[Recensione] Il rumore della pioggia di Gigi Paoli

Buongiorno Lettori!

Inizia la settimana e come sempre ho mille cose da fare. Ieri avrei voluto leggere tanto, ma alla fine ho passato gran parte della serata a organizzare le letture del mese, che sarà bello intenso.
Sicuramente Marzo è iniziato con una bella lettura (e meno male, direi!) che mi ha piacevolmente stupita. Oggi vi parlerò di Il rumore della pioggia di Gigi Paoli, primo volume della serie Gotham, con protagonista il giornalista Carlo Alberto Marchi.

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Gigi Paoli
Giunti Editore
Prezzo: 10.00 €
eBook: 4.99 €

Trama: Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo di Giustizia, quando apprende una notizia davvero ghiotta per un cronista di giudiziaria a corto di esclusive: all’alba, in un antico palazzo di via Maggio, la prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré coltellate l’anziano commesso del negozio di antichità religiose più rinomato di Firenze. Un caso molto interessante anche perché il palazzo è di proprietà della Curia e sopra al negozio ha sede l’Economato. Marchi si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di tirar fuori uno scoop e chiudere finalmente la bocca al direttore del Nuovo Giornale. Sempre correndo come un pazzo, intendiamoci, perché a casa c’è Donata, la figlia di dieci anni che inizia a lanciare i primi segnali di un’adolescenza decisamente in anticipo. Ma stavolta conciliare il ruolo di padre single con quello di reporter d’assalto sembra davvero un’impresa disperata: sì, perché c’è tutto un mondo che ruota intorno al delitto di via Maggio e le ipotesi che si affacciano sono sempre più inquietanti. Su tutte, l’ombra della massoneria, che in città è prospera e granitica da secoli. E l’inchiesta corre veloce in una Firenze improvvisamente gotica e oscura.

Divisore Scheggia

Carlo Alberto Marchi, giornalista del Nuovo e che si occupa della cronaca giudiziaria, è il protagonista di questa serie scritta da Gigi Paoli e che racconta di come le vicende dei giornalisti e forze dell’ordine s’intreccino quotidianamente.

Nel pieno della crisi che continua a colpire la carta stampata, a Firenze viene ritrovato morto il commesso di un negozio di antichità religiose, che si trova nel palazzo dove ha sede l’Economato della curia.
Su questo caso molto particolare si intrecciano le strade di Marchi, del Colonnello Umberto Lion e del Piemme Mastrantonio.

Sempre alla ricerca della notizia, Marchi racconta in prima persona la sua vita da giornalista, impregnato anche nella vita da una figlia quasi adolescente, che sta crescendo da solo, con l’aiuto di una babysitter che gli costa buona parte dello stipendio.

Una prima particolarità di questo libro è proprio nella narrazione, che si alterna tra la prima persona di Marchi e il narratore esterno che racconta come procedono le indagini, seguendo i movimenti e i ragionamenti di Lion e Mastrantonio.
Una scelta che inizialmente mi ha lasciata perplessa e che in seguito ho capito e approvato: non sta al giornalista scoprire il colpevole. Si, deve indagare per avere una storia, una notizia da mettere in prima pagina, ma deve fare il suo lavoro, senza sconfinare in quello delle forze dell’ordine o dei magistrati.

Questo libro mi è piaciuto molto, soprattutto perché Paoli ha stima del lettore e non si perde in spiegazioni futili riguardo il giornalismo; ci evita pagine e pagine con spiegazioni che non servono, su cosa sia un buco e altre nozioni che si possono cercare nel web.

I personaggi sono ben caratterizzati e costruiti, anche se ho trovato la partenza un po’ lenta a causa degli aneddoti di Marchi su colleghi e fonti; un po’ prolisso in quel caso, ma ne comprendo l’utilità dovendo presentare dei personaggi di una serie.

«La mamma dice che da oggi stiamo insieme» mi disse abbracciando un piccolo peluche di Nemo, il suo cartone animato preferito. 
È anche il mio preferito, pensai. 
Perché lì la mamma schiatta al terzo minuto del primo tempo.

Marchi è un gran bel protagonista, che non ha la sindrome da super eroe e che anzi, mostra al lettore le difficoltà dell’essere genitore e del riuscire a conciliarlo con il suo lavoro.
E adesso passiamo al caso!
Paoli mi ha fregata! Alla grande! Per questo lo ringrazio!
Non è facile scrivere un giallo, non è facile depistare il lettore, lui però ci è riuscito e lo ha fatto in grande stile.
Una serie che continuerò a leggere perché è originale, non si perde in narrazioni inutili; è scorrevole e ci presenta dei personaggi semplicemente umani, in una Firenze vissuta e che ci viene descritta con la realtà di chi la vive e non con l’illusione del turista.

Per me Firenze era diversa, fors’anche perché, negli anni, ne avevo conosciuto i suoi lati più oscuri. Il Palazzo di Giustizia era una cattedrale gotica in una città gotica. 

Una bella partenza per questa serie, che sicuramente continuerò, incuriosita da Marchi, dal suo essere giornalista, padre e grande rompiscatole per ogni magistrato, carabiniere e singolo cittadino!

E voi conoscete questa serie?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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