[Recensione] L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito

Buon pomeriggio Lettori!

Oggi vi parlo di un libro che in realtà ho letto e ascoltato, grazie al mio abbonamento mensile su Storytel, che spesso mi permette di continuare i libri anche quando sono impegnata in altre faccende. Il libro di oggi è L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito, edito Bompiani e candidato al Premio Strega.

L'acqua del lago non è mai dolce, Giulia Caminito, Bompiani, Premio Strega, selezionato, Narrativa, anni 2000, Roma, Bracciano, povertàL’acqua del lago non è mai dolce
Giulia Caminito
Bompiani
Prezzo: 18.00 €
eBook: 11.99 €

Trama: Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subito Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti.

Divisore Scheggia

È uscita la lista con i 12 libri candidati al Premio Strega e io, senza saperlo, avevo già comprato un libro che poi è stato selezionato.
Ho letto e ascoltato L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito e devo dire di aver molto apprezzato la voce di Tamara Fagnocchi, colei che legge l’audiolibro.

Ho alternato la lettura all’ascolto e ho molto apprezzato la narrazione e la cadenza data da Tamara, che secondo me coglie perfettamente le sfumature di una storia difficile.

La storia è quella di Gaia, figlia di Antonia, una donna che severa impone alla figlia di studiare, perché sogna per lei un futuro migliore, diverso dalla povertà che avvolge tutta la famiglia, alla continua ricerca di una stabilità.
Ma come si cresce in un ambiente difficile, dove sembrano mancare anche le cose che per gli altri sono basilari?

Le scelte di Gaia non sono sempre giuste e condivisibili, anzi spesso sono da condannare eppure la sua vita scorre in queste pagine, attraverso gli anni, dalla sua adolescenza fino all’età adulta, in un paese che non cambia poi molto, nonostante i tanti mutamenti degli anni 2000, dai cellulari ai computer, sempre più presenti nelle famiglie e sempre più divisivi in un contesto sociale come quello vissuto da Gaia.

Negli anni raccontati c’è tutto, con le amicizie, i primi amori, i tradimenti, le sensazioni sulla pelle e quel continuo senso di disagio che deriva dalla sua condizione famigliare.

È sicuramente un libro che mi ha colpito per gli anni che vengono raccontati con il 2000, quella notizia sullo sfondo delle torri gemelle che crollano, i giri in motorino, i ritrovi tutti in compagnia.
Sicuramente il periodo raccontato ha dato un’impronta maggiore a tutta la storia, almeno per me.
Quello che mi è dispiaciuto però è stato il finale, che sembra chiudere qualcosa eppure ho la sensazione abbia lasciato aperte troppe parentesi, rendendomi insoddisfatta degli ultimi capitoli.

Il romanzo comunque scorre ed è molto piacevole da leggere e soprattutto da ascoltare.

Nel complesso però è un bel romanzo. Vincerà il Premio Strega?

Scheggia

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Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

2 Replies to “[Recensione] L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito

  1. Ciao, molto bella la tua recensione per un libro che ho appena terminato e amato sin dalla prima pagina. Avevo il desiderio di commentare con qualcuno il finale che mi ha lasciato dei dubbi, lei va al lago e si tuffa, immagina di essere con la sua amica che è morta, ma secondo te, si ammazza oppure è soltanto un modo per ricordare il passato?
    Ho riletto più volte queste ultime pagine e con dispiacere ho chiuso il libro.
    Un saluto e complimenti per il tuo blog!
    Gabriella

    1. Ciao! Grazie per il tuo commento. Io sono rimasta un po’ delusa dal finale, ma credo che l’autrice voglia un po’ lasciare il mistero o forse l’immaginazione aperta. Io l’ho visto come un modo per ricordare il passato, ma non ho escluso altre possibilità.

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