[Recensione] Berlino 1944 – Caccia all’assassino tra le macerie di Harald Gilbers

Buon pomeriggio Lettori!

Dopo esser stata all’Ikea e al Lego Store, ecco una nuova recensione in arrivo. Oggi vi parlerò di un libro che appartiene a un genere che leggo poco, che raramente si trova tra gli scaffali della mia libreria e che tuttavia ogni tanto mi piace affrontare, per spaziare un po’. Oggi vi parlo di un giallo tedesco, pubblicato da Emons Libri, ovvero Berlino 1944 – Caccia all’assassino tra le macerie, primo di almeno sei libri (non ho ancora capito se il sesto sia o meno l’ultimo), scritto da Harald Gilbers.

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Harald Gilbers
Emons Libri
Prezzo: 15.00 €
eBook: 7.99 €
Audiolibro (Acquisto singolo): 7.95 €

Trama: Maggio 1944: la capitale del Reich è distrutta dalle bombe, la popolazione stremata. Grazie alla moglie ariana, l’ex commissario Richard Oppenheimer non è stato deportato e vive in una Judenhaus. Quando nel cuore della notte viene portato via da un uomo in uniforme, tutti temono per il peggio. Ma il suo destino non è ancora segnato e lo attende invece un patto con il diavolo: le sue indagini passate lo rendono indispensabile per risolvere il caso che agita gli alti gradi delle SS. Una collaborazione che non può rifiutare. Nei pressi del monumento ai Caduti della Grande guerra, il cadavere di una donna orrendamente mutilato sembra lasciare un messaggio. Non sarà l’unico. Comincia una corsa contro il tempo: Oppenheimer sa che risolto il caso la sua vita non varrà più niente, ma mai come ora si è sentito vivo. Assistito da Hilde, l’amica fidata di sempre, Oppenheimer scoprirà una scomoda verità.

Divisore Scheggia
Non leggevo un giallo da un po’, però ogni tanto mi piace affrontare questo tipo di lettura. Non sono un’intenditrice del genere, ne leggo poco e non rientra nella mia comfort zone, però come ho già detto, ogni tanto mi piace leggere questo tipo di libri.
Berlino 1944 – Caccia all’assassino tra le macerie è il primo libro di una serie, pubblicata da Emons, che al momento conta ben sei volumi.
Il protagonista è l’ex commissario Oppenheimer, non più in servizio poiché ebreo e che nel 1944 riesce ad evitare ancora la deportazione grazie al suo matrimonio con l’ariana Lisa, che non lo ha mai abbandonato in tutti quegli anni di terrore.
Consapevole della precaria situazione alla Judenhaus, resta comunque interdetto quando le SS lo vengono a prendere e rimane basito quando gli viene rivelato il motivo della convocazione: deve aiutare nelle indagini le SS e risolvere un delicato caso di omicidio.
Dopo aver ritrovato una donna con il ventre squartato e posizionata vicino a un monumento della Prima guerra mondiale, Oppenheimer capisce di dover trovare un assassino spietato e che probabilmente non si fermerà a quel singolo omicidio.

Questo è un libro che, oltre alla ricerca del killer con le relative indagini, affronta e scava nella complessità dell’etica morale, soprattutto in un periodo come quello degli anni ’40 in Germania.
Oppenheimer è un personaggio grigio: è consapevole di quanto stia accadendo agli ebrei e lui stesso è vittima della discriminazione che i nazisti hanno attuato contro la popolazione, ma decide di lavorare con le SS lo stesso, per poter avere almeno qualche altro giorno di vita, rimandando una possibile deportazione.

Il caso del killer in sé non è molto originale, ma è macabro e genera inquietudine soprattutto perché si vuole scoprire il motivo che si nasconde dietro ogni omicidio.
Il tutto si svolge mentre gli alleati bombardano Berlino e la propaganda lavora allo scopo di far credere ai tedeschi che la vittoria sarà sicuramente della Germania.
Emergono tanti fattori che rendono questa storia complessa ma estremamente godibile. C’è la figura di Hilde, donna contraria al nazismo e che cerca di aiutare soprattutto le donne, poi c’è Lisa, che ha deciso di non abbandonare il marito nei momenti di difficoltà e che adesso vive con lui nella Judenhaus.
Mi è piaciuta anche la gestione degli altri personaggi, perché non abbiamo mai veri pentiti, anzi chi torna dal fronte è consapevole di aver ucciso e non ne fa mistero, ma si giustifica con la scusa del “Mi è stato detto di farlo”.
Il personaggio di Vogler è in parte antagonista e in parte supporto: il desiderio di risolvere il caso e farsi bello agli occhi dei superiori è l’unico motivo che lo spinge a chiedere aiuto ad Oppenheimer, tuttavia non fa mistero del suo desiderio di tornare a combattere al fronte.
La scrittura non è complessa, anzi è molto scorrevole e piacevole, inoltre nel caso abbiate un abbonamento Audible o Storytelling, il primo volume lo trovate disponibile, letto da Piero Bardash.
Il mix tra guerra e indagine mi ha colpita e so già che recupererò anche gli altri volumi, tuttavia non vi consiglio questo libro se siete persone che leggono tantissimi gialli e thriller, perché la dinamica ispettore/killer non è particolarmente originale. A me è piaciuto ma è anche vero che leggo pochissimi libri del genere. Potrebbe piacere a chi ne ha amato I bastardi di Pizzofalcone.
Che ne pensate delle serie di libri con un ispettore/commissario protagonista? Vi piacciono?

Scheggia

Cartaceo eBook

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

One Reply to “[Recensione] Berlino 1944 – Caccia all’assassino tra le macerie di Harald Gilbers”

  1. Potrebbe andare benissimo per me che, come te, non leggo molti libri di questo genere. E potrebbe anche essere una lettura non troppo impegnativa (anche se la parte macabra potrebbe essere un po’ pesante per me). In ogni caso è sempre un piacere leggere le tue recensioni ❤️

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