatte e le conseguenze derivate.
L’autrice, attraverso la storia di queste donne, ci racconta le difficoltà di ogni periodo e lo fa con parole che spesso somigliano al soffio del vento, permettendo al lettore di viaggiare nel tempo, negli anni della guerra, del dopo guerra, della Spagna di Franco. Si assiste alla Berlino massacrata dalle bombe, all’arrivo dei russi, liberatori per qualcuno, carnefici per altri; si arriva in Spagna dove Paulina scopre, ancora una volta, che l’apparenza è ben diversa dalla consistenza dell’anima. La patina del lusso che cerca di nascondere il marcio delle persone, l’illusione dell’amore che cela l’avidità dei cuori.

Ci sono momenti in cui percepiamo la realtà, soprattutto il suo lato più oscuro e miserabile, molto prima di essere in grado di accettarla. La nostra intuizione si spinge più avanti rispetto a noi e abbiamo bisogno di altre prove, altre informazioni, prima di ammettere qualcosa che, in fondo, probabilmente sapevamo già.

Si potrebbe pensare, durante la lettura, che forse Paulina è troppo sfortunata, che capitano tutte a lei, eppure tutta la sua vita va contestualizzata, inserita in ogni decennio vissuto, così da avere un quadro storico preciso.

È un libro che non nasconde anche un po’ di romanticismo, seppur breve. C’è tanto nella storia di Paulina, quanto in quella di Alicia, seppur quest’ultima sia messa un po’ in ombra dalla grandezza della nonna, da quella vita vissuta con intensità.

Sicuramente un tema fondamentale legato ad Alicia è la maternità, la depressione post parto e l’impatto di determinate scelte sulla vita di coppia. 
Non manca anche un po’ di felicità, quei momenti forse da romanzo, forse da fiction, che tuttavia fanno sorridere, tirare un sospiro di sollievo e fanno sentire il lettore appagato dopo una storia piena di insidie e drammi.
Unica pecca, a mio parere, è proprio nel finale, forse un po’ troppo frettoloso ma sicuramente d’impatto. 

Lo stile è molto scorrevole, si legge davvero con piacere e senza ammorbare il lettore con descrizioni inutili, c’è la possibilità di immergersi nelle atmosfere della Berlino degli anni ’30, nel periodo della guerra, per poi arrivare in Spagna, Madrid, Malaga, ma soprattutto l’autrice ci racconta dell’importanza della lettura per una donna che ha visto il mondo crollarle addosso.

Entra e percorre con lo sguardo le file infinite di romanzi, libri di poesia, saggi, racconti per bambini… Tutto l’universo sta dentro una libreria.

Per quanto riguarda i personaggi, seppur ci sia tanto anche Alicia, Paulina è la vera protagonista indiscussa di questa storia; gli altri, come la madre, il cugino, gli zii e gli stessi figli, sono importanti ma restano in ombra rispetto alla grandezza di questa donna.

È un libro che mi ha totalmente coinvolta e avvolta nelle sue pagine, coccolandomi per giorni. È una storia capitata al momento giusto, che spero piaccia tanto anche a voi.

Questo libro mi è piaciuto davvero tanto e spero di avervelo fatto capire con le mie parole. Il libro giusto, al momento giusto. Sono stata davvero fortunata, questa volta.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

One Reply to “[Recensione] L’ultimo regalo di Paulina Hoffmann di Carmen Romero Dorr”

  1. Ecco, io invece leggo solo se ho un motivo libri che hanno attinenza con la seconda guerra mondiale e ‘800/’900. Altrimenti non mi ci avvicino proprio! Sembra comunque una storia molto bella e che sul tema della depressione post partum sento vicino.

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