[Recensione] Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina di Fannie Flagg

Buongiorno Lettori e buon lunedì!

Inizia bene la settimana? La mia si, perché oggi vi parlerò di un libro che, occhio allo spoiler… mi è piaciuto! Ovviamente questo è il massimo di spoiler che sono disposta a concedervi!
Ieri pensavo che, il bello di aver conosciuto persone con i miei stessi interessi, è che sono in grado di consigliarmi bei libri, che spesso coincidono con i miei gusti.
Ormai con le BB parliamo tutti i giorni e spesso, quando non parliamo di cibo, affrontiamo la questione “libri da leggere”. Succede che una di noi sta leggendo un libro, un’altra chiede “Com’è?” e sappiamo rispondere in base ai gusti altrui: “Questo secondo me ti piacerà. Questo lascia stare, sono sicura lo odieresti” e spesso, molto spesso, si indovina.
Sono persone che saprebbero fare un regalo senza sbagliare!

Oggi quindi vi parlerò di un libro di Fannie Flagg, un’autrice che non avrei mai preso in considerazione fino a qualche mese fa e che ho scoperto di adorare. Questa volta ho letto Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina e sono un po’ arrabbiata perché su Amazon non è disponibile e io lo vorrei proprio acquistare, per tenerlo a casa con me!

Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina
Fannie Flagg
BUR
Prezzo cartaceo: momentaneamente non disponibile
eBook: 5.99 €

Trama: L’inverno è alle porte e a Lost River, un piccolo paese nel profondo sud dell’Alabama, arriva l’anziano Mr. Campbell (orfano dalla nascita, trovato in una culla accanto a una lattina della famosa zuppa) per fuggire dal freddo di Chicago. Subito lo attende una brutta sorpresa: l’albergo dove deve alloggiare è bruciato. Al suo posto però ad accoglierlo c’è la casa di una stravagante signora. Le attenzioni degli abitanti di Lost River lo fanno sentire per la prima volta parte di una comunità, e quando Mr. Campbell conosce Patsy, una bambina timida con una gamba malata di cui nessuno si è mai occupato, viene conquistato dalla sua dolcezza e sente che quella è la sua famiglia.

Fannie Flagg ha un pregio: scrive storie semplici che arrivano dritte al cuore. E per fare questo bisogna essere dannatamente bravi, perché non tutti sono in grado di prendere un signore semplice, un pettirosso e una bambina e crearci una delle storie più dolci che io abbia mai letto. Come ci riesce? Restando umile durante le sue storie, senza creare cataclismi e dandoci la possibilità di conoscere delle persone che potrebbero esistere realmente, che potrebbero essere vicini di casa, abitanti di un piccolo paese.

In Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina scopriamo la storia di Oswald, un signore che con gravi problemi di salute, si trasferisce da Chicago a Lost River. Spesso le coincidenze giocano una partita cruciale nella vita, e così accade a Mr. Campbell, che a causa di un vecchio volantino, si ritroverà in una città di poco più di 100 abitanti, con un negozio e un ufficio postale, con dei vicini sempre pronti a venire in aiuto e con un postino che consegna la posta da una barca.

È una storia semplice, breve, dolce e con dei personaggi che si possono solo amare. Personaggi un po’ eccentrici, classici dei paesi piccoli, che vengono descritti con poche parole che tuttavia bastano per rendere idea di cosa si avrà nelle pagine successive.
Sono storie che si incrociano nel modo più dolce, con le persone che semplicemente si aiutano e si sostengono. Una comunità in grado di farti sorridere per tutto il tempo, per l’affetto che mostrano e che traspare in ogni riga.

Le descrizioni presenti sono funzionali alla storia e non l’appesantiscono, questo perché l’autrice le sa sapientemente inserire e le rende realmente parte di ciò che vuole raccontare. Sapete che io non amo le descrizioni messe lì per aumentare le pagine, ma Fannie Flagg le sa usare così bene che posso solo amarle.
E se anche in alcuni punti può sembrare troppo esagerata, questa è una storia a cui si perdonano tutte le casualità, gli incontri e la gioia di ogni gesto, perché non è del tutto irreale e bisogna pensare che ogni tanto la vita gira bene per tutti. 

Quanto ti può colpire un libro del genere, con una storia così semplice da non richiedere troppe centinaia di pagine?
Ti colpisce tanto, ti lascia con il cuore leggero e il sorriso sulle labbra. Il calore di Lost River lo si sente sulla pelle mentre si legge. È un toccasana per l’anima e credo sia il libro giusto per tutti. Non si può non amare un libro che mette al centro dell’attenzione un signori con il cognome di una zuppa, un pettirosso dall’ala spezzata e una bambina con un problema alla gamba. Non si può non amare una storia dove l’ottimismo è il tema centrale, la vera medicina per ogni tipo di malanno. Il vero segreto per guarire.

Ho letto bei libri dall’inizio dell’anno, ma al momento questo è sopra tutti. È un libro che vi consiglio e che al momento potete trovare solo in eBook, ma io già messo l’alert su Ibs, nella speranza che torni presto disponibile.
E voi avete letto questo libro? Se non l’avete fatto, io ve lo consiglio di cuore e vi garantisco una storia che vi lascerà davvero con il cuore leggero.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

8 Replies to “[Recensione] Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina di Fannie Flagg

  1. Sono curiosissima di conoscere Fannie Flag! Sono mesi che vedo in giro i suoi libri (in queste meravigliose edizioni BUR) e sento in merito soltanto pareri positivi! Ho ordinato in libreria “Pomodori verdi fritti” e non vedo l’ora di averlo tra le mie mani!!! Comunque complimenti per la recensione, bellissima!

  2. È l’ultimo libro della Flagg che mi rimane da leggere. Lo tengo lì, come un tesoro prezioso, perché so già che mi mancheranno tantissimo le sue storie! Bellissima recensione ❤️

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