Vacanze romane: Scheggia on the road with La Libridinosa

Buongiorno Lettori!

Oggi vi beccate un post riassunto/delirio del giorno che io e Laura (La Libridinosa) abbiamo passato insieme, in quella città eterna che è Roma, dirette alla Sala stampa della Camera dei Deputati, per ascoltare Pierpaolo Mandetta che parlava del suo libro insieme alla Senatrice Cirinnà.
Come sapete, ho letto Dillo tu a mammà (e vi invito a leggere qui la recensione) ma quello che non sapete è che, una settimana prima (Bè il giorno preciso non lo ricordo) di Pontremoli, Laura mi chiama e mi domanda con nonchalance, se fossi stata disponibile il 25 luglio ad andare al centro di Roma, in sua vece, alla presentazione del libro di Mandetta.
Embè, che dico no?
Ovviamente ho detto sì, gironzolando allegra per casa, raccontando tutto a Sherpa. E voi direte, Laura allora che c’entra a Roma?
Bè tempo poche ore e trova anche lei i biglietti del treno, quindi con famiglia (marito Davide e Stefano figlio) e trolley verrà anche lei a Roma.

E allora, giunge il 25 luglio.
Stranamente Roma decide di non farci morire di caldo, o meglio, ha fatto molto caldo ma non come in questi giorni, e io la ringrazio. 
Ah! Voi direte, ok ora ci racconti la giornata, ma prima una piccola parentesi: come ci si veste per andare in un luogo come la sala stampa dove ci sarebbe stata la presentazione? Il panico. Ho scritto a Laura fino al giorno prima Che ti metti? E le scarpe? E mannaggia odio i miei fianchi. Potevo nascere alta, snella e modella?
Insomma, dopo mille peripezie, elegante rispetto ai miei soliti standard, mi avvio e prendo la metro per andare a Termini, dove mi aspetta Laura che ormai è arrivata. 
Ti aspetto davanti al Mc Donald’s. Già. Peccato che dentro la stazione ce ne siano due… e io vado davanti a quello sbagliato.

Finalmente raggiungo Laura, conosco Davide, saluto Stefano e siamo pronti per… mangiare! Vi aspettavate qualcosa di diverso? Tsè!
E parte il toto – cibo. Mc Donald’s? No. C’è un Burger King? A più di un km. E un panino o una piadina? Ah boh. Camminiamo che qualcosa troviamo. 
E troviamo la pizzeria, così si accende la lampadina: supplì
A Pontremoli (anzi sempre) ho raccontato dei supplì, grande protagonista nelle pizzerie (almeno a Roma e nel Lazio, perché altrove non li hanno). Ho raccontato della mia faccia distrutta quando a Torino, come antipasti avevano la focaccia e non i supplì, della faccia di Sherpa che mi spiegava che non li hanno fuori Roma, che non si usano. 
Bè insomma, entriamo in questa pizzeria e la signora ci saluta allegra, di una simpatia unica e sceglie i supplì più grandi per Laura, Davide e Stefano, io invece faccio la signorina ed evito di mangiarlo, limitandomi alla pizza (la verità è che avevo mangiato supplì due giorni prima e ho pensato di darmi un contegno). 

Dopo la mangiata (molto buona la pizza) torniamo a Termini in attesa del taxi, con i tempi stretti e il trolley (che più di una volta abbiamo rischiato di lasciare come bene culturale nella città eterna dimenticandolo anche al mc donald’s, ma tranquilli, dentro c’erano pantaloni e magliette di cambio).

Finalmente arriviamo davanti al palazzo, ci controlliamo, ci sistemiamo, siamo belle ed eleganti (io con le zeppe che maipiù), salutiamo marito e figlio ed entriamo.
La prima cosa che cerco? Il bagno. I miei piedini da fata necessitano di cerotti e non ditemi mai più che le zeppe sono tacchi comodi. Camminare a più di 6 cm da terra non è comodità, è una mossa scorretta contro la natura, che ti si rivolta contro e ti manda contro dolori come puntaspilli. Insomma, armata di una valanga di cerotti, che neanche in Grey’s Anatomy, riesco a sistemare la situazione (con le zeppe che ancora ridono di me) e ci andiamo a sedere.

Ora ditemelo: a che banco vi sareste messe?
Io e Laura ci siamo guardate intorno un paio di volte e poi ci siamo piazzate al primo banco, al più ci fanno alzare! E alla fine inizia la presentazione.
Era la prima volta che vedevo Pierpaolo Mandetta e devo dire che sono rimasta colpita: quel ragazzo ha una luce negli occhi, un’emozione e un continuo sguardo rivolto al suo compagno, che saremo fortunati ad avere un terzo di quelle attenzioni. Gli trema la voce, gli occhi brillano, il sorriso è presente. Lo so, c’erano altre persone, ma Pierpaolo ha brillato.

Abbiamo scoperto, grazie al Sindaco di Trentinara, R. Carione, che esiste davvero la via dell’Amore, con tutte quelle mattonelle e le dediche. Insieme a Pierpaolo, alla Senatrice Cirinnà, al Sindaco Carione e all’Onorevole Sabrina Capozzolo, abbiamo ascoltato la storia di un libro che nasce per amore e voglia di raccontare, un libro che come sapete per me è un inno all’amore.

Finita la presentazione, ci siamo riuniti per delle foto di rito, ci siamo messe in posa (abbiamo mostrato l’abbigliamento bello) e alla fine ci siamo avventurate per Roma, alla ricerca di marito e figlio. Raggiunti a Piazza Navona, abbiamo iniziato a camminare (Davide conosce Roma meglio di me, ma si sa che io come navigatore faccio schifo).
Zeppe a parte (Stefano si è stancato prima di me, sia messo agli atti!) siamo arrivati alla Fontana di Trevi, abbiamo continuato a camminare e camminare, su salite che ancora mi domando quando siano state create e alla fine arriviamo alla Metro e ci fermiamo a Termini per un gelato veloce, prima che la famiglia Libridinosa riprenda il treno. 

Come al solito, il momento dei saluti è quello più triste. Salutare Davide che è stato gentilissimo con me e ci ha fatto da Cicerone (dopo aver capito quanto io sia inutile in quella veste), Stefano che è stato compagno di camminate e dolori e che alla fine mi ha abbracciata e salutata così forte che già mi mancava e poi Laura. Io per lei non so mai che parole usare. La malinconia, che ti avvolge e che nei saluti surclassa la gioia di una giornata, mi ricorda che ho incontrato e sto conoscendo passo dopo passo, una persona così fantastica ed euforica che i km di distanza spariscono.
E forse è per questo che ho resistito tutto il giorno con le gambe a pezzi e i piedi distrutti: alla fine della giornata lei sarebbe ripartita quindi volevo godermi ogni istante in sua compagnia.

Bè che dire? Questo è il mio resoconto di una giornata pazza, folle, bella e con una Roma che ha fatto da sfondo alla nostra gioia. E adesso ho anche il libro di Tommaso Fusari con tanto di dedica, regalatomi da Laura che ogni volta mi stupisce!

Già mi manca, ma lei questo lo sa, anche se lo dico poco perché si sa, io non sono molto brava a dire cosa provo, ma magari lei lo sa lo stesso.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura.
Entro in libreria ogni volta che ne ho l’occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza.
Amo il mondo dei libri e dell’editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci.
Io continuo a sperare!

6 Replies to “Vacanze romane: Scheggia on the road with La Libridinosa

  1. Splendido resoconto! Mi manca Roma e l’ho ritrovata nelle tue parole.
    Dev’essere stato davvero un incontro speciale dentro e fuori dalla sala stampa!!

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.