Sei bravo, hai talento, ma per me… è no!

Buongiorno Lettori!

Finalmente è arrivato il fine settimana (ok manca un giorno ma è come se fosse già arrivato!). Ieri sono andata di nuovo a correre, quindi sono stata brava, così brava che oggi voglio invece parlarvi di quei libri che a molti saranno piaciuti, famosi in ogni landa, e che invece a me proprio non son andati giù! O meglio, sono andati giù ma a fatica!

Non ricordo bene chi diceva una frase simile, come il titolo del post, probabilmente era presente nelle prime edizioni di X-Factor (che io non guardavo) ma diciamo che per me questi libri sono riassunti in questa frase: “Sei bravo, hai talento, ma per me è no!”.
È no perché se quando leggo non vedo l’ora di finire non per la gioia, ma per la noia o l’assurdità, o per chissà quale motivo, c’è qualcosa che non va. E allora iniziamo a vedere quali sono questi bei libri!

Il mio destino sei tu
Megan Maxwell

Trama: Tony è una popstar. A Los Angeles non c’è festa in cui non si balli al ritmo sfrenato della sua musica, non c’è attore o VIP che non lo voglia come ospite ai propri party. E Tony è anche molto affascinante: gli basta uno sguardo per conquistare una donna, una canzone per farle battere forte il cuore… Ruth è una giovane donna coraggiosa. La vita le ha chiesto molto e lei non si è mai risparmiata, né con la sua famiglia né con l’uomo che ha amato più di se stessa. Eppure, nonostante la sua generosità e la sua forza, le cose per lei non sono ancora andate per il verso giusto. Tony incontra Ruth a una festa: la ammira dall’alto del suo piedistallo di gloria, dato che lei è una semplice cameriera, e vorrebbe sedurla, averla subito. Ma Ruth non ha tempo per le avventure e conosce fin troppo bene l’egoismo e la crudeltà delle persone famose. Tony e Ruth non potrebbero essere più diversi. Ma ciò che sentono l’uno per l’altra è molto più forte di quanto entrambi siano disposti ad ammettere…

Odiatemi pure. Fatelo, davvero, perché andando su Amazon ho trovato davvero tante belle recensioni, ma che ci posso fare? A me questo libro non è proprio piaciuto. È tra i primi libri comprati quando ho aperto il blog. Pensavo ad una bella storia e invece… È stata la mia prima recensione negativa, se non sbaglio. (Se volete leggerla, è qui) Io ho trovato questo libro noioso, con continue scene di sesso, una pagina si e l’altra pure, con lei è che è la sfiga fatta persona e lui invece che si sente Zeus sceso dall’Olimpo. Insomma, l’autrice è molto conosciuta e amata, magari avrà scritto anche altre storie belle, ma per me… è no!

Un uso qualunque di te
Sara Rattaro

Trama: “È quasi l’alba di un giorno di primavera e Viola,madre e moglie inquieta e distratta, riceve una telefonata. È il marito che le dice di correre subito in ospedale. Ma Viola non è nel suo letto. Comincia a rivestirsi in fretta e tra un reggicalze che non si chiude e le décolleté lasciate chissà dove, cerca di richiamare Carlo per sapere in quale ospedale andare e che cosa sia successo. E così sullo scolorare della notte, mentre i semafori si fanno sempre meno luminosi e i contorni delle strade diventano più netti, Viola arriva dove avrebbe dovuto essere da ore. Quella che ci racconta senza prendere mai fiato è una vita fatta di menzogne, passione, tradimenti, amore, sensi di colpa e rimpianti. Ma adesso non è possibile mentire, il terrore e la verità la aspettano in quella stanza d’ospedale dove le sue bugie non la potranno più aiutare. Un’emozionante confessione femminile così autentica da lacerare il cuore.”

Qui accade di nuovo. Un’autrice amata da molti, che scrive anche bene e che… seriamente quel finale? No davvero, perché quando ho letto quel libro, magari non saltava in cima alle mie liste preferite, ma neanche mi dispiaceva, e poi… Credo di aver letto uno dei finali più assurdi di tutte le storie (almeno quelle lette da me) e se sarò un po’ cattiva mi dispiace, ma quel finale è stata una mazzata tra capo e collo. Era una bella storia, l’autrice è anche brava ma questo libro, alla fine, è no!

Dimmi che credi al destino
Luca Bianchini

Trama: Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. L’ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l’Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

Con Bianchini adesso ho un problema. Mi piace, o almeno mi piaceva, perché adesso ho paura. Quando lessi Se domani farà bel tempo, avevo gli occhi a cuore. Quanto mi è piaciuto quel libro? Tanto! Tanto da comprare subito Instant Love che ho adorato e tanto da comprare i suoi romanzi a scatola chiusa, fidandomi della bellezza delle sue storie. E poi scrive Dimmi che credi al destino e mi crolla un mondo. Io leggevo e leggevo e mi domandavo, ma la storia dov’è? Qual è? È mancata quel parte forte, quello spunto necessario a far decollare un romanzo che dalla sua parte aveva la scrittura semplice e divertente di Bianchini. Questo flop (almeno per me) è proprio un no!

Un giorno
David Nicholls

Trama: È l’ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un’epoca. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, l’indomani lasceranno l’università. È il 15 luglio 1988, e per la prima volta Emma e Dexter si amano e si dicono addio. Lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza, sempre consapevole dei suoi privilegi, delle sue possibilità economiche e sociali. Ad attendere Emma è invece un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra, nachos e birra, una costante insicurezza fatta di pochi soldi e sogni irraggiungibili. Ma per loro il 15 luglio rimarrà sempre una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d’estate tornerà a brillare. Dove sarà Dexter, cosa starà combinando Emma? Per venti anni si terranno in contatto, e per un giorno saranno ancora assieme. Perché quando Emma e Dexter sono di nuovo vicini, quando chiacchierano e si corteggiano, raccontandosi i loro amori, i successi e i fallimenti, solo allora scoprono di sentirsi bene, di sentirsi migliori. Comico, intelligente, malinconico, Un giorno cattura l’energia sentimentale delle grandi passioni: i cuori spezzati, l’intricato corso dell’amore e dell’amicizia, il coraggio, le attese e le delusioni di chiunque abbia desiderato una persona che non può avere.

Fregata dalla musica direi. Gli One Republic cantavano Good Life e io amavo quella canzone, riusciva a crearmi uno stato d’animo romantico già dall’inizio, e quando ho letto la trama di One Day mi dicevo che sarebbe stato il libro perfetto, quello che mi sarebbe rimasto nel cuore, mi avrebbe fatto innamorare e sognare. E invece mi sono annoiata. Contavo le pagine per arrivare alla fine, leggevo altro, poi lo riprendevo, poi una sera mi sono impuntata e ho detto “basta!”. L’ho finito e ho sperato di trovare presto una bella lettura. Insomma questo libro è piaciuto davvero a tante, tante persone, ma per me è un grande, mega, gigantesco no!

Dite che mi sono sfogata? Beh in molte magari non sarete d’accordo con me, ma diciamocelo, ognuno di noi ha quel libro proprio no, quindi perché non mi dite qual è? Io aspetto i vostri commenti, intanto leggo, come al solito, un libro!

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

12 Replies to “Sei bravo, hai talento, ma per me… è no!

  1. I primi tre non li conosco ma Un giorno….anche per me è un no…due volte l’ho iniziato e due volte a metà l’ho abbandonato!!

  2. mi piace questa nuova rubrica. Diversa dalle altre e libera di dire quello che non ti piace. Tra questi titoli non mi aspettavo di leggere la Rattaro,,

    1. Ti ringrazio! Ogni tanto ho proprio bisogno di sfogarmi! XD Comunque la Rattaro so che è molto brava, ma per me quel libro proprio non rende. Ho trovato il finale sciocco…

  3. Io ho amato molto Un giorno, anche se avrei volentieri preso a pugni il protagonista maschile. Per la Maxell non posso che darti ragione: ho cangurato tra le pagine…tanto umorismo involontario.
    Simpatica e sbarazzina la rubrica. Complimenti.
    Lea

    1. Ahahaha a me invece dava l’orticaria lei. Sulla Maxwell mi segno il termine cangurato perché credo sia perfetto! Leggendo ho pensato che non c’era mai fine alla ricerca di posti per accoppiarsi XD
      Grazie per tutto 😀

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.