Buongiorno Lettori!
Torno dopo una pausa un po’ lunga. In questo mese ho letto molto ma non sono riuscita a scrivere qui sul blog… beh! Vedrò di rimediare! Ho un po’ di libri qui sulla scrivania e sono state ottime letture, quindi spero di parlarvene a breve, iniziando da La vita giovane di Mattia Insolia, edito Mondadori.
La vita giovane
Mattia Insolia
Mondadori
Prezzo: 20.00 €
eBook: 12.99 €
Trama: Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l’anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell’epoca: oltre agli sposi – monade a due teste fin dalla terza superiore – ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l’indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all’ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro (“il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo”). Finché, l’ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell’evento ha scavato in ognuno di loro un’insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni?
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La vita giovane è il primo libro che leggo di Mattia Insolia e posso dire di essere contenta di aver scoperto questo autore.
Il racconto non è perfetto e secondo me in alcuni punti si perde un po’ – ve lo dico subito – però mi è piaciuto passare del tempo insieme a Teo e ai suoi tanti guai.
Quella notte e il giorno seguente li trascorremmo come se niente fosse, a fumare e bere nella villetta sul mare, ma ogni tanto mi capitava di guardarli, i miei amici, e avere come la sensazione che ci fosse qualcosa di strano. Mi sembrava, in un certo senso, non fossero loro.
La trama ci dice già qualcosa: alla fine dell’ultimo anno di liceo, un incidente cambia del tutto la vita del protagonista e dei suoi amici. Ma cos’è successo? E perché Teo non torna nel suo paese da tanti anni?
Alternando il racconto del presente ai ricordi del passato, Teo narra le vicende del suo gruppo di amici, dalle serata in compagnia ai primi amori, dall’infanzia all’età adulta fino al matrimonio di Giorgio e Matilde, evento che a distanza di anni riesce a riunire gli amici.
Insolia ha una bella scrittura evocativa, in grado di incuriosire e far immedesimare il lettore, che viene catapultato nella vita di provincia di questi ragazzi, che sognano le grandi città e carriere invidiabili.
Vogliono tutti scappare eppure qualcosa s’inceppa e il meccanismo smette di funzionare. Un po’ alla volta gli ingranaggi faticano a girare, distruggendo sogni e speranze, anche se si fatica a capire quando tutto sia andato in pezzi, se quella notte di maggio o molto prima.
Io non potevo astenermi dal fissarli: avevo l’impressione che noialtri somigliassimo a quei pesci morti male in una maniera che però non riuscivo a comprendere.
I personaggi vengono tutti ben caratterizzati, hanno le loro peculiarità anche se io ho trovato alcune situazioni un po’ eccessive; ognuno di loro porta con sé un bagaglio veramente pesante e forse è questo che li fa stare insieme, ma allo stesso tempo mi sono ritrovata a domandarmi come mai nessuno di loro avesse avuto un momento buono nella vita.
Per arrivare a quella notte il viaggio è lungo, forse un po’ troppo, però la narrazione in prima persona aiuta molto e invoglia ad andare avanti per completare un puzzle dalle tinte decisamente oscure.
Mattia Insolia con questo racconto ci parla di una generazione che ha sofferto e soffre ancora, che ha paura di fallire e non avere un futuro, e però ci ricorda anche quelle serate passate al pub dove ti sentivi grande con un Long Island o un Angelo Azzurro, dove nella notte urlavi la disperazione dell’adolescenza senza sapere che i diciott’anni e la maturità non avrebbero rappresentato una liberazione e la fine dell’incertezza, bensì l’inizio di una vita ancora più difficile, dove la realtà si abbatte contro un muro di sogni e ci si accorge che forse spensierati non lo si è mai stati.
I sogni non restano uguali per sempre, ma cambiano, e noi con loro.
Questo libro rappresenta un viaggio, dove alla fine non c’è la redenzione ma l’accettazione di sé stessi. Dopo tutto quello che hanno vissuto, Teo e i suoi amici sono arrivati a un punto, che sia un arrivo o un nuovo punto di partenza non sta a noi deciderlo.
Sicuramente questa lettura vi farà riflettere sulle scelte che si fanno quotidianamente e seppur io abbia trovato nell’insieme una certa esagerazione, credo che sia comunque un bel libro, con una storia dove non ci sono i buoni e i cattivi, ma si agisce in una zona grigia, dove a volte la ragione soccombe all’istinto e al desiderio di mettere fine alla sofferenza.

È sempre bello quando si scoprono nuovi autori, ancora di più quando la lettura poi ci conquista.
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