[Recensione] Pista nera di Antonio Manzini

Buon lunedì Lettori!

Primo appuntamento dell’anno con il Questa volta leggo, rubrica ideata da La Libridinosa, La Lettrice sulle nuvole e Le mie ossessioni librose. Questo mese si doveva leggere il libro di un autore che non abbiamo mai letto, quindi io ho ripiegato sul primo libro con Rocco Schiavone, nato dalla penna di Antonio Manzini. Non avevo mai letto nulla di Manzini e ho sentito parlare benissimo di Rocco Schiavone, quindi ho comprato Pista nera e…

Pista Nera
Antonio Manzini
Sellerio Editore
Prezzo: 13.00 €
eBook: 8.99 €

Trama: Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d’Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un’intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. Però ha talento. Mette un tassello dietro l’altro nell’enigma dell’inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav’uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l’unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida (“in natura la morte non ha colpe”), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.

«Quanti abitanti fa Champoluc?» […] «I residenti, intendo».
«Neanche 400».
«Una grande famiglia, no?».
«Si. Siamo quasi tutti parenti alla fine».

Pista nera è il primo libro della serie che ha per protagonista il commissario vicequestore Rocco Schiavone, un poliziotto che non si presenta come un fervente osservatore della legge, bensì come un uomo corrotto, che non disdegna la presenza di una bella donna e che si ritrova ad Aosta, lontano dalla sua bella Roma, per qualcosa che ha fatto.
In una zona con la neve e le temperature che scendono sotto lo zero, Rocco Schiavone si trova a indagare su un omicidio avvenuto su una pista da sci, con un corpo fatto a pezzi in un paese con pochi abitanti e tanti parenti.

Antonio Manzini ci presenta Rocco Schiavone e non cerca di farlo sembrare simpatico; non è il classico poliziotto buono, ma un concentrato di romanità, com’è giusto che sia per un uomo che ha passato la vita a Roma. Ha dei modi a volte eccentrici per la carica che ricopre, ma è questo che lo ha reso interessante ai miei occhi, soprattutto perché non finge di essere quello che non è.

Mi rendo conto che potrei parlare e parlare di Rocco Schiavone per diverse righe, ma trovo difficile parlarvi del libro in sé, del caso che ci viene presentato e di quelle che sono le indagini. È Rocco il vero e unico protagonista, la mente pensante, colui che mette insieme i pezzi.

Sono presenti personaggi secondari, ma ho l’impressione che verranno approfonditi nei prossimi volumi, senza abbandonare mai Rocco, un uomo che sotto la scorza dura, nasconde una ferita profonda e difficilmente in grado di guarire.

Manzini scrive bene e sarebbe sciocco dire il contrario; mischiando dialoghi interessanti a descrizioni ben fatte, ma non esagerate e disturbanti, dà un tocco in più alla fine di ogni capitolo, con delle scene che mostrano un Rocco inedito ai colleghi e prezioso per il lettore, che riesce a scavare un po’ nella mente di quest’uomo così complicato. I capitoli sono un po’ lunghi, questo perché vengono divisi in giorni dal ritrovamento del corpo alla risoluzione del caso, ma questo non comporta un appesantimento della lettura, grazie anche allo stile dell’autore che sa gestire in modo eccelso le pause e le novità.

È un romanzo che ho apprezzato e che tuttavia non mi ha del tutto conquistato. Mi è piaciuto Rocco, ma non ho ho avvertito l’impellente bisogno di arrivare alla fine perché il caso principale non mi ha entusiasmata; ho impiegato circa una settimana per finirlo e spesso non leggevo col trasporto che avrei voluto.
Sono partita con delle aspettative altissime e non nego di esser rimasta un po’ delusa, tuttavia non metto in dubbio che gli altri libri della serie siano migliori, probabilmente grazie all’evoluzione del personaggio e all’approfondimento anche degli altri.
Ovviamente il mio è un giudizio strettamente personale, ma conta anche questo e così ho deciso che per il momento non continuerò la serie con Rocco Schiavone (tranne nel caso dovessi leggerlo per la challenge) perché non ho la curiosità di andare avanti. Mai dire mai, questo è sicuro, ma per il momento preferisco leggere altro.

Lo so, questa è un’opinione impopolare e mi dispiace, ma sarebbe sciocco dire qualcosa di diverso e anche un po’ falso, no? Non sto dicendo che sia un libro brutto, assolutamente, ma stavolta è andata così!
E voi l’avete letto? Vi è piaciuto tantissimo?

Scheggia

 

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

27 Replies to “[Recensione] Pista nera di Antonio Manzini

  1. Non siamo mica tutti uguali? è giusto che ognuno di noi abbia la propria opinione ed è sempre interessante sentire le altre campane. io sono tra le estimatrici di Manzini e spero che i prossimi volumi, se li leggerai, ti conquistino di più.

  2. Ammetto che di questa saga ho iniziato prima la serie tv, ma giuro che la tua recensione mi ha incuriosita molto! Grazie 🙂

  3. Ho letto il primo libro di Manzini pochissimo tempo fa,per una challenge,altrimenti probabilmente non lo avrei fatto (ho difficoltà a leggere i gialli). E sono rimasta totalmente affascinata dalla sua scrittura e da Rocco. Leggerò sicuramente gli altri🙂

  4. Anche io non ho ancora letto nulla di questo autore e nonostante le recensioni positive non mi sono ancora avvicinata ai suoi libri e non c’è nulla di strano ad essere una voce fuori dal coro, anche a me capita ogni tanto

  5. Non ho ancora letto nulla di questo autore e non ho l’impellente desiderio di farlo quindi è probabile che passerò oltre.

  6. Le opinioni personali sono sacrosante, ma sappi che questo è un colpo per il mio povero cuoricino (no, Laura, non abbastanza per schiattare)…Rocco è un piezz’e core e Manzini pure…vado a piangere

  7. Ci sta che un libro possa non piacere; personalmente trovo i libri di Manzini e soprattutto quelli con Rocco Schiavone protagonista, molto piacevoli da leggere. Ovviamente non tutti sanno tenere alto il ritmo e la trama a volte si sfilaccia un pochino, in ogni caso le emozioni e i pensieri di Rocco sono quelli meglio descritti e a cui mi sono affezionata molto.

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.