[Recensione] L’estate che ho dentro di Viviana Maccarini

Buon pomeriggio Lettori!

Oggi arriva la recensione di un libro che non mi ha convinto pienamente e che secondo me avrebbe potuto dare molto di più. Il libro è L’estate che ho dentro di Viviana Maccarini, edito Rizzoli, che ringrazio per la copia.

L'estate che ho dentro, Viviana Maccarini, Rizzoli, Rizzoli ragazzi, Young adult, social, instagram, twitch, incidente, ragazzi, storia d'amore, scuola, amicizia, legami affettivi, romanzo per ragazziL’estate che ho dentro
Viviana Maccarini
Rizzoli
Prezzo: 16.00 €
eBook: 9.99 €

Trama: Sparire. È questo l’unico programma di Nina per l’estate. E non perché la sua vita non le piaccia. A dir la verità, la sua vita di prima non era affatto male: scuola, social, amiche e nuoto. Ma di tutto questo, dall’incidente in motorino, è rimasto ben poco. Solo profonde cicatrici, nascoste dalle bende che avvolgono un viso in cui Nina non si riconosce più. Così, mentre i suoi amici fantasticano su dove trascorrere le vacanze, Nina una meta ce l’ha già: Volpedo, lo sperduto paesino in collina dove abita il padre, Gabriel, “uno spirito libero”, come lo definiscono tutti. È il posto perfetto per nascondersi dal resto dell’umanità. Anche se lì Nina non è affatto sola: c’è Tommaso, con i suoi misteri; c’è Alisha, la ragazza del mini-market, e poi c’è Filo, l’amico di una vita, che sa sempre dove trovarla. Quando nella sua mente cominciano a risuonare le parole dello psicologo dell’ospedale, che le ha consigliato di iniziare un diario, Nina ne crea uno virtuale, fatto di video, foto e riflessioni che posta sui social con lo pseudonimo di Mia. E quando i follower cominciano ad aumentare, insieme ai like e ai cuori sotto i post, per Nina è il momento di smettere di nascondersi, sfilare le bende e ricominciare. In un’estate che si porterà dentro per sempre.

Divisore Scheggia

Non avevo ferite gravi ma avevo ferite profonde, che sarebbero diventate cicatrici, e avrebbero messo radici sulla mia faccia.

L’estate che ho dentro di Viviana Maccarini è uno Young adult edito da Rizzoli.
La storia è quella di Nina, una ragazza di quattordici anni che, in seguito a un brutto incidente in motorino, si ritrova con il volto bendato, con dei segni che inevitabilmente le resteranno sulla pelle del viso.

Dopo aver passato del tempo in ospedale, aver allontanato tutti gli amici tranne Filo, Nina decide di andare dal padre, che non vede da anni, e passare l’estate con lui a Volpedo, vivendo nel camper taccando alla vecchia casa della sua infanzia.

Arrivata dal padre, Nina vorrebbe solo rimanere isolata e far passare i giorni, ma pensa alle parole dello psicologo e l’idea di iniziare ad avere una specie di diario virtuale inizia a farsi spazio, mentre la convivenza con il padre risulta tutt’altro che facile, anche a causa della presenza di Tommaso, che reputa il padre di Nina un mentore in ambito fotografico.

Di base questo libro ha tutti gli elementi che apprezzo in storie del genere: l’importanza dell’amicizia, un minimo di storia d’amore, un percorso di crescita con l’aiuto di un gruppo di persone, il rapporto con i genitori, tuttavia alcuni aspetti mi hanno convinta meno.

Mi sarei aspettata un approfondimento maggiore sul piano psicologico e poi ho trovato un po’ troppo irreali e poco istruttive determinate scelte della protagonista e a favore della protagonista.
Quattordici anni sono pochi e mi sarei aspettata maggiore presenza da parte dei genitori, soprattutto nella situazione vissuta da Nina, che in alcuni momenti non andrebbe proprio sottovalutata.

Ho apprezzato l’uso fatto dei social, l’utilizzo di determinate piattaforme per parlare con le persone, utilizzandoli come una cura, un modo per mettersi in gioco e reagire, ma non ho apprezzato la facilità con la quale si arriva a partecipare a una festa, partendo con un genitore all’insaputa dell’altro, così come credo sia sbagliato far passare il messaggio che sia sufficiente la firma di un genitore per un contratto di lavoro, tenendo all’oscuro l’altro, con il quale si vive.
Avrei preferito una maggiore percezione della realtà.

«È un’onda, Nina. Anche Harry Potter se non sbaglio aveva una cicatrice, una saetta, eh?»
Rido, i miei occhi brillano di una gioia bagnata.
«Sì, ma lui era Harry Potter.»
«E Nina Vazquez Seta cos’ha che non va?»

Il finale è in linea con quanto mi sarei aspettata e sicuramente getta luce sull’importanza dei rapporti con le persone e in generale sui legami affettivi.

È un libro che si legge facilmente e sicuramente potrei consigliarlo a un pubblico giovane; è una lettura fresca che fa leva sull’accettazione di sé, soprattutto in un periodo difficile come l’adolescenza in questo momento storico, tuttavia non ho empatizzato in particolare modo con i personaggi, alcuni troppo stereotipati, altri troppo esagerati e poco realistici.
Il personaggio peggiore credo sia Leo, perché sembra ci sia stato quasi un giustificare il suo atteggiamento, quando invece avrei preferito una maggiore presa di coscienza e delle scure un po’ più vere.

È sicuramente una lettura piacevole, però avrei preferito un’attenzione maggiore a diversi aspetti, che avrebbero reso il libro più interessante, almeno per me.

Un libro che non definirei perfetto e che tuttavia merita una possibilità, soprattutto per spiegare quanto sia importante andare oltre l’aspetto fisico, soprattutto in un periodo difficile come quello dell’adolescenza, in un periodo di social fatti di filtri e persona all’apparenza perfette.

Scheggia

Cartaceo

eBook

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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