Buongiorno Lettori,
oggi vi parlerò di un libro per me davvero deludente. L’ho comprato avendo altissime aspettative e sono rimasta profondamente delusa. Vi parlo di La felicità nei giorni di pioggia di Imogen Clark, edito Libreria pienogiorno.
La felicità nei giorni di pioggia
Imogen Clark
Libreria pienogiorno
Prezzo: 17.95 €
eBook: 9.99 €
Trama: Romany ha da poco compiuto diciott’anni ed è sul punto di muovere i primi passi nell’età adulta quando si ritrova improvvisamente sola senza sua madre, Angie, l’unico genitore che abbia mai conosciuto, portata via da un male repentino. Nella sua lettera di commiato, consegnata a un avvocato, Angie ha incaricato i suoi più cari amici di prendersi cura della figlia durante il suo ultimo anno di scuola superiore. Ognuno dei quattro tutori possiede una visione della vita che la donna vuole lasciare a Romany come eredità: c’è Tiger, l’eterno giramondo; Leon, timido e pratico, con il suo genio musicale inesplorato; e Maggie, brillante e sicura di sé, che si identifica a tutto tondo con la sua professione. Tutti loro si conoscono fin dai tempi dell’università. Ma la quarta tutrice, Hope, è invece un mistero di cui non avevano mai sentito parlare prima… È l’inizio di un viaggio in cui ciascuno dovrà fare i conti con il dolore della perdita, con l’incredulità, con fantasmi del passato da affrontare e misteri da dipanare. E mentre ognuno sfida le proprie paure, a volte vincendole, a volte scendendoci a patti, Angie, quella che vedeva più lontano di tutti, insegna loro che ci vuole una tribù per crescere, se stessi e pure una bambina.
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Questo libro è stato una grande delusione. Il mese di gennaio è stato costellato da libri che non mi hanno conquistata, però mi ha permesso di fare un po’ di pulizia nella mia libreria, smaltendo alcuni arretrati, tipo questo.
Anche se la mia bambina parte per la grande avventura della vita senza la sua mamma accanto, a proteggerla avrà voi quattro, i suoi angeli custodi. So che non potrebbe essere in mani migliori.
La trama promette un racconto denso di emozioni e all’inizio sembra proprio che sia così, con l’apertura della famosa lettera alla morte di Angie, l’incredulità di tutti e la tristezza del momento.
Dalle prime frasi ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un libro che avrebbe potuto davvero emozionarmi, soprattutto perché l’obiettivo di Angie è quello di aiutare la figlia che, in un momento delicato della crescita, si ritrova senza genitori, non avendo mai conosciuto il padre.
Il problema è che invece di parlare di ciò che accade dopo, magari facendo solo qualche accenno al passato, l’autrice decide di partire dall’inizio e di raccontare come si sono conosciuti questi tutori, l’evoluzione del loro rapporto con Angie negli anni e come si sono svolte le loro vite fino alla morte della loro amica.
Per questo motivo ho trovato la trama scollegata dal contenuto.
L’ho trovato estremamente prolisso, incapace di farmi provare quelle emozioni promesse in copertina.
La stessa scrittura non mi ha convinta, mi aspettavo decisamente di più. Nelle sue parole non ho mai trovato emozioni forti. Un libro che non mi ha lasciato nulla, se non la sensazione di aver perso tempo.
Mi sarebbe piaciuto trovare una bella riflessione sul lutto, che l’autrice lo raccontasse parlando anche dei vari modi di affrontarlo, essendo diverso per ogni persona, ad esempio Romany ha perso la madre, mentre i tutori hanno perso un’amica.
Mi è mancata la profondità in questo racconto che, in circa 400 pagine, non è riuscito mai a coinvolgermi, anche a causa degli adulti che, seppur investiti del ruolo di tutori, sono i primi ad adottare dei comportamenti sciocchi e agiscono come se fossero perennemente bloccati agli anni del college.
Parliamo adesso dei personaggi.
Ci sono gli amici storici di Angie che sono Tiger, Maggie e Leon, poi c’è Hope che loro non conoscono e che Angie ha incluso nella sua lettera, con lo sgomento di tutti. Infine c’è Romany, che ha appena perso la madre e che non conosce il padre.
La figura di Romany in realtà non viene approfondita anzi a parte brevi momenti, è del tutto secondaria.
Per quanto riguarda Hope, ho trovato il tutto abbastanza infantile, sia da parte sua che da parte di Angie.
Maggie, Leon e Tiger non sono riusciti ad entusiasmarmi, forse solo Tiger, l’eterno giramondo che fatica a rimanere fermo in un posto per troppo tempo.
Maggie e Leon invece sono personaggi piatti, che si accontentano di quello che hanno senza mai lottare per la felicità, incapaci di prendere delle decisioni, che si lasciano andare al corso degli eventi; cambia qualcosa giusto alla fine, ma poco.
Ho trovato questo libro davvero piatto e deludente e mi dispiace perché avevo alte aspettative, anche dopo aver letto pareri entusiasti su questa storia.
Evidentemente non è il libro per me.

Qui continuo a collezionare libri Meh! Speriamo nel mese di febbraio!
Scheggia
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