[Recensione] Seni e Uova di Mieko Kawakami

Buon pomeriggio Lettori!

Oggi torno sul blog con un libro un po’ difficile e ostico e che tuttavia mi ha tenuto compagnia nel mese di agosto; sto parlando di Seni e Uova di Mieko Kawakami, autrice che è appena tornata in libreria con Heaven, sempre Edizioni e/o.

Seni e uova, Mieko Kawakami, Edizioni e/o, Heaven, Haruki Murakami, fecondazione assistita, femminismo, famiglia, Giappone, società, cultura, recensioneSeni e Uova
Mieko Kawakami
Edizioni e/o
Prezzo: 19.00 €
eBook: 12.99 €

Trama: Le tre protagoniste hanno un legame familiare: la protagonista trentenne Natsu, sua sorella maggiore Makiko, e la figlia di Makiko, Midoriko. Nel libro primo Makiko va a Tokyo alla ricerca di una clinica in cui possa mettere delle protesi al seno a prezzi accessibili. È accompagnata da Midoriko, che non parla con la madre da sei mesi, incapace di accettare i cambiamenti del suo corpo di adolescente e sconvolta dal desiderio della madre di modificare il proprio seno volontariamente. Il suo silenzio si rivela fondamentale per permettere alle due donne di affrontare paure e frustrazioni. Nel libro secondo, ambientato dieci anni dopo, in un’altra calda giornata estiva, Natsu, diventata ormai una scrittrice affermata, ritorna nella sua Osaka. È ossessionata dall’idea di invecchiare da sola e inizia il percorso per diventare madre, in una clinica specializzata, scontrandosi con i pregiudizi della società giapponese e i problemi legali e fisici legati alla fecondazione assistita.

Divisore Scheggia

Seni e Uova è un libro particolare ed estremamente prolisso (diciamolo subito).
Il titolo di questo libro prende il nome dalla prima parte, scritta più di dieci anni fa e alla quale è stata poi integrata una seconda, molto più lunga e che tratta un argomento del tutto diverso.

La prima parte è incentrata sulle due sorelle e sul loro passato; è un viaggio nei ricordi, tuttavia un ruolo fondamentale è ricoperto anche da Mikoriko, figlia di Makiko, la sorella maggiore che decide di rifarsi il seno, non essendo più soddisfatta della sua immagine e del suo corpo.
Il ruolo di Midoriko è fondamentale per il lettore perché attraverso le pagine scritte da lei, in forma di diario, si entra nella testa di una ragazza alle prese con l’adolescenza.

La prima parte affronta tantissimo il tema della povertà ed emergono i contrasti relativi alla scelta di intervenire sul proprio corpo.

Il corpo di mia sorella non m’interessava. Non m’interessava per niente. Ma il punto era un altro: dovevo cercare di capire, dovevo afferrare almeno un po’ ciò che le passava realmente per la testa.

La libertà sul proprio corpo è forse il filo che lega la prima parte alla seconda, che subito inizia ad affrontare il tema della maternità e della famiglia, partendo da una chiacchierata tra amiche.
Doneresti un rene a tuo marito?
È una domanda che apre da subito alle riflessioni, perché emerge l’idea della donna in una società patriarcale e con determinate e particolari dinamiche famigliari.
Emergono curiosità come l’obbligo che lega una donna nei confronti dei suoceri e la possibilità, in caso di morte del coniuge, di ricorrere al Divorzio post mortem, pratica che negli ultimi anni viene sfruttata proprio dalle donne.

In linea teorica si parla della fecondazione assistita e della donazione di seme, però si cerca di guardare a questa pratica da più punti di vista.
C’è Natsuko che vorrebbe diventare madre e allo stesso tempo non desidera un compagno, un uomo al suo fianco; ci sono i figli nati dalla donazione e che hanno scoperto in età adulta la verità, ritrovandosi a vivere un trauma e poi ci sono le persone che non accettano questo tipo di scelte e che reagiscono male alla notizia, pensando di poter avanzare diritti sul corpo altrui.

Nonostante emerga una società con l’uomo come fonte di denaro e benessere per la famiglia, è importante e fondamentale anche il ruolo delle madri degli uomini, che spesso pretendono quasi l’impossibile dalle nuore, che rinunciano alla propria libertà.

Alcuni dialoghi sono scritti per colpire il lettore, soprattutto le parole aspre e forse condivisibili di Zen Yuriko, donna dal passato terribile. È con lei che si riflette sulla nascita, sul mettere al mondo i figli e diventare genitori ad ogni costo, perché lo impone la società.

Perché mettono al mondo dei figli senza mai riflettere abbastanza, senza mai porsi domande? È assurdo, sembrano tutti convinti che non ci sia niente di più facile. Vanno avanti imperterriti, col sorriso sulle labbra, senza rendersi conto che il difficile viene dopo e che sono coinvolti in qualcosa di persino violento e spietato. In definitiva, mi chiedo, è giusto trascinare con superficialità ed egoismo in questo mondo una vita che non ha mai chiesto di esistere, solo perché lo ha deciso qualcun altro?

È un libro che offre tantissimi spunti di riflessione e che tuttavia risulta molto pesante e spesso mi ha spinta a volerlo mettere da parte.
La scrittura dell’autrice è veramente bella ed evocativa, tuttavia lo stile onirico che spesso caratterizza la letteratura giapponese, in un libro così ha messo a dura prova la mia forza di volontà.
I capitoli sono estremamente lunghi e offrono pochissime pause, inoltre spesso si divaga e ci si allontana dall’argomento che dovrebbe essere quello principale, rischiando di annoiare e far desistere dal continuare.

È un libro che va letto e assimilato un po’ alla volta e che sicuramente è difficile da portare a termine, tuttavia alla fine, tramite la storia di Natsuko, si arriva a una conclusione.

Il focus comunque non è tanto sui personaggi, quanto più sull’argomento che viene esplorato tramite le ricerche di Natsuko e che li unisce tra accordi e disaccordi, infatti avrei preferito una maggiore attenzione ai legami e un collegamento più netto con il primo libro.
Resta comunque una grande lettura che sono felice di aver affrontato.

È sicuramente una lettura tosta e impegnativa, a volte divaga un po’, ma sicuramente offre davvero tanti spunti di riflessione.

Scheggia

Scheggia

Sono Scheggia ma in realtà sono Deborah e ho una passione sfrenata per la lettura. Entro in libreria ogni volta che ne ho l'occasione, passo ore e ore a guardare i libri, cerco le novità ma anche quelle che non lo sono più. Sono una di quelle lettrici che invadono casa di libri, ne compro in continuazione anche se ho già altre letture prese in precedenza. Amo il mondo dei libri e dell'editoria ed è per questo che la mia più grande aspirazione è entrare in una casa editrice e lavorarci. Io continuo a sperare!

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