[Recensione] Qualcosa di Buono di Michelle Wildgen

Salve Lettori!
Finalmente ho finito il libro che stavo leggendo da più di una settimana. Ci ho messo più del dovuto ma ho dovuto avere uno stop di tre giorni per un lavoro che ho svolto.
Il libro che ho letto è Qualcosa di Buono di Michelle Wildgen, da cui è stato tratto anche un film uscito da poco al cinema.

Mi sarà piaciuto?

Vediamo prima di cosa parla, poi lascerò spazio alle considerazioni.



Titolo: Qualcosa di Buono
Titolo Originale: You’re not you
Autore: Michelle Wildgen
Editore: Antonio Vallardi Editore
Prezzo: 15.90 €
Prezzo Ebook: 9.90 €

Trama

Kate è una giovane donna colta e raffinata, ha un buon lavoro, una bella casa e un affascinante marito, quando la sua esistenza viene sconvolta dalla SLA.
Bec invece è una studentessa confusa: frequenta i corsi di marketing senza entusiasmo e con scarsi risultati, ha una relazione senza futuro con un professore sposato e nessuna esperienza di assistenza ai malati.
Eppure Kate assume proprio lei.
Mentre il matrimonio di Kate con Evan, apparentemente perfetto, va in crisi, il rapporto tra le due donne si consolida ed entrambe cominciano a fare sempre più affidamento l’una sull’altra.
Anche se ormai quasi completamente paralizzata, Kate resta una donna arguta, capace di affascinare Bec e ispirarla. Così mentre la meticolosa e ostinata Kate comincia a influire sul caos esistenziale di Bec, quest’ultima porta una ventata di esuberanza nella compostezza di Kate.


Allora, prima di tutto devo dire che questo libro non mi ha entusiasmata del tutto. È una storia sicuramente importante per il tema trattato anche se, non essendo un’esperta in materia, non posso entrare nello specifico e dire se la malattia è stata descritta nel modo più veritiero possibile.
Si sa che è una malattia importante e che non da molte opzioni, ma probabilmente solo un dottore o chi l’ha vissuta può affermare se il libro ne parla in modo giusto e preciso oppure si lascia andare ad elementi più irreali.

Detto ciò a me è sembrato che venisse descritta bene anche se durante la lettura ho notato come, se non fosse stata l’autrice a specificare tramite la voce narrante, che le condizioni si erano aggravate, non sarei riuscita ad intuirlo dalle descrizioni che faceva del personaggio.

Il libro è narrato in prima persona e la voce narrante è quella di Bec che racconta la sua esperienza come assistente di Kate.
Se devo dare un voto a questa opera gli darei un 7: si alternano momenti in cui si vuol sapere come continua la storia e momenti che non invogliano a seguire la storia.
Credo che alcune situazioni siano state lasciate un po’ in sospeso, mi aspettavo una maggiore argomentazione sulla questione di Kate e Evan e invece a volte alcune situazioni sembrano ripetersi – forse anche per il fatto che chi narra è Bec – e invece altre non vengono affrontate nello specifico, come ad esempio alcuni momenti che affronta la stessa Bec e che qui non rivelo per non rivelare cosa succede nel libro per chi volesse leggerlo.

Due cose non ho apprezzato di questa opera.
La prima è la scarsa correzione; ci sono imprecisioni, parole scritte male che saltano subito all’attenzione di chi legge e che non sono state corrette.
La seconda è l’utilizzo di alcuni salti temporali. Spesso passa dal narrare qualcosa del presente a qualcosa del passato, confondendo il lettore (o almeno confondendo me). Più volte ho dovuto rileggere dei pezzi perché non capivo di cosa stesse parlando.

Riguardo al formato c’è da dire che la copertina rigida (tipica delle novità o di quei libri rispolverati dall’uscita dei film e abbelliti con nuovi vestiti) ha le sue scomodità ma si rovina di meno durante la lettura, cosa che non succede con le copertine morbide che rischiano di rovinarsi più facilmente; il font è abbastanza grande (cosa che detesto) poiché sembra voler allungare il numero di pagine, usando anche l’interlinea, a volte necessaria, a volte forse meno.
L’ultima pecca è per quanto riguarda il titolo.
Il titolo originale è You’re not you ed ha il suo senso all’interno della storia; la traduzione italiana invece vira su Qualcosa di Buono e vorrei sapere il perché di questo cambio, facendo perdere al titolo il suo vero significato.
I misteri della vita!

Onestamente non sono riuscita ad immergermi totalmente nella storia ma sicuramente vale la pena leggere questo libro per staccare un po’ dalle solite narrazioni, vivere qualcosa di un po’ diverso, inoltre l’uscita del film dà un volto ai personaggi, permettendo a chi legge di vedere chiaramente i contorni delle persone nella cornice della casa dove vive Kate.

Tiriamo quindi le somme.


Mi è piaciuto? Alla fine direi di si anche se gli ultimi capitoli si trascinano un po’.
Lo ricomprerei? Si ma non a prezzo pieno. Attenderei una versione più economica o prenderei la versione Ebook.
Lo consiglieresti? Si, se si vuole leggere qualcosa di diverso da un giallo o da una semplice storia d’amore.

Allora, che ne pensate? Voi l’avete letto? Siete d’accordo con me o l’avete trovato un capolavoro? Oppure un completo disastro?

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.