[Recensione] Lo strano viaggio di un oggetto smarritto di Salvatore Basile

Buongiorno Lettori!

Stamattina vi do il buongiorno con una nuova recensione e qualche comunicazione di servizio. Come sapete, da ieri è attivo un nuovo widget che vi permette di unirvi ai lettori fissi del blog, tramite la mail gmail. Qualcuno ha dei problemi, qualcuno no. Avevamo messo in conto che qualche problemino potesse esserci, per questo vi invito a mandarmi una mail o commentare sul blog se c’è qualche problema che vi impedisce di unirvi al blog. Cercheremo di risolvere il problema prima possibile.
Detto ciò, vi lascio il link al post di ieri, dove trovate anche il video guida per scoprire come unirsi al blog (clicca qui).

E adesso, parliamo di questo libro. Se mi avete seguita in questo mese, e so che è così, saprete che stavo leggendo Lo strano viaggio di un oggetto smarrito insieme a Leryn di Libera tra i libri, che ha aperto un gruppo di lettura per questo libro. Il motivo era semplice: in molte avevamo comprato questo libro e nessuno lo aveva ancora letto, nonostante la storia fosse così interessante da dover essere letta subito.
È arrivata l’occasione con Leryn, quindi libri in mano, abbiamo iniziato a leggerlo. Ovviamente ognuna di noi è un po’ rimasta indietro, qualcuna è andata avanti, ma il mio ringraziamento va a tutte coloro che hanno partecipato e si sono interessate alla storia di Michele ed Elena.

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Salvatore Basile
Garzanti
Prezzo:
eBook:

Trama: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. Ora c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è la storia di Michele, capostazione a Miniera di Mare, che ha ereditato il lavoro dal padre e che più di vent’anni prima ha visto la madre partire e non tornare. È anche la storia di Elena, una ragazza totalmente sopra le righe, sempre sorridente che sembra fatta di felicità e buone intenzioni.
Scritto in maniera impeccabile, pagina dopo pagina si assiste al traballante tentativo di Michele di uscire da casa sua, nella quale si è rifugiato per anni, per cercare la madre che non è più tornata e che sembra aver mandato un segno, dopo tanto tempo: quel quaderno rosso, quel diario che anni prima aveva preso, in ricordo del figlio.

Questo è un libro che si legge lentamente, a piccoli passi. Non lo considero un libro da divorare, perché i passi di Michele vanno assimilati, il carattere di Elena va dosato.
La loro storia s’intreccia per caso, complice una bambola che resta sul treno e che in breve rischia di aggiungersi alla collezione di oggetti smarriti che Michele conserva dentro casa, eppure per tutta il libro scopriamo che i veri oggetti smarriti sono Michele ed Elena, che a modo loro non riescono ad affrontare le difficoltà che la vita mette loro davanti, costringendoli a rinchiudersi o a nascondersi dietro una maschera di allegria.

Il viaggio di Michele è peregrinare buffo. Nonostante incontri personaggi stereotipati nei viaggi – il truffatore, il sognatore, un amico dal passato – Michele cammina per trovare quella verità che per troppo tempo è stata taciuta: la madre che fine ha fatto? Come ha fatto quel quaderno ad arrivare a lui? Perché in tutti quegli anni non l’ha mai cercato?

È un libro che per gran parte del tempo mi ha fatto stare bene, eppure ad un certo punto si è arenato. In un momento, non vi saprei dire in che pagina di preciso, perché una pagina in particolare non c’è, ho iniziato a pensare che fosse troppo, che la storia fosse andata troppo oltre, che ci fossero troppi avvenimenti tutti insieme. Ecco. È successo che ad un certo punto avrei preferito che il libro fosse finito. Ed è strano, perché la storia mi stava piacendo, ma il viaggio era arrivato alla fine e in quello spazio finale c’è stato troppo.

È una lettura che principalmente mi è piaciuta, ma la parte finale mi ha un po’ troppo rallentata. È sicuramente un libro che vi consiglio se cercate una lettura che vi possa accompagnare nei giorni, un po’ alla volta, accompagnandovi come in un viaggio in treno, stazione dopo stazione, fermata dopo fermata.

E voi avete letto questa storia? Vi siete innamorati della storia di Michele ed Elena?

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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