[Recensione] La nona casa di Leigh Bardugo

Buongiorno Lettori!

Ve lo dico subito: ultimamente non vi di lusso coi libri!
Oggi vi parlerò di un libro che ho letto recentemente e che onestamente ho trascinato per un bel po’. Questa recensione sarebbe dovuta uscire giorni fa, avendo avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima, grazie a Mondadori che ringrazio per la copia, ma proprio non sono riuscita a finire il libro in tempo.

Sapete quanto io abbia adorato Sei di corvi e Il regno corrotto, sto anche leggendo in inglese la trilogia Grisha, quindi questo può farvi capire quanto io ami la Bardugo e quanto forte sia la delusione con La nona casa, uscita in questi giorni per Mondadori.

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Leigh Bardugo
Mondadori
Prezzo: 19.90 €
eBook: 9.99 €

Trama: Galaxy “Alex” Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent’anni, è l’unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l’impensabile. Ancora costretta in un letto d’ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov’è l’inganno? E perché proprio lei?

Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto “tombe” senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.

Divisore Scheggia

Io stavolta vado dritta al punto: il libro è lento. Troppo lento.
Parlarvene è anche difficile perché per la prima metà del libro si fa fatica a dare un senso alle pagine, quindi in realtà è come se questa storia fosse divisa, non nel prima e dopo come ce lo presenta la Bardugo, ma in prima e seconda parte.

La confusione regna sovrana di tutta la parte iniziale: ho faticato a capire cosa stesse facendo Alex, cosa fosse successo, il perché si trovasse a Yale.

In questo libro, la Bardugo ci porta alla scoperta delle società segrete di Yale, dei culti, delle credenze e della magia che si nasconde a portata di tutti.
Come idea è decisamente interessante e potente, ma mal sfruttata nelle prime 200 pagine, dove sembra di assistere a una continua introduzione, faticando anche a comprendere i personaggi principali.

Nella seconda parte cambia proprio il registro.
Si capisce un po’ cos’è successo a Darlington, ma soprattutto Alex sembra tirar fuori il suo carattere, iniziando a indagare su un caso di omicidio.
L’intreccio con le società segrete si fa sempre più interessante, soprattutto perché si mischiano elementi di magia, l’intreccio tra vivi e morti con presenze basilari del campus: i ragazzi.
Ricchi, a volte spudorati e senza vergogna, senza filtri: la Bardugo ci racconta i lati peggiori delle feste e dei post, con l’utilizzo delle droghe e le conseguenze irreparabili.

Si passa da una Alex priva di carattere, a una Alex che non si tira indietro e che agisce per proteggere le persone alle quale tiene.
Ecco. La seconda parte si legge e si ha l’impressione di assistere davvero a un bel primo numero.
Peccato però per tutte le prime 200 pagine.

I personaggi si arricchiscono man mano che la storia prosegue.
Inizialmente sembra che i protagonisti siano solo Alex e Darlington, ma con il proseguire della storia si capisce che nessuno è secondario, anzi si ha la possibilità di scoprire bene anche quelli che sembravano inizialmente messi sullo sfondo. Emergono i lati di ognuno di loro e si traccia una linea di congiunzione tra i vivi e i morti.

I misteri si infittiscono e la penna della Bardugo, a livello stilistico, non delude. È sicuramente ben scritto e da un certo punto in poi ti sa prendere e accompagnare fino alla fine, ma ci si arriva anche dopo un bel po’ di fatica. Sicuramente un altro elemento destabilizzante, soprattutto all’inizio, è l’alternarsi di capitoli ambientati nel presente e altri nel passato.

C’è sicuramente tanto da scoprire nel secondo volume, ma sono indecisa se leggerlo o meno, un po’ provata dall’inizio di questo.
A me dispiace tantissimo, ma dovendo valutare totalmente il libro, per me è un quasi, nel senso che la seconda parte ti prende e ti conquista, ma si trascina un inizio pesante e che rischia di scoraggiarne la lettura.

Un piccolo inciampo per la Bardugo, ma potrebbe riprendersi, giusto?
Voi lo leggerete?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

2 Replies to “[Recensione] La nona casa di Leigh Bardugo

  1. Mi trovi d’accordissimo. Il primo 60% è penoso per quanto fa cadere le braccia. Arrivata a quel punto non capivo nemmeno più se a parte Alex i personaggi che incontravo li avevo già visti.

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