[Recensione] Medusa di Martine Desjardins

Buon pomeriggio Lettori,

oggi torno con la recensione di un libro molto particolare, che sostava nella mia libreria solo da qualche mese (un record). Il libro è Medusa di Martine Desjardins, edito Alter ego edizioni.

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Martine Desjardins
Alter Ego edizioni
Prezzo: 17.00 €
eBook: 9.99 €

Trama: Medusa, soprannominata così dalle sorelle per una grave malformazione congenita agli occhi, è costretta a camminare a testa bassa, i capelli a ricoprirle il volto per nascondere una difformità che provoca a lei stessa una forte repulsione. Non ha mai conosciuto l’affetto dei genitori, ha vissuto sempre in una terribile solitudine all’interno di una famiglia che finirà per ripudiarla e rinchiuderla in un istituto per ragazze malformate, l’Athenæum, che si erge sulle rive di un lago infestato da meduse. Qui, accolta da una direttrice spettrale e mefistofelica, conoscerà gli abissi del genere umano grazie ai cosiddetti benefattori, che si divertono a giocare crudelmente con le loro protette. Punita più volte per i suoi tentativi di ribellione e quasi certa di aver perso ogni speranza di libertà, Medusa riuscirà finalmente a emergere, iniziando a disseminare sul proprio cammino paura e distruzione.

Divisore Scheggia

Credo di aver sempre saputo che avevo due Mostruosità al posto degli occhi. Ma l’ho pienamente realizzato la sera in cui mia madre mi ha coperto le palpebre con la mano prima di chinarsi sul letto a rimboccarmi le coperte. […]
«Se mostri gli occhi a qualcuno, ti cucio le palpebre». Non avevo alcun motivo di mettere in dubbio la sua parola: se la cavava bene con l’ago, aveva ricamato lei stessa, con filo rosso e oro, le palme accademiche che ornavano i calzini di mio padre.

Questo è un libro preso d’impulso a Più Libri Più Liberi il dicembre scorso. Sono rimasta colpita dalla trama, dalla copertina e si, anche dalla cura messa per questa edizione, così semplice e pulita ma resistente.

La storia è quella di Medusa che a causa di una grave malformazione agli occhi viene allontanata, evitata e schernita dalla sua stessa famiglia. La sua è un’esistenza non richiesta, non voluta, tant’è che i suoi stessi genitori preferirebbero non fosse mai nata, accusandola di rovinare la loro esistenza perfetta, mettendo in pericolo il loro nome, la loro normalità.

Medusa non può mai uscire perché gli altri vedrebbero i suoi orrori anche se coperti da una lunga frangia e le viene permesso di stare all’aria aperta soltanto quando c’è brutto tempo, perché nessuno farebbe caso a lei.
Le sorelle vengono descritte come belle e perfette, ma con un carattere cattivo; saranno loro a darle il nome di Medusa, facendole dimenticare il suo vero nome, che infatti non viene mai menzionato.

«Medusa! Medusa! Medusa!».
Per me quel termine ha subito incarnato ogni aspetto della mia bruttezza e l’ho percepito come il peggiore degli insulti. Con mia grande irritazione ha soppiantato in fretta gli altri soprannomi, e mi sta attaccato addosso da così tanto tempo che ormai ho dimenticato il mio vero nome.

Ovviamente il nome Medusa è ispirato all’animale ma anche alla mitologia e tutte le azioni che lei compie sono legate alla figura mitologica, ma sono anche un modo per mostra la cattiveria e la perversione umana.
Questo è un libro che permette di riflettere tanto sulla paura di mostrare le nostre imperfezioni, giudicate dall’esterno spesso come abomini.
Quello che emerge è una riflessione tra fisicità e perversioni: l’esistenza di Medusa e delle protette dell’istituto sembra abbia poco valore perché sono esteticamente imperfette secondo i canoni della società nella quale vivono, tuttavia vengono messe davanti ai benefattori, essi stessi con alcune imperfezioni ma in grado di sentirsi superiori, tanto da sottomettere e usare le ragazze per dei giochi lesivi spesso per la loro salute.
I benefattori incarnano la cattiveria e la perversione umana ai danni di chi non può decidere ed è in un libro di dolore e punizione che Medusa cresce, diventando sempre più consapevole del proprio sguardo e del suo potere. Il suo è uno sguardo che oltrepassa le barriere, ha vita propria.

Sicuramente la parte iniziale è quella più potente, cattiva ed emozionante; nelle parole di Medusa si avverte il dolore e la rassegnazione e in parte anche la speranza. Ci si stringe attorno a questa persona maltrattata dalla famiglia, che impaurisce con un solo sguardo, che si nasconde da ogni specchio e non ha idea di come sia il suo viso, tuttavia andando avanti con la storia, il tono cala e forse ci si abitua al suo racconto, alle vicende che si ripetono. In alcuni passaggi l’ho trovata un po’ prolissa e mi ha dato una sensazione di noia.

Ovviamente Medusa è la protagonista indiscussa, circondata dalla cattiveria che ha la forma umana dei benefattori e della direttrice. È un libro che si legge in poco tempo e soprattutto nella prima parte è molto scorrevole. Non è un libro perfetto e non mi ha particolarmente entusiasmata, tuttavia offre ottimi spunti di riflessione, soprattutto in una società che spesso pretende perfezione e omologazione.

Nonostante non mi abbia del tutto convinto, riconosco a questo romanzo una forza espressiva non indifferente. Medusa potremmo essere tutte noi.

Scheggia

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Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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