[Recensione] L’evento di Annie Ernaux

Buongiorno Lettori!

Oggi post mattutino (si spera!). In questo periodo sto leggendo molto lentamente, però voglio parlarvi di un libro tanto piccolo e dal grande contenuto, che ho letto qualche settimana fa e che ho preso in biblioteca. Il libro è L’evento di Annie Ernaux, edito da L’Orma editore.

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Annie Ernaux
L’Orma editore
Prezzo: 15.00 €
eBook: 9.99 €

Trama: Ottobre 1963: una studentessa ventitreenne è costretta a percorrere vie clandestine per poter interrompere una gravidanza. In Francia l’aborto è ancora illegale – la parola stessa è considerata impronunciabile, non ha un suo «posto nel linguaggio». “L’evento” restituisce i giorni e le tappe di un’«esperienza umana totale»: le spaesate ricerche di soluzioni e la disperata apatia, le ambiguità dei medici e la sistematica fascinazione dei maschi, la vicinanza di qualche compagna di corso e l’incontro con la mammana, sino al senso di fierezza per aver saputo attraversare un’abbacinante compresenza di vita e morte. Calandosi «in ogni immagine, fino ad avere la sensazione fisica di “raggiungerla”», Ernaux interroga la memoria come strumento di conoscenza del reale. Dalla cronistoria di un avvenimento individualmente e politicamente trasformativo sorge una voce esattissima, irrefutabile, che apre uno spazio letterario di testimonianza per generazioni di donne escluse dalla Storia.

Divisore Scheggia

Questo è un libro breve ma tanto tosto.
Un racconto autobiografico che narra le difficoltà incontrate dalla stessa Ernaux dal momento in cui scopre di essere incinta, fino all’effettivo aborto, avvenuto in modo clandestino poiché illegale nella Francia degli anni ’60.
È un libro che nella sua brevità sa lanciare tantissimi messaggi e soprattutto pone l’attenzione sull’importanza di una legge che tuteli le donne e dia loro la possibilità di scelta.
In poche pagine la Ernaux riesce ad arrivare al punto cruciale della narrazione: non vuole quel feto che le sta crescendo in grembo ed è disposta anche a utilizzare un ferro da calza per mettere fine al supplizio.

Un lunedì ho messo nella borsa anche un paio di ferri da maglia che qualche estate prima avevo comprato per farmi un golfino, rimasto incompiuto. Erano ferri lunghi, blu elettrico. Non c’erano altre soluzioni. Avevo deciso di fare da sola.

È una storia di forza e determinazione, ma anche paura, una storia che non ha e non deve avere paura del giudizio altrui perché è lei a compiere una scelta sul suo corpo.
Nonostante il forte impatto emotivo, il libro scorre che è un piacere e permette al lettore di comprendere le scelte fatte dall’autrice. La riflessione legata all’illegalità del gesto, al quasi divieto di pronunciare la parola “aborto”, al terrore legato a una gravidanza indesiderata, che sconvolgerebbe tutti i piani di una donna.

Se erano molti i romanzi in cui compariva un aborto, nessuno forniva dettagli su come si svolgeva esattamente. Tra il momento in cui la ragazza scopriva di essere incinta e quello in cui non lo era più c’era un’ellissi. Ho cercato in biblioteca. Alla voce «aborto» i riferimenti bibliografici dello schedario rimandavano tutti a pubblicazioni mediche. Ne ho richieste due, Gli archivi medico-chirurgici e La rivista ‘immunologia. Speravo di trovare delle informazioni pratiche, ma si parlava soltanto delle conseguenze degli aborti criminali», che a me non interessavano.

Un libro su un evento del passato che ad oggi è fin troppo attuale.
Questo non è un testo che si può recensire in modo classico, ma vi invito a leggerlo per cercare di capire cosa porti una donna a fare una simile scelta, una decisione mai presa a cuore leggero.
Il nodo di tutto sta però nell’effettiva operazione: la Ernaux ha dovuto fare tutto in modo clandestino, accettando il rischio di morire per una qualsiasi complicanza che invece sarebbe gestibile in ospedale; avere la possibilità di abortire in sicurezza dovrebbe essere sempre un diritto della donna, per evitare di morire da sola, in una stanza, per colpa di un’infezione.
E dovrebbe essere diritto della donna non essere giudicata per la scelta presa, ma dovrebbe essere compresa e tenuta per mano.

(Può darsi che un racconto come questo provochi irritazione, o repulsione, che sia tacciato di cattivo gusto. Aver vissuto una cosa, qualsiasi cosa, conferisce il diritto inalienabile di scriverla. Non ci sono verità inferiori. E se non andassi fino in fondo nel riferire questa esperienza contribuirei a oscurare la realtà delle donne, schierandomi dalla parte della dominazione maschile del mondo.)

Questo è un libro incredibile, in grado di smuovere le coscienze, con un titolo semplice, d’impatto, riconducibile ad ogni momento del libro, perché ogni pagina è un evento.

Credo leggerò altri libri della Ernaux, ma di sicuro questo entra nei miei preferiti!

Scheggia

Cartaceo eBook

 

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

2 Replies to “[Recensione] L’evento di Annie Ernaux

  1. Non conoscevo il libro ma in un periodo in cui l’argomento è tornato alla luce penso che sia giusto leggere anche libri così, che ci facciano comprendere come mai alcune persone (in questo caso donne) facciano determinate scelte. Complimenti per la recensione che ho letto tutta d’un fiato ❤️

    1. È un libro davvero bello che ti consiglio di leggere. Il costo può essere un deterrente perché è un libro molto breve, ma il contenuto vale davvero tanto. Io questo l’ho preso in biblioteca ma in futuro vorrei prendere una copia per me e recuperare tutti gli altri scritti della Ernaux.

Commenta se ti va, io sarò ben lieta di rispondere.