[Recensione] Morte nelle Highlands di Lucy Foley

Buongiorno Lettori!

Dopo qualche giorno di pausa torno sul blog con una recensione!
In questo periodo ho letto poco, anche perché mi sono arenata un po’ su alcuni titoli, oltre al fatto che fa davvero tanto caldo!
E per combattere queste temperature, oggi vi porto nelle Highlands, in inverno, alla notte di Capodanno, quando è meglio evitare i rimpatri, le riunioni tra vecchi amici e troppe casse di Champagne! Oggi vi parlerò di Morte nelle Highlands di Lucy Foley, un thriller edito Giunti, che ringrazio per la copia ricevuta.

Morte nelle HIghlands, thriller, Lucy Foley, Giunti editore, Agatha Christie, giallo, mistero, Capodanno, Neve, ghiaccio, Freddo, inverno, Amici, riunione, collegeMorte nelle Highlands
Lucy Foley
Giunti Editore
Prezzo: 19.00 €

Trama: Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l’ultimo dell’anno insieme. Per Emma, l’ultima arrivata, l’unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l’occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell’esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l’ospite viene ritrovato – morto – tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l’ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l’unica single del gruppo. Chi è l’assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima?

Divisore Scheggia

Notte di Capodanno. Viaggio tra amici. Segreti e verità mischiate. Alcool e soldi.
I boschi, la neve e il gelo sono la cornice di un viaggio tra amici, con Emma come organizzatrice che ha pensato a tutto per l’ultimo dell’anno: del buon cibo, tanta compagnia e un panorama suggestivo in una location per ricchi.
Un thriller questo che in realtà è più un giallo, che ricorda molto lo stile di Agatha Christie con il mistero che si dipana tra le maglie dell’intrigo.
Voci che si alternano e che ricostruiscono i giorni della festa e quelli del ritrovamento del cadavere, la cui identità resta sconosciuta al lettore fino alla fine.

Una narrazione semplice e scorrevole che da subito ci mette di fronte a una realtà: nonostante si conoscano da anni, tutti sono cambiati e stare insieme non è più facile come quando si stava ad Oxford.

Avrei avuto tutte le ragioni per essere invidiosa, eppure non lo ero. Non ci avrei giurato, ma quelle persone sembravano circondate da un’aura di disagio, di malcontento. Anche quando ridevano, scherzavano e si prendevano in giro, si vedeva che non erano sinceri. 

La narrazione si alterna tra il prima e il dopo, dal loro arrivo a quando si scopre il cadavere e si risolve l’enigma; a questi momenti si aggiungono i ricordi del passato, dei giorni del college, che svelano parte dei segreti che si custodiscono da anni.
Nessuno di loro è innocente. Nessuno di loro è davvero un amico.

Ad ogni capitolo sembrano cambiare colpevole e vittima, almeno fino a metà libro, perché a me è capitato di perdere un po’ d’interesse.
Secondo me sono stati inseriti un po’ troppi elementi che, invece di creare suspense, hanno creato un po’ di confusione, facendo rientrare l’omicidio in un quadro più grande e non necessario.

Sicuramente è un giallo godibile, un po’ prolisso in alcuni punti, ma ha un pregio: non si riesce ad apprezzare nessuno del gruppo di amici. Tutti così falsi e invidiosi che ognuno di loro potrebbe essere vittima e carnefice.
Tra loro spunta Miranda che, forse per il mio carattere, ho detestato da subito. Egocentrica, smaniosa e perennemente con la punta di cattiveria sulla lingua, non sono riuscita a capire come potesse essere l’anima del gruppo.

Gli altri personaggi si alternano nel dare attenzione al lettore e a pagine alterne sembrano dire sono stato io, non sono stato io. Sarò la vittima, non sarò la vittima.

È un continuo gioco degli inganni, dove alla fine non vince nessuno.

Per quanto riguarda Heather e Doug, li ho trovati abbastanza privi di spessore e poco coinvolgenti. Non ho avvertito il bisogno di scoprire la loro storia, anzi ammetto di aver trovato forzato anche il finale che coinvolge i due.

Nel complesso è un giallo godibile, sicuramente perfetto con questo caldo per immergersi nella neve e nei laghi ghiacciati. Mette alla prova lo spirito del lettore e la sua capacità investigativa.

Forse mi aspettavo più coinvolgimento e suspense e credo che in parte sia colpa dei personaggi, che personalmente mi hanno convinta poco, ma nel complesso vi consiglio questo libro se siete amanti dei misteri e vi piace mettervi in gioco per scoprire chi sono vittima e assassino.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

One Reply to “[Recensione] Morte nelle Highlands di Lucy Foley”

  1. Adoro questo genere! Leggendo la recensione ho già capito che non farò i salti di gioia per i personaggi, però la trama c’è e questo già è qualcosa! Se ne avrò l’occasione lo leggerò!

Leave a Reply to Monica Tino Cancel reply