[Recensione] La maestra di Saint – Michel di Sarah Steele

Buon pomeriggio Lettori!

Lo ammetto, in questo periodo è davvero difficile concentrarsi, però voglio comunque parlarvi di un libro che ho finito diversi giorni fa e che non mi ha del tutto convinta.
Vi parlerò di La maestra di Saint – Michel di Sarah Steele, edito Feltrinelli che ringrazio per la copia.

La maestra di Saint Michel, Sarah Steele, Feltrinelli, narrativa, guerra, resistenza, Parigi, Francia, occupazione, via delle ciliegieLa maestra di Saint – Michel
Sarah Steele
Feltrinelli
Prezzo: 19.00 €
eBook: 11.99 €

Trama: Francia, 1942. Finite le lezioni, la maestra fa uscire gli alunni dalla scuola. Controlla con cura che abbiano i loro lasciapassare e raccomanda a tutti di non fermarsi finché il soldato tedesco di guardia non avrà alzato la sbarra che demarca il confine tra la Francia occupata e quella libera. Quando li vede attraversare e correre tra le braccia delle madri, tira un sospiro di sollievo. Nessuno è più al sicuro ormai. Nemmeno i bambini. Inghilterra, oggi. La lettera emana un vago profumo di gardenia, il profumo di sua nonna. Dentro, in una calligrafia d’altri tempi un po’ tremolante, c’è una richiesta per lei: deve rintracciare una donna che anni prima viveva in Francia, a Saint-Michel-sur-Dordogne. È così che Hannah Stone si ritrova a Les Cerisiers, una vecchia casa in pietra circondata da un magnifico giardino di ciliegi, che sembra lì apposta per nascondere segreti. Un po’ per volta, partendo da un vecchio quaderno di ricette di famiglia, cercherà di risolvere un mistero che affonda le radici nella Resistenza.

Divisore Scheggia

Parto col dire che questo non è un libro brutto, però a me non ha regalato emozioni, forse perché mi è sembrato un po’ banale e privo di colpi di scena.
Tutto si capisce fin troppo presto, almeno per il lettore.

La protagonista è Hannah, un’insegnante che dopo un anno burrascoso, trova una lettera della nonna Gigi che le chiede di cercare una cerca Lucie Laval.
Ma chi è Lucie?
Hannah decide di partire per la Francia, diretta a Less Cerisiers, il posto da dove iniziare le sue ricerche.
Complessivamente questo libro non mi è dispiaciuto, però troppi elementi non mi hanno convinta, tanto da renderlo banale e privo di un qualche guizzo in grado di stupirmi.
Nella prima parte ho trovato Hannah veramente insopportabile; nonostante la narrazione sia in terza persona, c’è un continuo ricordare la morte di Lorna – la madre – e di Sam. Di questo poi si anticipa continuamente alla disgrazia, senza mai spiegare nello specifico, tanto da innervosirmi. Va bene la suspense, però evita di scrivere di Sam ogni tre per due.
Dalla seconda parte conosciamo anche Lucie, la maestra che nel 1942, in piena guerra, continua a insegnare nonostante il villaggio sia pieno di occupanti tedeschi.
Il villaggio si trova a ridosso della linea di demarcazione che divide la zona occupata da quella libera e ogni giorno Lucie accompagna i bambini che devono tornare dai genitori oltre il ponte.
Le gesta di Lucie e delle persone che le sono vicine sono davvero interessanti e si percepisce – attraverso la scrittura – la tensione in alcuni momenti, però il collegamento con il presente e con la storia di Hannah si capisce subito.
La storia di Lucie è quella più forte e che regge l’intero libro, mentre il presente con Hannah è particolarmente scontato, sia per i comportamenti, sia per i personaggi che sono macchiette stereotipate, che scompaiono se messi a confronto con i protagonisti della Resistenza del passato.
Mi sarebbe piaciuto affezionarmi ad Hannah e alla sua storia, invece quello che affronta Lucie nel 1942 assorbe tutta la storia. Il villaggio di Saint Michel è composto da persone che in parte collaborano tra di loro e nella descrizione da parte dell’autrice, emergono questi aspetti, tant’è che ho particolarmente odiato un personaggio, sia per le sue azioni che per il suo carattere.
Complessivamente non è una storia brutta, anzi è comunque scorrevole e si legge con facilità, ma personalmente non ho provato emozioni o la continua stretta allo stomaco, anzi, a parte un paio di cose, era tutto palese già da metà libro.
Non è un libro che mi ha entusiasmata, ma probabilmente la colpa è proprio della protagonista Hannah e dei personaggi che la circondano.

Scheggia

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Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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