[Recensione] «Questa volta leggo» Unravel me di Tahereh Mafi

Buongiorno Lettori!

In questi giorni sono stata molto occupata, ma sono riuscita a leggere e terminare un libro per il Questa volta leggo; il tema di questo mese è la neve in copertina, così ho scelto Unravel me di Tahereh Mafi, perché intorno all’occhio mi sembra proprio che ci siano ghiaccio e neve, e insomma l’ho letto, così ho continuato questa serie che mi sta piacendo, ma non mi ha del tutto soddisfatta.

Unravel me
Tahereh Mafi
Rizzoli
Prezzo: 17.50 €
eBook: 8.99 €

Trama: Juliette è sfuggita alla Restaurazione e al suo leader che intendeva usarla come arma. Da quando vive al Punto Omega è libera di amare Adam, ma non sarà mai libera dal proprio tocco letale, né da Warner, che la desidera più di quanto lei credesse possibile. Tormentata dal passato e incapace di pensare al futuro, Juliette sa che dovrà compiere delle scelte difficili. Accettare il proprio potere distruttivo per metterlo al servizio della resistenza e, soprattutto, allontanare Adam pur amandolo con tutta se stessa.

Recensire il secondo libro di una serie non è semplice, quindi cercherò di evitare gli spoiler, soprattutto eviterò di entrare nello specifico relativamente ad alcune situazioni.
Juliette è una ragazza di diciassette anni con un particolare potere: ha un tocco letale. Sfuggita alla Restaurazione, si rifugia con Adam, il suo ragazzo, al Punto Omega dove viene accolta da Castle e Kenji. La permanenza in quel rifugio sotterraneo non è una vacanza, ma ci si prepara alla lotta, ci si prepara alla possibilità di sopravvivere e di vedere i giorni futuri.

Narrato in prima persona, come per il primo libro, è Juliette che racconta le sue vicende e quelle dei suoi amici, così come è lei che mette al corrente il lettore di tutti i suoi drammi, fisici e mentali. E qui arriva il primo problema di questo secondo volume: lei si lagna in continuazione. È una lagna continua, dall’inizio alla fine, con qualche intermezzo decente; a un certo punto ho sentito il bisogno di mettere un post it con scritto “La smettiamo di lagnarci?” nella speranza di avere una narrazione più pulita, priva di sono debole, non ce la faccio, e chi mi tocca si fa male, e voglio Adam e cose simili.

«Non fai altro che startene a rimuginare sui tuoi sentimenti. Hai dei problemi. Uèèè-uèèè. I tuoi genitori ti odiano ed è così dura dover indossare sempre i guanti perché ammazzi la gente che tocchi. E chi se ne frega. […] Per come la vedo io, hai cibo per riempirti la pancia, vestiti per coprirti e un posto dove pisciare quando ti pare senza che nessuno ti rompa le scatole. Quelli non sono problemi. Quella si chiama vita da re. E apprezzerei davvero molto se ti decidessi a crescere una buona volta e la piantassi di comportarti come se il mondo avesse cagato sul tuo ultimo rotolo di carta igienica. Perché è da stupidi […] Piantala di piangere. Smettila di startene al buio a rimuginare su quanto sei triste e sola.»

È un libro che, nonostante si focalizzi principalmente su Juliette, riesce a dare rilevanza ad altri personaggi, rendendo decisamente più interessanti le vicende altrui, piuttosto che quelle della protagonista. È un romanzo che si regge su Warner e Kenji, i due personaggi che riescono a dare rilevanza alle avventure del Punto Omega mentre, magari risulterò impopolare, ditemi qual è la rilevanza di Adam, a parte il suo continuo arrabbiarsi perché non può stare con Juliette.

Kenji è decisamente il mio personaggio preferito, il giusto mix di forza e allegria, sempre pronto, con la parola giusta o la lezione da dare.
Un altro personaggio che realmente adoro e che non vedo l’ora di incontrare nel terzo volume è Warner, perché non nasconde ciò che ha fatto, non si erge a paladino drammatico, non piange su ciò che ha fatto; è un personaggio che si rialza, che si mette in gioco e che forse ha sofferto tanto quanto Juliette, eppure non si piange addosso.

In questo volume si parla della guerra, di ostaggi e decisioni prese in fretta, eppure ci si focalizza troppo sui rapporti privati e sulle lagne di Juliette.
Narrato con uno stile fluido, c’è una cosa che proprio non ho sopportato, che mi ha disturbata nel profondo: i numeri. I numeri sono inseriti come cifre e questa è una cosa che, giustificazioni a parte, non tollero in un testo. Lei racconta e nel bel mezzo di una frase, invece di scrivere “uno” ci mette un bel 1 così ammazza totalmente la frase.

Insomma, un secondo volume che ho letto con piacere per il suo scorrere facile e per la presenza di personaggi che si fanno amare, ma spero di avere qualcosa in più nel terzo volume, perché in questo è mancata la scintilla, quella voglia di proseguire ininterrottamente per sapere come finirà la storia. E il premio va comunque a Warner che, perdonate il francesismo, è figo da morire!

E voi avete letto o state leggendo questa serie? A me alla fine non sta dispiacendo, ma spero di sentire meno lagne nel terzo volume, perché diciamocelo, non si è mai lamentato Harry Potter, non capisco perché si debba lamentare Juliette (e Harry ha una sfiga pazzesca, in termini di parentele).

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

9 Replies to “[Recensione] «Questa volta leggo» Unravel me di Tahereh Mafi

  1. concordo in tutto, avevo coniato il soprannome Lagnette. Non mi è dispiaciuto ma mi aspettavo qualcosa di più da questo libro (e questa saga). Avrei preferito più azione e meno lagne ecco

  2. Avevo letto il primo di questa serie, mi era piaciuto molto, ma visto quello che leggo sui seguiti… non so, ho paura di rovinarmi il bel ricordo.

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